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Coronavirus in Fase 2: la riapertura sarà a ondate

29 Aprile 2020
Coronavirus in Fase 2: la riapertura sarà a ondate

Il capo della task force chiarisce il percorso da compiere e i requisiti da rispettare per uscire completamente dal lockdown. Ci si arriverà per gradi.

È arrivato un altro tassello per capire come sarà la Fase 2 con le graduali riaperture e la ripresa della circolazione dopo un lungo periodo di restrizioni: a illuminare la situazione oggi è il capo della task force del Governo, Vittorio Colao.

In un’intervista al Corriere della Sera, riportata anche dall’Adnkronos, Colao parla di “apertura a ondate“, con il primo momento, quello che inizia da lunedì 4 maggio, che servirà come “base per poter fare una riapertura progressiva e completa”.

Così la Fase 2 nel suo evolversi sarà anche una fase di studio, osservazioni e misurazioni degli esperti: “Sarà un test importante”, afferma, e ogni decisione sui successivi allentamenti “dipenderà dai buoni comportamenti“. Ecco quindi spiegato il perché dell’apertura non a rilascio immediato bensì graduale: “un’apertura a ondate serve a verificare la robustezza del sistema”, chiarisce Colao.

Ci saranno dei requisiti da rispettare per progredire nella Fase 2, ovvero “tre precondizioni che vanno monitorate“, come spiega il capo della task force. La prima consiste nel “controllo giornaliero dell’epidemia”, dunque analizzando l’andamento della curva dei contagi e gli altri dati epidemiologici; la seconda nella “tenuta del sistema ospedaliero” e qui Colao precisa che questa verifica riguarderà “non solo le terapie intensive, anche i posti letto Covid“. La terza e ultima condizione riguarda”la disponibilità di mascherine, gel e altri materiali di protezione”. Se tutti e tre i criteri verranno soddisfatti, “a queste condizioni si può riaprire”, ha affermato Vittorio Colao.

Ma come saranno eseguiti questi controlli e verifiche? “L’approccio non dovrà essere nazionale e neppure regionale, ma microgeografico: occorre intervenire il più in fretta possibile, nella zona più piccola possibile”, risponde Colao, sottolineando che “l’importante è che le misure siano tempestive; nella speranza che non siano necessarie” Il piano infatti prevede anche la possibilità di un ritorno alla Fase 1 se qualcosa dovesse andare storto; proprio per prevenire questo vengono previsti i controlli così diffusi indicati da Colao.

Anche la risposta sarà diversa a seconda delle eventuali zone di ripresa dei contagi: “i numeri dell’epidemia sono molto distanti; nel lungo termine non li si può gestire allo stesso modo. Dovremo rispondere diversamente, per non penalizzare le zone che hanno meno casi. L’importante è che l’Italia  si doti di un sistema per condividere le informazioni”.

Insomma “i numeri ci diranno quando potremo proseguire con le riaperture, minimizzando il danno economico e massimizzando la
sicurezza”; così arrivando per gradi alla Fase 2/B e da qui alle successive, fino all’uscita completa dalla pandemia. Intanto “gli italiani devono abituarsi a convivere con il problema” e questo “è il momento di collaborare tutti”. Qui Colao ha richiamato l’importanza dell’app tracciacontatti: “lo screening potrà servire se arriva in fretta, e se la scarica la grande maggioranza degli italiani. È importante lanciarla entro la fine di maggio; se quest’ estate l’avremo tutti o quasi, bene; altrimenti servirà a poco”.



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