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Che fare se una persona minaccia di farti causa?

29 Aprile 2020
Che fare se una persona minaccia di farti causa?

Manifestare l’intenzione di denunciare per danni, e dunque di rivolgersi al giudice civile, non è mai una minaccia neppure quando si cerca di ottenere un atto non dovuto.

Una persona ti ha chiesto di svolgere un’attività che, a tuo parere, non è consentita dalla legge, ragion per cui ti sei rifiutato categoricamente. Per tutta risposta, lui ti ha minacciato di trascinarti in tribunale per chiederti i danni. Il tuo tono era così determinato da farti temere l’avvio di un giudizio che, per quanto temerario e infondato, ti porterebbe comunque ad affrontare spese legali e ulteriori preoccupazioni.

Questo suo comportamento ti ha turbato tanto che, nelle notti successive, non sei riuscito a prendere sonno. Così hai pensato di anticiparlo e denunciarlo a tua volta. Ma ti è consentito dalla legge? Che fare se una persona minaccia di farti causa? 

La questione è stata affrontata dalla Cassazione proprio di recente [1]. In realtà, l’indirizzo non è nuovo: non è la prima volta che la Corte Suprema si trova ad affrontare il tema del reato di minaccia ed i suoi confini. Vediamo, dunque, cos’è consentito fare in tali situazioni. 

È reato minacciare una persona di farle causa?

Il reato di minaccia scatta solo se sussistono alcuni presupposti. Il primo di questi è la credibilità del male prospettato. Non si può parlare di minaccia se un vecchietto disabile dice a un corpulento giovane di volerlo picchiare e ridurlo per le feste; allo stesso modo, non c’è reato se una persona dice a un’altra: «con un calcio ti spedisco sulla luna».

In secondo luogo, la minaccia deve essere seria. Dire «Stai zitto altrimenti ti cucio la bocca» non fa scattare il reato perché si tratta di un evento impossibile e descritto in modo iperbolico.

Inoltre, l’evento minacciato deve dipendere dalla volontà di chi parla. Dire: «Se non fai come ti dico io ti faccio una fattura che ti porterà disgrazia» oppure affermare «ti auguro di morire di una morte atroce e lenta» non può configurare una minaccia.

Infine, ultimo elemento della minaccia, consiste nell’illegittimità dell’evento minacciato. Se un poliziotto dice a un automobilista, fermato per un controllo: «Se non mi fai vedere la patente ti faccio la multa» non c’è alcuna minaccia. Se il creditore dice al debitore: «Se non mi dai i miei soldi ti faccio fallire» non è minaccia perché è la legge che prevede, tra le conseguenze dell’inadempimento, il fallimento dell’azienda. 

Dunque, minacciare una persona di farle causa non è reato perché l’esercizio della tutela giudiziaria è un diritto sancito dalla Costituzione. Dire: «Se non fai come dico io ti trascino in tribunale» oppure «ti chiedo i danni» non è reato perché l’azione giudiziaria non è un male ingiusto. È la legge, infatti, che assegna a tutti i cittadini il diritto di rivolgersi a un giudice. 

Che fare se una persona ti chiede i danni ma non ha ragione? 

Le cose non cambiano se l’azione minacciata dovesse essere infondata. Se, ad esempio, una persona dovesse pretendere da un’altra un diritto che non le spetta, avrebbe comunque diritto a rivolgersi al giudice, ben sapendo però che, se l’azione è pretestuosa e la sua richiesta dovesse essere rigettata, pagherà le spese legali. Dunque, minacciare una persona di farle causa pur non avendo ragione non è reato: la sanzione prevista dal nostro ordinamento per ipotesi di questo tipo è la condanna al rimborso delle spese processuali. 

Stesso discorso vale se una persona chiede ad un’altra un atto illegale e le preannuncia che, in caso contrario, le chiederà i danni. La Cassazione ha, infatti, precisato: manifestare l’intenzione di citare qualcuno per danni e, dunque, di rivolgersi al giudice civile non è mai una minaccia, neppure quando l’atto richiesto è illegale. Anzi, a maggior ragione, quando la pressione è finalizzata ad ottenere un atto non dovuto, l’annuncio di adire il giudice non è minaccioso e il destinatario non può non saperlo. 

Nel caso di specie, la Corte ha assolto dall’accusa di minaccia un uomo che, sotto pressione di un’azione legale, aveva indotto un veterinario a rilasciare un certificato nel quale veniva attestata la corretta macellazione di alcuni animali, malgrado non fosse così.

Il professionista, secondo la Corte d’Appello, si era risolto a rilasciare il certificato dopo che l’imputato lo aveva “minacciato” più volte di fargli pagare i danni, se non avesse messo nero su bianco quanto richiesto. Secondo invece la Cassazione, l’annuncio dell’intenzione di adire un tribunale non può mai costituire una minaccia. In generale e nello specifico, la frase non è tale da alterare la libera volontà della persona alla quale è rivolta. Anche quando è palesemente infondata, anzi, ancora di più – precisa la Cassazione – quando è tale e il destinatario ne è consapevole.

Che fare se una persona ti minaccia di farti causa?  

Dunque, se una persona ti minaccia di farti causa non puoi denunciarla ma… devi lasciarla fare: difatti, sarà il giudice a stabilire se l’azione è fondata o meno e, in quest’ultimo caso, a condannare la parte soccombente alle spese legali. 

Peraltro, è possibile anche chiedere un risarcimento del danno quando l’azione viene proposta con colpa grave o con malafede, ossia con la consapevolezza dell’infondatezza delle proprie ragioni.

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note

[1] Cass. sent. n. 13156/20 del 28.04.2020.


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