Coronavirus: si può andare nelle seconde case?

28 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: si può andare nelle seconde case?

La ministra De Micheli dice di no. Ma non c’è una norma che lo impedisca. E ciò che non è vietato, è consentito. Arriverà il chiarimento prima del 4 maggio?

Si può o non si può andare nelle seconde case dal 4 maggio? Diventa un vero e proprio giallo (un altro) la possibilità di lasciare la propria abitazione nella fase 2 dell’emergenza coronavirus per poter raggiungere la casa al mare, al lago o in montagna per chi ne possiede una all’interno della propria regione. Come abbiamo già anticipato ieri, il nuovo decreto della Presidenza del Consiglio (l’ultimo annunciato da Giuseppe Conte) non ne parla. A differenza di quello ancora in vigore fino a domenica 3 maggio, non c’è un divieto esplicito su questo punto. E, come si sa, tutto quello che non è vietato è consentito.

Probabilmente, arriveranno dei chiarimenti in settimana, ma intanto il pasticcio è servito. La ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, ha già messo le mani avanti: anche con il nuovo Dpcm sarà vietato trasferirsi nelle seconde case. Peccato, però, che in quel testo non ci sia una sola riga che lo dica.

Al momento, c’è solo un’ordinanza in merito firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza. Ma è scaduta più di un mese fa, il 25 marzo. Consentendo alle Regioni di fare di testa loro: i governatori della Liguria e del Veneto (appartengono a due partiti che non sono al Governo, ma forse è un caso) hanno firmato proprio ieri un’ordinanza in cui si permette ai cittadini residenti di andare nelle seconde case. Al mare di Portofino o sul lago di Garda, ad Alassio o nel Cadore, tanto per dire. Nulla potrebbe vietare, a questo punto, al presidente della Lombardia di mandare la gente nelle case del lago di Como o della Valtellina. Oppure a quello delle Marche di consentire ai suoi cittadini di farsi qualche giorno nei pressi della Rotonda sul mare di Senigallia evocata a sui tempo da Fred Bongusto.

A proposito, il buon gusto vorrebbe che si facesse chiarezza. Al momento, uno dei pochi pilastri che appaiono incrollabili del nuovo Dpcm è quello che riguarda la possibilità di muoversi all’interno della propria regione per motivi di lavoro, di salute, di necessità o per una visita ai congiunti, sui quali ieri c’è già stata fin troppa polemica. Sparito del tutto, invece, quello che teneva in piedi il divieto «di spostarsi in un’abitazione diversa da quella principale e comunque in una casa utilizzata per vacanza». Mettendo insieme le due cose, se ne deduce che si può andare nelle seconde case purché siano nella stessa regione in cui si trova l’abitazione principale. Appunto, come si diceva, il Ligure ad Alassio, il veneto a Cadore, il lombardo sul lago di Como, il marchigiano a Senigallia e così via. Cosa, tra l’altro, che è già consentita solo per la cura dell’orto o del giardino di una seconda casa.

Tornando all’ordinanza del ministro della Salute, quella scaduta più di un mese fa: se anche si volesse rinnovare, va ricordato che diceva testualmente: «Nei giorni festivi e prefestivi, nonché in quegli altri che immediatamente precedono o seguono tali giorni, è vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza». Significa che, alla peggio, da martedì a giovedì si può andare nelle seconde case, visto che nessuno lo vieta?



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1 Commento

  1. Salve. Leggo spesso con attenzione i Suoi articoli. Ho scritto spesso del mio caso riguardo all’acquisto di una casa da destinare a futura residenza e dimora, ma sita in Comune diverso da quello della mia attuale residenza, pur essendo nel marciapiede di fronte!!! Finora non ho potuto accedervi, da oltre due mesi, per costatarne lo stato e per la pulizia in quanto é considerata 2a casa. Per giunta debbo pagarci l’IMU, non potendo organizzare il trasloco, la Tari, pur non producendo un grammo di rifiuti, l’Irpef !!! La Polizia Urbana di quel Comune mi ha riferito che non potevo recarmi colà se non per comprovate speciali esigenze, come rottura di tubi, caduta del tetto, ecc., pena una pesante multa. Quando ho riferito che trattavasi di provvedere alla pulizia ed alla sistemazione del giardino, per poco non mi facevano una multa per telefono !!! Non ci riesco a capire più nulla. La prego, se possibile mi aiuti Lei con un parere ovviamente non vincolante. Grazie e porgo cordiali saluti.

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