Coronavirus: il caldo ci aiuterà

28 Aprile 2020
Coronavirus: il caldo ci aiuterà

Il Covid-19 soffre le temperature elevate e il clima umido: lo rivela uno studio Usa spiegato dall’esperto Walter Ricciardi. Ma occorre ancora molta prudenza.

Ci siamo chiesti spesso se il caldo ci aiuterà a sconfiggere il Coronavirus. L’interrogativo si ripropone ora che ci stiamo avvicinando alla bella stagione, con l’arrivo di temperature più alte e miti. Questo potrà contribuire a debellare l’infezione e a diminuire i contagi?

Adesso, arriva un’affermazione che contiene la risposta: il caldo di giugno ci aiuterà, ma serve prudenza. Lo dice Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, in un’intervista a ‘La Stampa’ di oggi, riportata anche dall’Adnkronos.

Ricciardi si basa su “uno studio presentato il 24 aprile dal sottosegretario alla sicurezza interna Usa alla Casa Bianca”. L’elaborazione compiuta negli Stati Uniti d’America “mostrerebbe che il virus soffre il caldo umido“. Precisamente – spiega l’esperto – “al chiuso, con 24° e 20% di umidità può resistere su una superficie per 18 ore, con 35°e un tasso di umidità dell’80% la sua permanenza non supera l’ora. Se poi si è al sole bastano 24° e lo stesso livello di umidità perché scompaia in due minuti”.

Per questo Walter Ricciardi dice che “vedremo a giugno, quando con il caldo umido il virus potrebbe attenuarsi“. Ma quando gli viene chiesto se ciò significa che quest’estate potremmo mollare la presa, risponde: “Assolutamente no, perché il virus circolerà lo stesso e dovremo continuare a rispettare le regole igieniche e sul distanziamento. Però potremmo conviverci meglio”.

Dunque, come dovranno comportarsi gli italiani nelle loro prossime uscite? “I pilastri sono sempre quelli del distanziamento e dell’igiene personale oltre che ambientale”. Qui Ricciardi ammonisce: “se vado a trovare i parenti,  soprattutto se anziani, devo evitare di toccarli e se non sono sicuro di mantenere sempre il metro di distanziamento meglio tirare su la mascherina chirurgica”. Ed ancora, in questi casi di visite bisogna “lavarsi le mani come si entra in casa. E niente assembramenti: in una stanza di 30 metri quadri più di quattro meglio non essere”.

Anche l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, in collegamento con Agorà su Rai3, avverte che “Convivere con il virus significa accettare delle infezioni, accettare che la curva epidemica riparta e che possa essere messa sotto controllo con un’altra misura di restrizione”. Per questo “dobbiamo fare di tutto per evitare una seconda ondata in autunno e tirare avanti finché non arriverà un vaccino che spero possa arrivare ad inizio prossimo anno”.

Anche il premier Giuseppe Conte ha avvertito proprio ieri sera che la Fase 2 non significa ancora ritorno alla normalità,”non ci sono le condizioni e dobbiamo dirlo in modo chiaro e forte”, sottolineando che “ci accingiamo ad attraversare la Fase 2 di convivenza col virus, non la fase di liberazione dal virus. Abbiamo introdotto qualche allentamento ma è chiaro che non possiamo mollare in questa fase. Se affrontassimo questa Fase 2 con un atteggiamento imprudente e irresponsabile la curva epidemiologica ci sfuggirebbe di mano”.

Il caldo, quindi, secondo gli esperti potrà aiutarci ma da solo non basta e il Governo invita alla massima prudenza ed al rispetto delle regole. Leggi anche Coronavirus: il caldo lo sconfiggerà?



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