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Coronavirus, l’infiammazione misteriosa che colpisce i bimbi

29 Aprile 2020
Coronavirus, l’infiammazione misteriosa che colpisce i bimbi

Si chiama sindrome di Kawasaki. Esiste da almeno cinquant’anni ma, per i medici dell’ospedale di Bergamo, c’è una forma che si sta presentando in queste settimane che è provocata dal Covid-19.

Non solo Coronavirus. O forse si potrebbe dire che il Coronavirus non vien da solo, almeno in alcuni tipi di pazienti. Negli ultimi giorni, i medici, italiani e non, hanno osservato l’insorgere di una rara infiammazione nei bambini, chiamata sindrome di Kawasaki. Non è una malattia completamente nuova o sconosciuta: sappiamo da cinquant’anni della sua esistenza, ma resta ancora in gran parte misteriosa perché non sappiamo da cosa sia causata precisamente. Questo in generale. In particolare, invece, le sindromi di Kawasaki di questi giorni sono da collegare al Coronavirus, secondo i medici dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Che cos’è la sindrome di Kawasaki

Si tratta di una vasculite, ovvero un’infiammazione dei vasi sanguigni. In genere riguarda i bambini piccoli, generalmente al di sotto dei 5 anni, a volte anche tra i 5 e 10 anni. I sintomi più frequenti sono febbre alta e persistente, eruzione cutanea, alterazioni delle mucose e delle estremità. La complicanza più grave è l’infiammazione delle arterie del cuore, che può provocare dilatazioni aneurismatiche permanenti delle coronarie. In genere, però, la patologia risponde bene alla terapia (immunoglobuline e acido acetilsalicilico, talora cortisone) e, con il trattamento giusto, in tempi brevi, i bambini guariscono.

Casi si sono verificati in Italia e nel Regno Unito, dove un articolo sulla rivista Health Service Journal ha detto che i piccoli osservati “hanno in comune caratteristiche sovrapposte di sindrome da shock tossico e malattia atipica di Kawasaki con parametri ematici coerenti con grave Covid-19. Il dolore addominale e i sintomi gastrointestinali sono una caratteristica comune, così come l’infiammazione cardiaca. Questo” problema “è stato osservato nei bambini con infezione da Sars-CoV-2 confermata positiva per Pcr” proteina C reattiva “e nei bambini con Pcr negativa. Sono state anche osservate prove sierologiche di possibili precedenti infezioni da Sars-CoV-2”.

I casi in Italia e nel Regno Unito

La pubblicazione dell’articolo sulla rivista inglese risale al 27 aprile. I medici di medicina generale venivano messi al corrente di un incremento di casi di Kawasaki nelle ultime tre settimane. Incremento sì, ma nel complesso il numero di bambini interessati dalla malattia era comunque esiguo. Massima attenzione anche da noi, garantiva un paio di giorni fa Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria (Sip) e componente del comitato tecnico scientifico, anche perché un aumento vertiginoso di bimbi con questa patologia si è verificato anche in Italia.

“Negli ultimi due mesi – ha dichiarato ai microfoni dell’Adnkronos Lucio Verdoni, reumatologo pediatra dell’ospedale di Bergamo Papa Giovanni XXIII – ci siamo accorti che arrivavano al pronto soccorso diversi bambini con malattia di Kawasaki. In un mese il numero dei casi di questa patologia ha eguagliato quelli visti nei tre anni precedenti. E si è calcolato che l’incidenza di questa malattia, nell’ultimo mese, è stata trenta volte superiore al passato“.

Il legame con il Coronavirus

È di ieri la notizia, da parte dell’ospedale Giovanni XXIII, della scoperta di un collegamento tra la sindrome di Kawasaki e il Covid-19: “In passato – come si legge su una nota dell’agenzia di stampa Adnkronos – alcuni  virus della famiglia dei Coronavirus sono stati considerati come probabili induttori della malattia di Kawasaki. Oggi sappiano che Sars-CoV-2 è uno di questi”, dicono i medici bergamaschi. In sostanza, secondo gli accertamenti portati avanti dai camici bianchi del Papa Giovanni XXIII, sotto la supervisione del primario Lorenzo D’Antiga, di Lucio Verdoni e dell’allergologo Angelo Mazza, ci sarebbero chiare prove che confermano come, per la casistica Kawasaki degli ultimi due mesi, il responsabile sia il Coronavirus. La sindrome, da quando esiste il Covid, come spiegano ancora i medici dell’ospedale di Bergamo, si presenta in “forme più severe, che coinvolgono l’apparato cardiocircolatorio e talora necessitano di cure intensive“.

Avevamo già parlato di strane manifestazioni cutanee osservate in alcuni bambini, soprattutto nella Bergamasca (leggi l’articolo: Da bianco a nero: gli effetti del Coronavirus sulla pelle). Finora i piccoli pazienti sono stati considerati per lo più al riparo dal rischio di sviluppare gravi forme di Covid. “Stiamo imparando – dice Lorenzo D’Antiga, direttore di Pediatria all’Asst Papa Giovanni XXIII – che questo virus può causare anche altre patologie, attivando il sistema immunitario dell’ospite e inducendo una risposta infiammatoria che può interessare qualsiasi organo, anche a distanza di tempo dall’infezione”.

Perché bisogna stare sereni

Gli esperti invitano comunque a non farsi prendere dal panico. “Solo una piccola minoranza di bambini infettati da Sars-CoV-2 sviluppa la malattia di Kawasaki, sicuramente meno dell’1%“, dicono i medici del Papa Giovanni XXIII.

Rassicurazioni sono arrivate oggi anche dal virologo Guido Silvestri che, intervistato sempre dall’Adnkronos, invita alla calma: “Non ho motivi di dubitare di queste segnalazioni sicuramente interessanti e non sorprendenti, considerando le note lesioni vascolari causate da Sars-CoV-2”. Ma, secondo Silvestri, professore all’Università di Atlanta e fondatore, insieme al collega Roberto Burioni, dell’associazione Patto trasversale per la scienza, bisogna “mettere comunque le cose nella giusta prospettiva“.

Di Coronavirus, sottolinea Silvestri, i bambini muoiono in rari casi. “Finora – ricorda – negli Usa, ci sono state nell’anno 2020 un totale di 3.593 morti di bambini sotto un anno di età, di cui 4 (0,11%) causate da Covid-19; un totale di 701 morti in bambini da 1 a 4 anni di cui 2 (0,28%) causate da Covid-19, e 1036 morti in bambini da 5 a 14 anni di cui 2 (0,19%) causate da Covid-19. In totale, in America sono morti nel 2020 5.330 bambini sotto i 14 anni, di cui 8 (0,15%) per Covid-19 e 5.322 per altre cause (nell’ordine incidenti stradali, incidenti domestici, neoplasie, omicidi, avvelenamenti, annegamento, malattie congenite, malattie cardiovascolari, infezioni e incidenti sul lavoro). Nessuno di questi otto bambini era senza patologie pregresse”. Ciò non toglie, aggiunge comunque Silvestri, che “la morte di ogni bambino sotto i 14 anni sia un’enorme tragedia e questo vale sia per lo 0,15% di morti causate da Covid-19 che per il restante 99,85%”.



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