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Lo sai che? Equitalia: necessaria la cartella e non l’estratto di ruolo per vincere la causa

Lo sai che? Pubblicato il 15 ottobre 2013

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L’estratto di ruolo non ha alcuna valenza di veridicità: Equitalia è tenuta a conservare le cartelle di pagamento con le relate di notifica in eterno, se vuole vincere le cause.

 

Equitalia, se intende contestare al contribuente il mancato pagamento del debito fiscale, deve depositare (in causa) l’originale della cartella medesima con tutte le attestazioni dell’avvenuta notifica della stessa. Non è sufficiente, dunque, il semplice estratto di ruolo.

A dirlo è la Commissione Tributaria Regionale di Milano [1] secondo la quale l’obbligo di conservazione per cinque anni della matrice o della copia della cartella ha solo una valenza amministrativa. Invece, in sede giudiziaria – ossia nella causa di impugnazione promossa dal contribuente – il principio dell’onere della prova impone al creditore (appunto Equitalia) di esibire il titolo su cui si basa il proprio credito. E pertanto, anche dopo il decorso dei cinque anni, l’Esattore è tenuto a depositare in giudizio i documenti che giustifichino la propria pretesa.

Dunque, se il cittadino, per esempio, intende impugnare un pignoramento o un atto di intimazione, lamentando che nessuna cartella esattoriale gli è stata mai notificata, Equitalia deve produrre quest’ultima nella causa davanti al giudice. Diversamente, il contribuente vince il giudizio e non deve pagare alcunché.

Dunque l’Esattore ha l’onere di conservare una documentazione “ufficiale”, per dimostrare l’esistenza delle cartelle esattoriali che egli asserisce essere state notificate: e non solo nel limite dei cinque anni, bensì in eterno.

Infatti l’estratto dei ruoli a carico del contribuente non può costituire prova dell’avvenuta notifica delle cartelle di pagamento, in quanto si tratta di un semplice atto interno di parte a cui la legge non conferisce alcuna valenza di veridicità.

note

[1] CTR Milano sent. n. 63/14/13 del 21.06.2013.


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