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Anche contro le sentenze disciplinari del CNF possibile ricorrere in Cassazione

15 ottobre 2013


Anche contro le sentenze disciplinari del CNF possibile ricorrere in Cassazione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 ottobre 2013



La sanzione disciplinare può essere impugnata in Cassazione per vizi di motivazione.

L’avvocato sospeso dall’esercizio dell’attività può ricorrere in Cassazione per vizio di motivazione della decisione adottata dal Consiglio Nazionale Forense.

A stabilirlo sono state ieri le stesse Sezioni Unite della Cassazione [1], con una articolata motivazione che rinviamo in nota [2].

note

[1] Cass. S.U. sent. n. 23216/2013 del 14.10.2013.

[2] Per le Sezioni unite la censura del vizio di motivazione è ammissibile in quanto l’ultimo comma dell’art. 360 Cpc, introdotto dalla legge n. 69 del 2009, e applicabile ai ricorsi contro i provvedimenti pubblicati o depositati dopo l’entrata in vigore delle legge (art. 58, comma 5), recita testualmente: “Le disposizioni di cui al primo comma e terzo comma si applicano alle sentenze e ai provvedimenti diversi dalla sentenza contro i quali è ammesso ricorso per cassazione per violazione di legge. Poiché il terzo comma dell’art. 56 del R.D.L. 1578 del 1933 prevede, contro le sentenze del CNF, il ricorso alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione «per incompetenza, eccesso di potere e violazione di legge» ne discende che anche contro le sentenze del CNF è ora ammesso il ricorso per vizio di motivazione.

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