Diritto e Fisco | Articoli

Come dimostrare figli a carico?

1 Maggio 2020 | Autore:
Come dimostrare figli a carico?

Figli fiscalmente a carico di uno o entrambi i genitori: quale documentazione deve essere presentata per provarlo?

Che cosa significa avere figli a carico? Dal punto di vista fiscale, un figlio è considerato a carico se il suo reddito non supera una determinata soglia, pari a 2.840,51 euro, o a 4.000 euro nel caso in cui sia di età non superiore a 24 anni.

È importante non confondere la condizione di carico fiscale con l’inclusione del figlio nel nucleo familiare: un figlio, di fatti, può far parte del nucleo familiare, anche ai fini della dichiarazione Isee, pur non risultando fiscalmente a carico. Al contrario, ci sono delle situazioni in cui un figlio può risultare a carico pur non facendo parte della famiglia anagrafica del genitore. Ne abbiamo parlato in: Reddito di cittadinanza, chi è nel nucleo familiare?

Ma come dimostrare figli a carico, cioè come provare che un figlio sia a carico fiscale del genitore? Provare questa condizione è importante, in quanto per i figli a carico spetta una detrazione, cioè un importo che diminuisce direttamente le imposte dovute. In relazione ai figli a carico possono spettare, poi, ulteriori agevolazioni riconosciute per specifiche spese sostenute: ad esempio, per i contributi previdenziali versati a loro favore, può essere riconosciuta una deduzione dal reddito [1] ed in casi particolari una detrazione del 19%.

La detrazione per figli a carico spetta a un genitore o a entrambi? Ci si può mettere d’accordo o è la legge a stabilire chi ha il figlio a carico? Bisogna presentare dei documenti per dimostrare che un figlio è a carico? Proviamo a fare chiarezza.

Quando un figlio è a carico?

Un figlio è considerato fiscalmente a carico del genitore quando, a prescindere dal requisito della convivenza:

  • ha un reddito non superiore a 2840,51 euro annui;
  • dall’anno d’imposta 2019, l’importo del reddito annuo è aumentato a 4mila euro per i figli sino a 24 anni.

E se il figlio ha un reddito di poco superiore alle soglie elencate, ma vive col genitore e di fatto questi contribuisce in maniera pressoché totale al suo mantenimento? Purtroppo, anche se le soglie previste dalla legge (per la precisione, dal Tuir, testo Unico delle imposte sui redditi) sono piuttosto basse, non rileva che di fatto il figlio sia totalmente a carico del genitore, né rileva la convivenza, ma a rilevare sono solo le soglie di reddito.

A quale genitore spetta la detrazione per figlio a carico?

La detrazione per figli a carico, normalmente, spetta ad entrambi i genitori al 50%, a meno che non ci sia un accordo che prevede la detrazione al 100% a favore del genitore col maggior reddito.

Se un genitore è a carico dell’altro, il beneficio spetta nella misura del 100% a quest’ultimo.

Per i genitori separati, la detrazione varia a seconda delle modalità dell’affidamento dei figli:

  • in caso di affidamento ad uno solo dei genitori: la detrazione spetta al 100% al genitore affidatario, salvo diverso accordo che ripartisca la detrazione al 50% o la attribuisca interamente al genitore col reddito più elevato;
  • in caso di affidamento congiunto o condiviso, o di figli maggiorenni (non affidabili): la detrazione spetta al 100% al genitore affidatario, salvo diverso accordo che ripartisca la detrazione al 50% o la attribuisca interamente al genitore col reddito più elevato;
  • in caso di incapienza (cioè d’imposta più bassa della detrazione) di uno dei genitori: il genitore incapiente può devolvere all’altro la detrazione non fruita, e questi è tenuto a riversare l’intera detrazione, o il 50%, in caso di affidamento congiunto .

Per i genitori non sposati, se ci sono provvedimenti di affido, vale la disciplina applicabile ai genitori separati o divorziati; se non ci sono provvedimenti di affido, vale la disciplina applicabile ai genitori coniugati.

Come funziona la detrazione per figli a carico?

La detrazione per i figli a carico consiste in un importo che si può sottrarre dall’Irpef, cioè che diminuisce l’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta: l’importo varia a seconda del numero dei figli a carico, della loro età, della presenza di figli disabili e del reddito complessivo del genitore.

La detrazione, normalmente:

  • per i lavoratori dipendenti, viene fruita ogni mese in busta paga;
  • per i collaboratori, viene fruita nel cedolino relativo ai compensi erogati;
  • per i pensionati, è fruita nel cedolino della pensione;
  • per i beneficiari di un diverso trattamento di previdenza, viene fruita all’erogazione del diverso trattamento spettante (ad esempio, la disoccupazione).

In questo modo, il dipendente (o il disoccupato, o il collaboratore, se parasubordinato, in quanto i redditi di quest’ultimo sono equiparati a quelli di lavoro dipendente), o il pensionato, subisce una trattenuta più bassa sullo stipendio o sulla pensione.

Dato che, però, i calcoli effettuati nel cedolino sono provvisori, solo con il conguaglio fiscale o con la dichiarazione dei redditi si può conoscere l’importo definitivo della detrazione spettante. Molti lavoratori e pensionati, per paura di un conguaglio a debito, preferiscono fruire della detrazione soltanto in sede di dichiarazione dei redditi.

Per quanto riguarda i lavoratori autonomi, la detrazione può essere fruita soltanto nella dichiarazione dei redditi, non ricevendo questi ultimi l’equivalente di un cedolino paga o pensione mensile.

