App Immuni traccia contatti: svelati i contenuti e i tempi

28 Aprile 2020
App Immuni traccia contatti: svelati i contenuti e i tempi

Entrerà in funzione a maggio, sarà collegata al Bluetooth, registrerà i contatti entro 2 metri e di almeno 15 minuti; gli allertati dovranno eseguire il tampone.

La nuova App Immuni che servirà a tracciare i contatti degli italiani per  avvisarli in caso di incontro con una persona divenuta positiva al Covid-19 prende forma e oggi il Commissario straordinario all’emergenza, Domenico Arcuri, ne ha rivelato i contenuti di funzionamento ed i tempi di realizzazione e rilascio agli italiani.

Ci si era chiesti infatti dove fosse finita la misteriosa app Immuni, perché il premier Conte annunciando il nuovo Decreto non l’aveva menzionata, né essa compariva nel testo del provvedimento emanato. Adesso Arcuri ha chiarito alcuni dubbi in proposito, anche se non ancora tutti e, come vedremo, rimangono delle perplessità.

Nella conferenza stampa di oggi, seguita dall’Adnkronos, Arcuri ha spiegato innanzitutto che la “distanza di rischio” per far scattare il meccanismo di registrazione del contatto sul telefonino “è oscillante tra un metro e due metri, io penso che sia cosa buona e giusta considerare il limite massimo di questo intervallo e cioè una quantità di metri più vicina ai due che non all’uno”, ha spiegato.

Inoltre, nel meccanismo di funzionamento della app l’incontro rilevante tra le persone non sarà quello istantaneo e fugace, come ad esempio un incrocio nella corsia del supermercato, ma dovrà essere prolungato o almeno protratto: “l’app farà scattare l’alert quando ad esempio il signor Rossi avrà avuto un contatto stretto per più di 15 minuti con una persona positiva”, ha chiarito Arcuri.

Perché proprio questo tempo? Perché – ha risposto Arcuri – “gli scienziati ci dicono che il tempo minimo certo per essere a rischio di contagio sia 15 minuti”. Un’affermazione che probabilmente non mancherà di destare perplessità, in quanto non sembra ci siano certezze a questo riguardo.

Quanto poi al fatto se i dati risiederanno sul cellulare oppure su un archivio remoto – un quesito molto importante per la sicurezza e la privacy – il Commissario ha detto: “noi abbiamo lavorato per perseguire un obiettivo giusto, il server della app è pubblico e italiano, al momento dello sviluppo, e lo faremo prima di introdurla sul mercato, si potrà decidere se lasciare i dati sul telefonino e/o sul server”, ed ha aggiunto che “la modalità non cambia e anche se i dati fossero sul server pubblico comunque sarebbero criptati“.

Inoltre l’avviso di notifica, l’alert che informerà le persone di essere venute a contatto con un soggetto che nel frattempo è risultato positivo all’infezione, Arcuri ha precisato che “l’alert arriverà alla persona e non al Servizio sanitario nazionale, sarà quindi l’utente a diventare protagonista del percorso sanitario”.

Il Commissario all’emergenza ha anche parlato del legame che esiste tra l’app Immuni ed i tamponi che effettivamente esiste: “se la relazione tra la tempestività che il contact tracing garantisce e il fatto che tu ti sottoponga tempestivamente a un tampone salta noi non abbiamo raggiunto l’obiettivo, quindi sarà anche necessario che in un tempo molto ravvicinato ci si possa sottoporre al tampone“. Proprio per questo – ha sottolineato – “la app sarà collegata ai tamponi, noi ne abbiamo distribuiti 2,5 milioni fino a ieri, ne abbiamo eseguiti 1,7 milioni, debbo immaginare che le Regioni abbiano in magazzino almeno 800mila tamponi, continueremo con una massiccia distribuzione per essere certi che ce ne sia sempre una quantità sufficiente”.

I tempi di rilascio, invece, sono ancora molto incerti: Arcuri vorrebbe ottenere il risultato “entro maggio“, ma probabilmente il percorso parlamentare necessario per l’approvazione sarà più lungo. Il Governo infatti ha già deciso che sarà il Parlamento a decidere la sua introduzione e a regolamentarla con una legge, ma non ha ancora stabilito se procedere con una norma da inserire nel Decreto aprile o in un provvedimento successivo. Quindi si rischia di andare ben oltre i tempi indicati dal Commissario Arcuri.

Coronavirus, app Immuni: come funziona? GUARDA IL VIDEO



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