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Lo Stato può fare prelievi sui conti dei cittadini?

28 Aprile 2020
Lo Stato può fare prelievi sui conti dei cittadini?

Depositi bancari e postali: il governo può imporre un prelievo forzoso sul deposito in banca?

Un nostro lettore ci ha chiesto se è possibile che il governo prelevi i soldi dei cittadini custoditi sui conti correnti o sui depositi bancari e postali senza autorizzazione dell’interessato. Evidentemente, il problema si pone come timore che, in caso di dissesto economico dello Stato, si possa attingere dalle risorse dei privati per fare cassa e risanare le casse erariali. Un po’ come avvenne nel 1992 quando il Governo Amato attuò il famoso prelievo forzoso del 6 per mille a seguito della svalutazione della lira che mise in ginocchio le finanze del nostro Paese.

Insomma, il quesito che ci viene posto è il seguente: lo stato può fare prelievi sui conti dei cittadini? Cerchiamo di analizzare con attenzione la questione con occhio critico e alla luce dei poteri che un esecutivo potrebbe avere di mettere mano nei risparmi degli italiani. 

Prelievo forzoso sul conto corrente: si può evitare?

Imporre una patrimoniale sui conti correnti avrebbe di sicuro il vantaggio di garantire un prelievo certo per lo Stato perché rimesso non già all’adempimento spontaneo del contribuente ma alla collaborazione delle banche. Sarebbero, infatti, queste ad applicare una trattenuta automatica sui depositi dei cittadini. Il che escluderebbe anche il rischio di evasione. In più, il prelievo forzoso garantirebbe un immediato incasso per lo Stato senza cioè dover attendere i tempi di versamento spontaneo o le procedure di riscossione coattiva.

Dall’altro lato, però, una politica di questo tipo andrebbe a svantaggio dei risparmiatori (ossia di coloro che hanno conservato nel tempo i propri risparmi in banca, anche a fronte di rinunce) e a vantaggio invece di chi detiene il proprio patrimonio sotto altre forme, ad esempio in ricchezza immobiliare. In più, verrebbe favorito chi, dotato di intuito, faccia un sostanzioso prelievo dal conto prima della “manovra” governativa o abbia un conto corrente in rosso o con una apertura di credito (ossia con un fido) e, pertanto, formalmente passivo.

Il punto è questo: il prelievo forzoso potrebbe violare il principio di uguaglianza e di capacità contributiva. E per di più si presterebbe al facile raggiro dello svuotamento del conto con qualche giorno (o anche ora) di anticipo.

Si ricorda, a tal fine, che è possibile prelevare non più di 10mila euro al mese: limite imposto non già per contrastare l’evasione fiscale ma per scongiurare il riciclaggio di denaro e la realizzazione di reati particolarmente gravi (leggi sul punto Cosa rischia chi fa troppi prelievi?).

Prelievo forzoso sul conto corrente: lo Stato può farlo senza autorizzazioni?

Il lettore ci chiede se lo Stato possa effettuare un prelievo forzoso «senza autorizzazione». Non siamo sicuri di comprendere fino in fondo cosa intenda dire con questa locuzione, ma possiamo fare due considerazioni. La prima: un governo ha bisogno di una sola autorizzazione, quella del Parlamento. Sia il decreto legge che il decreto legislativo devono ricevere “l’avallo” delle due Camere. Con la differenza che, nel decreto legislativo, è prima il Parlamento ad autorizzare l’esecutivo a legiferare (attraverso la cosiddetta “legge delega”); invece, nel decreto legge è l’esecutivo ad adottare subito il provvedimento normativo in presenza di uno stato di necessità e urgenza, fatto salvo l’obbligo di una successiva conversione in legge (legge di approvazione) entro i 60 giorni successivi, da parte del Parlamento.

Il secondo aspetto è proprio legato al decreto legge. La caratteristica di questo tipo di atto normativo è l’immediata efficacia con la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Il che significa che lo Stato potrebbe decidere la sera di attuare, con decreto legge, un prelievo forzoso sui conti correnti, lasciando così i cittadini, già il giorno dopo, con la “brutta sorpresa” e l’impossibilità di correre ai ripari.

Questo meccanismo è rispettoso della Costituzione che, appunto, disciplina la forza delle leggi e degli atti aventi forza di legge (appunto decreto legge e decreto legislativo).

Dunque lo Stato può di certo fare un prelievo sul conto corrente, sia che ciò avvenga con la legge del Governo (decreto legge o decreto legislativo) sia – e a maggior ragione – che avvenga con legge del Parlamento.

Alternative al prelievo sui conti correnti dei cittadini

L’alternativa al conto sarebbe una normale e banalissima tassa, ma difficilmente da eludere perché calcolata indipendentemente dai risparmi detenuti sul conto. Potrebbe essere determinata sulla base della sommatoria dei patrimoni posseduti dal contribuente (compresi quelli immobiliari), in tal caso prendendo la forma di una vera e propria “patrimoniale” oppure sul reddito dichiarato, così divenendo una sorta di ulteriore Irpef. 

Maggiori informazioni su Soldi sul conto corrente: sono sicuri?



3 Commenti

  1. In definitiva non avete detto se è legittimo che il governo possa fare prelievi sul conto corrente dei cittadini

  2. Essendoci ora l’anagrafe tributaria lo stato dovrebbe prelevare la quota di liquidità e titoli liquidabili al netto degli eventuali debiti versi le banche detentrici di conti attivi e portafogli titoli. Luciano Franceschetto

  3. A Trieste e Zona A ( Provincia di Trieste) non possono fare per violazione art 21 Trattato di Pace di Parigi 1947 e Memorandum di Londra 1954 art 2.

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