Costituzione: come garantire i diritti durante il Coronavirus

29 Aprile 2020
Costituzione: come garantire i diritti durante il Coronavirus

La presidente della Corte, Marta Cartabia, spiega che le limitazioni devono essere proporzionate, ragionevoli e temporanee. Per stabilirlo c’è un test di domande da porsi.

In questi giorni si è molto discusso delle limitazioni dei diritti dei cittadini durante il Coronavirus e ci si è chiesti se le restrizioni agli spostamenti ed alle libertà di movimento e di circolazione garantite dalla Costituzione potessero considerarsi incostituzionali. Un ex presidente della Corte è arrivato addirittura ad ipotizzare che il nuovo Decreto emanato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sia interamente incostituzionale.

Oggi sulla questione è intervenuta la voce più autorevole sul campo: è l’attuale presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia, che ha rilasciato in video-collegamento un’intervista al quotidiano ‘Il Corriere della Sera’ in cui ha affrontato la problematica. A giudizio della presidente Cartabia, proprio la Costituzione italiana indica “le vie per uscire dalla crisi”.

Nel suo intervento Cartabia – che è stata contagiata essa stessa dal Coronavirus ed ora è guarita – racconta la sua esperienza e parla dell’opportunità che “il dopo sia un nuovo inizio, non un semplice ritorno al punto di partenza”.

La presidente sottolinea che “la nostra Costituzione, a differenza di altre, non prevede lo ‘stato d’eccezione‘. Dunque, anche in situazioni di crisi valgono i principi di sempre, ma ciò non significa che non si debba tener conto delle circostanze e delle loro peculiarità”.

Se quindi non esistono nella nostra Carta costituzionale norme speciali per regolare le crisi sanitarie ed economiche come quella determinata dalla pandemia di Coronavirus che stiamo vivendo, allora come temperare le opposte esigenze? Cartabia fa l’esempio sul piano economico, dove “l’articolo 81 prevede che il principio dell’equilibrio di bilancio tenga conto delle fasi favorevoli e di quelle avverse, ed è un’indicazione importante. Il rigore richiesto in alcuni momenti deve poter essere ammorbidito nelle situazioni in cui occorre sostenere la ripresa economica, come peraltro già sta accadendo”.

Ma questo criterio è valido anche in tutti gli altri ambiti: infatti – prosegue Cartabia – “la Costituzione è piena di clausole che richiedono di modulare i principi sulla base dei dati di realtà e dei diversi contesti. Potremmo dire che i principi costituzionali sono sempre finestre aperte sulla realtà”.

Ecco, dunque, a giudizio della presidente Cartabia la formula da adottare quando, come oggi, si registrano limitazioni ad alcuni diritti costituzionalmente garantiti: “La Corte costituzionale ha affermato in varie occasioni che più la compressione di un diritto o di un principio costituzionale è severa, più è necessario che sia circoscritta nel tempo“.

In concreto – afferma Cartabia – “le limitazioni si giudicano secondo il test di proporzionalità che risponde a queste domande: si sta perseguendo uno scopo legittimo? La misura è necessaria per quello scopo? Si è usato il mezzo meno restrittivo tra i vari possibili? Nel suo insieme, la norma limitativa è proporzionata alla situazione?”.

Rispondere a queste domande significa trovare la soluzione ai problemi che stiamo affrontando e in particolare ai dubbi sollevati riguardo ai provvedimenti adottati dal Governo durante l’emergenza. Ma qui Cartabia, per ovvie ragioni, non anticipa il giudizio e dichiara: “Io non posso entrare nel merito delle singole questioni di attualità che potrebbero tutte arrivare al vaglio della Corte, ma voglio ricordare che nella Costituzione sono indicate le ragioni che possono giustificare limitazioni dei diritti e gli strumenti con cui tali limitazioni si possono imporre”.

E allora, come si può valutare la fondatezza di queste ragioni giustificative? Anche qui la presidente indica dove trovare la soluzione: “nella giurisprudenza costituzionale si trovano orientamenti anche sulla misura di queste limitazioni, che devono sempre essere ispirate ai principi di necessità, proporzionalità, ragionevolezza, bilanciamento e temporaneità”.

Infine Cartabia avverte: “certo, ogni decisione può essere criticata: il confronto è parte essenziale della vita di un Paese democratico; sarebbe però opportuno che la critica avesse sempre anche una parte costruttiva. Si tratta di attivare una sinergia che aiuti a trovare strade per uscire dalla palude, senza restare impantanati nella sterile lamentela”.



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