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Denuncia per eternit

29 Aprile 2020 | Autore:
Denuncia per eternit

I rischi dell’amianto, le procedure di smaltimento, l’obbligo di bonifica, i timori per le mancate precauzioni. Le norme applicabili in materia.

L’eternit, molto utilizzato negli anni passati nell’edilizia privata e industriale, si è rivelato pericoloso per la salute delle persone. Studi scientifici dimostrano, infatti, un incremento esponenziale del rischio di tumori connessi alla polvere di amianto.

Per tal motivo, al fine di preservare la salute dei cittadini, il nostro legislatore ha introdotto delle disposizioni che impongono la bonifica delle zone contaminate. La mancata osservanza delle prescrizioni può condurre a sanzioni molto importanti. È dunque necessario procedere personalmente con una denuncia per eternit quando si è in possesso di questo materiale.

Nel nostro articolo proviamo a fare un breve riassunto della questione, concentrando l’attenzione sui vincoli più importanti della normativa in materia. Se, infatti, ti trovi in una situazione di irregolarità, ti consigliamo di provvedere tempestivamente a sanarla, sia per tutelarti da un punto di vista giuridico sia, e soprattutto, per proteggere la salute tua e di chi ti sta intorno.

Che cos’è l’Eternit?

I termini eternit e amianto, nel linguaggio comune, sono spesso confusi e sono usati come sinonimi. Si tratta, in realtà, di due nozioni diverse, seppure tra loro strettamente legate. Infatti, si può dire che esiste un rapporto speciale tra i due elementi: in altri termini, il secondo è un componente del primo.

Più nel dettaglio, la parola Eternit sta ad indicare un marchio di fabbrica. Esso contraddistingue un materiale edile, composto di polvere di amianto, molto utilizzato sino agli anni Novanta per la costruzione di tetti e controsoffitti, di strutture coibentate e di vasche per la raccolta delle acque.

Secondo uno studio condotto da Legambiente [1], a tutt’oggi sono presenti su tutto il territorio nazionale circa 370.000 strutture con presenza di amianto. Tali dati ci fanno comprendere come il materiale di cui stiamo parlando sia stato utilizzato su larghissima scala: il suo ideatore, infatti, ha progettato un prodotto destinato a durare in “eterno”. Il carattere indistruttibile e i bassi costi di produzione hanno reso l’eternit l’elemento più impiegato nella costruzione edile.

Il divieto di utilizzare l’amianto

Dal 1992 [2] l’eternit è considerato illegale in Italia e, quindi, il suo utilizzo è vietato per legge. Nel corso degli anni, infatti, alcuni studi scientifici condotti sull’amianto e sulle sue componenti (soprattutto l’asbesto) hanno dimostrato come le polveri e le fibre respirate o ingerite sono talmente tossiche da provocare il cancro (soprattutto, ma non esclusivamente, ai polmoni). I danni alla salute sono irrimediabili e nella maggior parte dei casi hanno conseguenze fatali. Ecco perché sulla materia sono intervenute anche diverse sentenze della magistratura ordinaria e della suprema Corte di Cassazione.

Secondo quanto stabilisce il legislatore con riferimento all’eternit e ai prodotti che lo contengono è vietato realizzare attività di:

  • produzione e lavorazione;
  • importazione ed esportazione;
  • commercializzazione;
  • Estrazione ed utilizzazione;

Le condotte sono sanzionate sia se realizzate congiuntamente tra di loro sia se poste in essere singolarmente. Le pene a contenuto pecuniario sono salatissime (si arriva sino a 25.000 euro e oltre in caso di applicazione contestuale di più sanzioni).

Denuncia di amianto e attività di bonifica

Il legislatore del 1992 impone a chiunque sia proprietario di strutture in amianto o con sue componenti di presentare una denuncia alle autorità competenti. Inoltre, egli deve provvedere a bonificare l’immobile o la zona in cui l’eternit si trova attraverso il ricorso a ditte specializzate: è vietato intervenire personalmente e in economia.

In particolar modo, con riferimento alla procedura da seguire, è necessario segnalare la presenza di amianto all’asl di competenza, ossia all’azienda del luogo in cui si trova l’immobile. Presso tale ente sono tenuti e predisposti degli appositi registri di mappatura dell’amianto.

Ricevuta la comunicazione, l’Asl predispone un sopralluogo con funzionari esperti in materia che certificano lo stato dei luoghi e individuano le temporanee misure di sicurezza da adottare. Se l’eternit è presente in un condominio l’obbligo di segnalazione spetta all’amministratore e tutti gli inquilini devono essere informati degli accorgimenti da tenere.

Sulla base delle valutazioni eseguite dai tecnici, il sopralluogo produce due conseguenze alternative:

  • se l’amianto è in buone condizioni può essere mantenuto, ma grava sul proprietario o sul custode del bene l’obbligo di monitorare le sue condizioni e di informare tempestivamente l’asl in caso di variazioni. Gli studi scientifici hanno, infatti, dimostrato che la pericolosità dell’eternit deriva da una lesione che permette la propagazione delle sue polveri tossiche; il prodotto integro non è potenzialmente dannoso. In tal caso, per evitare l’ipotesi peggiore, si può giocare d’anticipo e chiedere alle ditte specializzate di incapsulare l’eternit o di proteggerlo con vernici speciali;
  • se l’amianto è danneggiato, è imposto al proprietario o al condominio di bonificare l’immobile ricorrendo a imprese operanti nel settore.

La denuncia del vicino di casa

La denuncia per la presenza di eternit, oltre che dal proprietario dell’immobile, può essere proposta anche da un vicino di casa. La legge del 1992, infatti, è finalizzata alla tutela della salute dei cittadini e della salubrità dell’ambiente. Nel caso di inadempimento di chi di dovere è, quindi, ammesso l’intervento di chiunque abbia interesse alla rimozione del materiale pericoloso.

In tale ipotesi è possibile rivolgersi all’asl, alla polizia municipale o al nucleo ecologico dei carabinieri. E’, altresì, ammessa la denuncia anonima e gratuita presso l’ONA, ossia l’osservatorio nazionale amianto, istituito con il fine di individuare le aree contaminate. In tale ipotesi è sufficiente compilare il modulo presente sul loro sito.

Bonus, agevolazioni e detrazioni

Al fine di agevolare il rispetto della norma sullo smaltimento dell’eternit, il legislatore ha introdotto una serie di vantaggi economici e fiscali per la realizzazione dell’attività di bonifica. I costi, a volte molto cospicui, variano da Regione a Regione, ma possono essere ammortizzati sia dalle imprese sia dai cittadini. Infatti, in materia è prevista la possibilità di ricorrere a:

  • detrazioni fiscali;
  • bonus ristrutturazioni;
  • credito di imposta per le imprese.

note

[1] Dossier del 2018 “Liberi dall’amianto”

[2] Legge 27.03.1992 n. 257 “Norme relative alla cessazione dell’impiego di amianto”


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