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Assegno di cura per anziani

30 Aprile 2020 | Autore:
Assegno di cura per anziani

Quali sono i contributi economici per chi assiste un familiare anziano non autosufficiente o disabile?

Hai una persona anziana nel tuo nucleo familiare che necessita di assistenza, alla quale sono stati riconosciuti handicap, invalidità o non autosufficienza (qui la Differenza tra invalidità, handicap, non autosufficienza)?

Potresti aver diritto a un contributo economico per l’assistenza, l’assegno di cura.

L’assegno di cura per anziani è un sussidio, riconosciuto a carattere regionale/locale, finalizzato all’assistenza dei familiari ultrasessantacinquenni bisognosi di un aiuto per lo svolgimento delle funzioni e dei compiti propri dell’età.

Quest’agevolazione può essere riconosciuta sia all’anziano interessato, ad esempio per la remunerazione della badante con la quale abbia stipulato regolare contratto, che a favore dei familiari che eventualmente lo assistono.

Ci sono, comunque, significative differenze da regione a regione, talvolta anche in base al Comune, in quanto non esiste una normativa nazionale che disciplini l’assegno di cura, ma la regolamentazione è a livello locale (leggi regionali, deliberazioni della giunta regionale, determina regionale, etc.).

Ad ogni modo, per l’assistenza del familiare anziano esistono anche sussidi previsti in tutto il territorio nazionale, come l’accompagno, i contributi Inps HCP, l’assegno sociale sostitutivo. Ma procediamo con ordine.

Che cos’è l’assegno di cura?

L’assegno di cura è un contributo economico a favore delle famiglie o delle persone che si assumono l’impegno di assistere un anziano disabile o non autosufficiente presso il proprio domicilio.

L’assegno è generalmente finalizzato, oltreché alla cura ed al sostegno dell’interessato, alla scelta di mantenere l’anziano al proprio domicilio, nel proprio contesto sociale e affettivo: in base alla disciplina stabilita a livello locale, normalmente il sussidio è alternativo all’inserimento stabile dell’anziano in una residenza protetta (come previsto, ad esempio, in relazione all’assegno di cura da parte della regione Emilia-Romagna).

Alcune regioni e Comuni prevedono comunque, oltre all’assegno di cura, prestazioni di ospitalità alberghiera presso strutture residenziali e semiresidenziali rivolte al disabile che non può essere assistito a domicilio, incluse le prestazioni strumentali ed accessorie.

Quando spetta l’assegno di cura?

L’accesso al contributo, presso la generalità delle regioni, tiene conto della situazione economica e patrimoniale (indicatore Isee)del nucleo familiare dell’anziano (composto dal coniuge, i figli minori di anni 18, i figli maggiorenni a carico dei genitori che siano senza coniuge né figli).

In buona sostanza, al di sopra di specifiche soglie Isee, l’anziano o i familiari che lo assistono perdono il diritto all’assegno: ricordiamo che l’indicatore Isee non dipende soltanto dal reddito dei componenti del nucleo familiare, ma anche dal patrimonio, immobiliare e mobiliare, degli stessi, nonché da ulteriori specifici requisiti.

Isee sociosanitario

Se sono richieste prestazioni di natura sociosanitaria a favore di uno o più componenti del nucleo familiare, deve essere presentato il cosiddetto Isee disabili, o Isee sociosanitario.

Il modello Isee Socio-Sanitario può essere presentato solo se il beneficiario della prestazione è maggiorenne disabile o non autosufficiente.

Nella dichiarazione Isee sociosanitario è possibile indicare un nucleo familiare ristretto, limitato al coniuge ed ai figli (minorenni o maggiorenni a carico Irpef, ad esclusione dei figli non conviventi, coniugati o con prole). Inoltre, si può beneficiare di una maggiorazione della scala di equivalenza (che serve come divisore sulla cui base calcolare l’Isee) pari a 0,5 punti.

Per approfondire: Isee sociosanitario.

Chi ha diritto all’assegno di cura?

