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Parla male del marito ai figli: no addebito della separazione, sì mantenimento

15 ottobre 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 ottobre 2013



La separazione non è addebitabile alla donna vendicativa che parla male del marito ai figli.

 

Con una recente sentenza [1], la Cassazione ha ritenuto che parlare male ai figli del padre violento e fedifrago non costituisce violazione degli obblighi nascenti dal matrimonio e non può essere causa di addebito della separazione. In altre parole, per il solo fatto di mettere in cattiva luce il padre agli occhi dei bambini, quando questi sia effettivamente colpevole di condotte contrarie al matrimonio, non costituisce una colpa tale da giustificare la responsabilità della separazione.

Al contrario, l’addebito è, invece, a carico dell’ex marito violento che ha tradito per anni la moglie causando così la rottura del rapporto coniugale. Egli è anche tenuto al mantenimento dell’ex moglie e dei figli, tanto più se benestante.

Capita spesso, prima o dopo la separazione, che un genitore tenti di far ricadere l’odio per il coniuge sui figli. A volte tale comportamento può avere effetti devastanti soprattutto sui figli minori, tanto da potergli provocare la sindrome da alienazione genitoriale (cosiddetta PAS, parental alienation syndrome).

Al di là della questione sull’addebito della separazione, la Cassazione ha denunciato più volte la gravità del parlare male del genitore e squalificarlo davanti ai figli al solo fine di ingenerare odio nei suoi confronti.

Per esempio, i giudici hanno obbligato la madre al risarcimento dei danni psicologici subiti dalla figlia per alienazione genitoriale o hanno tolto l’affidamento al padre perché parlava male della madre i figli minori impedendo loro di incontrarla.

 

note

 

[1] Cass. sent. n. 23236 del 14.10.2013.


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