Coronavirus: vaccino in arrivo da Oxford

29 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: vaccino in arrivo da Oxford

Grandi novità dagli scienziati della Oxford University.

La curva dei contagi sta diminuendo, ma siamo ancora lontani dalla fine della pandemia, come ha precisato il direttore dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. Anche se i numeri fanno ben sperare, non bisogna abbassare la guardia. Occorre continuare a rispettare il distanziamento sociale, le norme igienico-sanitarie a cui è consigliabile affiancare l’uso delle mascherine (c’è chi dice che non servano, chi “forse sì forse no”, ma nel dubbio le indossiamo, perché in questi casi le precauzioni non sono mai troppe).

Inoltre, bisogna evitare gli assembramenti ed uscire solo per motivi di salute, comprovate esigenze lavorative, ragioni di necessità e, grazie al nuovo Dpcm del 26 aprile, dal 4 maggio sarà possibile incontrare i “congiunti”. Tema su cui è stato sollevato un polverone, considerando che rientrano nell’accezione non solo genitori, figli, nonni, zii, cugini, nipoti, ma anche gli “affetti stabili” (compresi i fidanzati).

A parte tutte le misure che stiamo adottando per evitare il propagarsi del Coronavirus, siamo tutti ben consapevoli che la lotta al “nemico invisibile” potremo vincerla grazie ad un vaccino. Numerosi gruppi di scienziati stanno lavorando duramente e sperimentando varie soluzioni per trovare un’ancora di salvezza in questa tempesta scatenata dalla pandemia. Come hanno ribadito gli esperti, i tempi canonici per la sperimentazione di un vaccino oscillano generalmente tra i 2 e i 3 anni.

Ma oggi, arrivano buone notizie dalla scienza. Un gruppo di ricerca della Oxford University sta studiando un vaccino contro il Covid-19 e si sbilancia annunciando che, in autunno, o meglio a settembre, probabilmente, il vaccino ci sarà. Solo ora sono partiti i test sui volontari e lo studio dovrà confermare l’esito positivo, in termini di sicurezza e efficacia, già osservato sugli animali nella precedente fase della sperimentazione, come riporta Wired.

Ma di quale vaccino stiamo parlando? Per scoprirlo, prosegui nella lettura.

Vaccino anti Covid-19: lo studio

Un team del Lenner Institute dell’università di Oxford, in un articolo pubblicato sul New York Times, ha annunciato che il nuovo vaccino, in corso di studio, potrebbe essere già pronto e disponibile per qualche milione di dosi a settembre. Lo studio clinico sui volontari è appena partito. E’ possibile trovare le informazioni sulla pagina dell’università di Oxford.

L’esito favorevole negli animali

Il vaccino è stato somministrato in singola dose a sei esemplari di macaco rhesus. Gli animali sono stati esposti ad ampie concentrazioni e quantità del nuovo coronavirus. Dopo 28 giorni, tutti i macachi godevano di buona in salute. Nei test, non erano presenti tracce del virus.

Sul New York Times, il ricercatore Vincent Munster ha precisato che “Questo macaco è l’animale più vicino che abbiamo all’essere umano” che partecipa alla sperimentazione. Secondo quanto ha dichiarato l’esperto, con molta probabilità, il team di studiosi pubblicherà i primi risultati dello studio, ancora non peer reviewed, nei primi giorni di maggio.

Com’è composto il vaccino?

Il vaccino si compone di un virus (ChAdOx1 – da cui deriva il nome del vaccino) che rappresenta una versione indebolita di un comune virus che provoca il raffreddore, un adenovirus, a cui è stato aggiunto del materiale genetico del Coronavirus (precisamente, la parte che produce la proteina spike, di cui il Sars-Cov-2 si serve per entrare nelle cellule umane e infettarle).

Con il vaccino l’organismo dovrebbe iniziare a riconoscere il virus e, di conseguenza, il sistema immunitario dovrebbe produrre una risposta contro la proteina spike per impedire al virus di penetrare nelle cellule.

Quale sarà il prossimo step?

Come anticipato nei paragrafi precedenti, è appena partito lo studio clinico. Ciò significa che i ricercatori hanno iniziato a somministrare il vaccino ai volontari. Fino a settembre, i test coinvolgeranno circa 6mila persone. C’è un “ma”. Ovviamente, gli scienziati sperano che Covid-19 scompaia quanto prima nelle prossime settimane. Tuttavia, se nel prossimo periodo l’epidemia sarà completamente contenuta, non ci sarà un numero sufficiente di persone, nei luoghi in cui l’infezione sta circolando, candidabili alla vaccinazione per il test. Da qui, sorgerebbe il rischio di non riuscire a raggiungere un numero di prove scientifiche sufficienti per poter sviluppare un vaccino.

E se fosse individuato più di un vaccino?

Nella lotta al Covid-19, sono stati avviati numerosi studi per la ricerca di un vaccino sicuro ed efficace. Qualora dovessero esserci più vaccini, non è un male, spiega Emilio Emini (fra i direttori del Programma per la ricerca dei vaccini della fondazione Bill&Melinda Gates, che sta sostenendo vari progetti di ricerca contro il coronavirus). In base al rischio e alle varie caratteristiche, l’eventuale presenza di più vaccini garantirebbe una maggiore efficacia su una determinata categoria di persone.



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