Possono essere destinatarie dell’assegno di cura, in base alla specifica disciplina regionale/ locale:

  • l’anziano disabile o non autosufficiente;
  • i familiari che assistono l’anziano disabile o non autosufficiente;
  • presso alcune regioni, come l’Emilia-Romagna ad esempio, anche le persone non familiari che assistono l’anziano, con comprovati rapporti di amicizia o di buon vicinato, verificabili da parte dell’assistente sociale responsabile del caso.

Può essere inoltre previsto dalla normativa regionale/ locale un ulteriore contributo economico per gli anziani con reddito annuo Isee inferiore a soglie specifiche (normalmente da un minimo di 15mila a un massimo di 25mila euro annui), che hanno stipulato un regolare contratto con un assistente familiare (badante) per almeno 20 ore settimanali.

La durata dell’assegno è di solito semestrale, con possibilità di rinnovo.

A quanto ammonta l’assegno di cura?

L’importo dell’assegno di cura varia in base alle previsioni della normativa istitutiva del sussidio e dei relativi bandi pubblicati dagli enti locali. Normalmente è graduato in base al reddito Isee, alle patologie di cui la persona soffre, alla necessità di assistenza continuativa ed alla spettanza di ulteriori sussidi, come l’accompagno.

Come si chiede l’assegno di cura?

Per presentare la domanda dell’assegno di cura, devi seguire le disposizioni dei bandi pubblicati dal tuo Comune o dalla tua regione: in questi documenti trovi infatti le scadenze, la documentazione da allegare e tutti gli adempimenti da effettuare per inoltrare validamente l’istanza.

Una volta ricevute le domande, il Comune o il diverso ente locale analizzerà tutte le richieste ricevute e stilerà una graduatoria: tutte le persone inserite in graduatoria avranno diritto all’aiuto fino ad esaurimento fondi disponibili.

Ti consiglio in ogni caso di rivolgerti ai servizi sociali del tuo Comune o al servizio di assistenza anziani (SAA) dell’Azienda Asl di residenza.

Quali sono i sussidi per anziani disabili previsti a livello nazionale?

Ricordiamo i principali sussidi previsti su tutto il territorio nazionale a favore degli anziani portatori di handicap, invalidi o non autosufficienti:

  • assegno sociale sostitutivo per anziani invalidi: le persone con invalidità riconosciuta prima del compimento del 67° anno di età, che già percepiscono la pensione d’inabilità civile o l’assegno mensile di assistenza (pensione d’invalidità civile), hanno diritto alla conversione dei trattamenti in assegno sociale al compimento di 67 anni; il trattamento in cui la pensione d’inabilità o invalidità civile sono trasformate si chiama assegno sociale sostitutivo (per approfondire: Assegno sociale 2020);
  • pensione di cittadinanza: spetta agli over67 in stato di povertà, a prescindere dalla disabilità, ma in relazione ai disabili presenti nel nucleo spetta una maggiorazione; per approfondire: Guida alla pensione di cittadinanza;
  • indennità di accompagnamento: a favore delle persone anziane non autosufficienti è previsto il diritto all’indennità di accompagnamento, o accompagno, che ammonta a 520,29 euro al mese, non è tassato e non è soggetto a limiti di reddito;
  • Home care premium Inps: l’anziano disabile pensionato pubblico, o il dipendente pubblico che assiste un anziano disabile possono beneficiare di particolari agevolazioni economiche, erogate dall’Inps attraverso un particolare programma; il programma Inps Home Care premium consente di beneficiare di oltre mille euro al mese per l’assistenza di familiari disabili, oltreché di numerosi servizi e aiuti integrativi: il programma, avviato già da diversi anni, è rivolto ai dipendenti ed ai pensionati pubblici, ed è finalizzato ad offrire assistenza e servizi aggiuntivi a favore dei non autosufficienti. Per approfondire e per sapere quali disabili possono beneficiare delle agevolazioni: Inps Home Care Premium HCP.

Altre agevolazioni

Altre agevolazioni che possono spettare a favore degli anziani con problemi di salute e di chi li assiste sono collegate al possesso di handicap grave e possono essere di tipo lavorativo, previdenziale, o fiscali.

Per saperne di più, leggi: Legge 104, guida alle agevolazioni.



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