Per chi, non avendo prodotto redditi, non ha alcun debito d’imposta, la detrazione non può essere applicata e non dà diritto ad alcun rimborso. La detrazione, difatti, è un importo che si sottrae dall’Irpef: se questa è pari a zero, la detrazione non genera un credito d’imposta.

Per conoscere l’ammontare della detrazione: Guida alle detrazioni per figli a carico.

Che cosa succede se il figlio a carico supera la soglia di reddito?

Che cosa succede se il genitore beneficia mensilmente della detrazione per il figlio a carico e questo trova un lavoro proprio alla fine dell’anno, superando di poco la soglia di reddito? Le detrazioni fruite si considerano comunque spettanti? Purtroppo, no.

Se il lavoratore (o il disoccupato/pensionato) fruisce, nel cedolino, della detrazione per un figlio a carico e questo, nell’anno, percepisce un reddito che supera la soglia stabilita, la detrazione fruita deve essere restituita in sede di conguaglio annuale (operato dal datore di lavoro o dall’ente previdenziale) o di dichiarazione dei redditi: non importa in quale data viene superata la soglia di reddito, in quanto il limite si riferisce all’anno intero.

Quindi, se il figlio percepisce un compenso, anche il 31 dicembre, che determina il superamento della soglia di reddito, il genitore perde la detrazione a lui riferita per tutto l’anno e, se l’ha già fruita nella busta paga o nella pensione, la deve riversare in sede di conguaglio.

Se il lavoratore (o il pensionato) ha più figli, e perde la detrazione già fruita solo per uno di essi, non deve restituire tutto l’ammontare delle detrazioni per figli a carico, ma queste sono ricalcolate basandosi sul minore numero di figli a carico.

Come si dimostra che un figlio è a carico?

La detrazione per figli a carico viene automaticamente calcolata in sede di dichiarazione dei redditi; il contribuente, perché la detrazione possa essere calcolata, deve inserire nel modello di dichiarazione, nel quadro familiari a carico, i codici fiscali dei figli a carico, specificando:

  • per quanti mesi risultano a carico: la ripartizione è su base mensile se il figlio è nato in corso d’anno, se nel corso dell’anno compie 3 anni, in quanto la detrazione spettante è diversa, o se nell’anno si sposa e risulta a carico del coniuge; come abbiamo osservato, se la soglia di reddito è superata nel corso dell’anno, la detrazione si considera non spettante per tutto l’anno, in quanto il figlio non è a carico;
  • se sono minori di 3 anni o portatori di handicap (l’importo della detrazione in questi casi è maggiorato);
  • qual è la percentuale di carico (deve essere uguale per tutti i figli).

Non è necessario allegare documenti alla dichiarazione dei redditi, ma, se vi sono delle situazioni per le quali potrebbero sorgere contestazioni in sede di controllo, come la ripartizione del carico tra i genitori, la presenza di redditi del figlio inferiori alla soglia o il riconoscimento dell’handicap, è necessario conservare la relativa documentazione.

Come si dimostra all’azienda che un figlio è a carico?

Se il lavoratore vuole fruire della detrazione per figli a carico in busta paga, non deve dimostrare niente al datore di lavoro, ma deve compilare un’apposita domanda indirizzata all’azienda/ professionista/ ente, dichiarando il numero di figli a carico, i mesi di carico, la percentuale di carico e la presenza di figli minori di 3 anni o portatori di handicap.

Come si dimostra all’Inps che un figlio è a carico?

Se si vuole fruire della detrazione nel cedolino di pensione, o nel cedolino relativo alla particolare prestazione erogata dall’Inps (ad esempio la disoccupazione), bisogna inoltrare un’apposita domanda all’istituto:

  • attraverso il servizio online “Detrazioni fiscali – domanda e gestione”, accessibile se l’interessato è in possesso di pin dispositivo;
  • attraverso il call center Inps, al numero 803.164 o 06.164.164 da telefono mobile;
  • attraverso i servizi di un patronato.

Se la pensione è erogata da un ente previdenziale diverso dall’Inps, bisogna inoltrare la domanda di fruizione delle detrazioni fiscali per figli a carico secondo l’apposita procedura disposta dall’ente.

Come si dichiara che un figlio è a carico?

Se il genitore ha necessità di provare che un figlio è fiscalmente a suo carico, oltre a esibire la dichiarazione dei redditi, l’eventuale accordo con l’altro genitore o la documentazione relativa all’affido (in base alla situazione in cui si trova), può autocertificare la condizione, compilando un modello di dichiarazione di responsabilità. In allegato, un facsimile di dichiarazione di responsabilità familiari fiscalmente a carico.


Dichiarazione di responsabilità familiari fiscalmente a carico

Il/La sottoscritto/a …

Codice Fiscale…

Via…n…

Cap….Città…

Tel. Abitazione…Tel. Ufficio…Cellulare…

ai sensi dell’art. 46 del D.P.R. 445/2000 e consapevole delle sanzioni penali richiamate dall’articolo 76 dello stesso D.P.R. per le ipotesi di falsità in atti e dichiarazioni non veritiere

dichiara che familiari fiscalmente a carico sono:

1

Cognome… Nome…

Nato/a a… Prov….il…

Codice fiscale…

Grado di parentela…

2

Cognome… Nome…

Nato/a a… Prov….il…

Codice fiscale…

Grado di parentela…

3

Cognome… Nome…

Nato/a a… Prov….il…

Codice fiscale…

Grado di parentela…

ed allega copia del proprio documento di identità e dei codici fiscali dei familiari

Data …Firma …

note

[1] Agenzia Entrate, circ. 50/2002.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube