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Coronavirus: la Calabria sfida il Governo e riapre in anticipo

30 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: la Calabria sfida il Governo e riapre in anticipo

La presidente della regione Jole Santelli anticipa l’apertura dei locali con somministrazione esclusiva attraverso il servizio con tavoli all’aperto.

Con il Dpcm del 26 aprile, il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha annunciato le misure per il contenimento dell’emergenza Covid-19 durante la Fase 2. Misure che saranno valide dal 4 maggio e per le successive due settimane. Secondo quanto stabilito dal Governo, bar, ristorantiparrucchieri ed estetisti potranno rialzare le saracinesce il 1° giugno. Ma la Calabria va controcorrente. La presidente della Regione, Jole Santelli, vuole anticipare i tempi e autorizza dal 30 aprile la riapertura dei locali con tavoli esterni, dei mercati, nonché la ripresa degli sport individuali.

Dunque, si tratta di disposizioni relative alle attività di ristorazione e somministrazione di alimenti e bevande, attività sportive e amatoriali individuali e agli spostamenti delle persone fisiche nel territorio regionale.

Ma come mai questa decisione? Forse, non sono stati abbastanza chiari tutti gli avvertimenti degli esperti sul fatto di “non abbassare la guardia”, specialmente in questo periodo?

Nell’ordinanza N. 37 del 29 aprile 2020, pubblicata sul sito della Regione alle ore 23:08, si legge che queste sono «Misure nuove, al pari di altre regioni e alcune uniche sul territorio nazionale; tutte parlano il linguaggio della Fiducia. Poiché in queste settimane i calabresi hanno dimostrato senso civico e rispetto delle regole, è giusto che oggi la Regione ponga in loro fiducia. Sapranno dimostrare buon senso nel gestire i nuovi spazi di apertura che la Regione ha deciso di consentire, anche oltre il dettato del Governo».

Ma analizziamo cosa prevede l’ordinanza e verso quale direzione va l’esecutivo a fronte delle parti incoerenti del testo rispetto al Dpcm varato.

Cosa prevede l’ordinanza della Calabria

Secondo quanto stabilito dall’ordinanza firmata dalla presidente Santelli per la Fase 2, a partire dal 30 aprile:

  • sono consentiti gli spostamenti all’interno del proprio Comune o verso altro Comune per lo svolgimento di sport individuali;
  • sono consentiti gli spostamenti per raggiungere le imbarcazioni di proprietà da sottoporre a manutenzione e riparazione, per una sola volta al giorno;
  • è confermato il disposto dell’Ordinanza n. 32/2020 in materia di attività agricole e di conduzione di piccoli allevamenti di animali svolte in forma amatoriale, di stabilimenti balneari, di attività di trasformazione dei prodotti industriali;
  • è confermato il disposto dell’Ordinanza n. 36/2020 per come integrato da quanto previsto dall’art. 1 lettera a) del DPCM 26 aprile 2020;
  • è consentita la ripresa delle attività di ristoranti, pizzerie, rosticcerie per la preparazione dei relativi prodotti da effettuarsi a mezzo asporto;
  • è consentita la ripresa delle attività di bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie, agriturismo con somministrazione esclusiva attraverso il servizio con tavoli all’aperto;
  • le attività di cui ai punti 5 e 6 possono essere riattivate presso gli esercizi che rispettano  le misure minime “anti-contagio” di cui all’allegato 1 parte integrante alla presente Ordinanza e ferma restando la normativa di settore;
  • sono consentiti gli spostamenti per l’assistenza a persone non autonome, ivi comprese quelle per le quali occorre prestare assistenza ai sensi della L. n. 104/92 e s.m.i., in quanto rientranti nei motivi di salute, nonché il contenuto dell’Ordinanza n. 29/2020 nei punti dal 4 al 9 e nell’allegato 1, ove non in contrasto con la presente Ordinanza;
  • è consentita l’attività di commercio di generi alimentari presso i mercati all’aperto, inclusa la vendita ambulante anche fuori dal proprio Comune, fermo restando il rispetto delle distanze interpersonali e l’uso delle mascherine e guanti;
  • è consentita l’attività di commercio al dettaglio, anche in forma ambulante di fiori, piante, semi e fertilizzanti.

Misure per le attività di asporto e di somministrazione alimenti all’aperto

Gli esercizi quali ristoranti, pizzerie, rosticcerie possono effettuare la preparazione dei relativi prodotti da effettuarsi a mezzo asporto, adottando le seguenti misure minime:

  • rispetto delle norme igienico-sanitarie nella preparazione, nel confezionamento e nella consegna;
  • individuazione di un’area destinata al ritiro degli alimenti;
  • utilizzo di contenitori protetti e separati;
  • obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro;
  • disponibilità di prodotti igienizzanti per clienti e personale;
  • accesso su prenotazione mirata a evitare compresenze simultanee;
  • limitare al minimo la presenza fisica nella zona di ritiro (il tempo strettamente necessario);
  • divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e nelle adiacenze degli stessi;
  • divieto di sostare nelle immediate vicinanze dei locali;
  • privilegiare i pagamenti elettronici con contactless e barriere nella zona front;
  • utilizzo mascherine per clienti e operatori.

Gli esercizi quali bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie, agriturismo possono effettuare la preparazione e la somministrazione dei relativi prodotti esclusivamente attraverso il servizio con tavoli all’aperto, adottando le seguenti misure minime:

  • sistemazione tavoli a distanza di almeno 1,5/2,00 metri di distanza l’uno dall’altro;
  • sistemazione delle sedie al tavolo garantendo la distanza da 1,00 a 1,50 metri tra i visi degli occupanti;
  • prenotazione obbligatoria con percorsi predefiniti al fine di garantire la distanza interpersonale di almeno 1 metro ed evitare le code;
  • misurazione della temperatura corporea per i clienti;
  • rispetto delle norme igienico-sanitarie nella preparazione, privilegiando l’uso di mascherine per il personale, di occhiali e garantendo il distanziamento minimo;
  • obbligo di sanificazione dei servizi igienici dopo ogni utilizzo;
  • disponibilità di prodotti igienizzanti per clienti e personale, in particolare per l’accesso ai servizi igienici. In caso di utilizzo dovrà essere obbligatorio l’uso di mascherine con igienizzazione delle mani, prima e dopo averle indossate;
  • privilegiare i pagamenti elettronici con contactless e barriere nella zona cassa;
  • utilizzo mascherine per clienti e operatori in fase di ordinazione e servizio;
  • sanificazione accurata nel riapparecchiare i tavoli;
  • vietare l’attività self-service.

L’esecutivo va verso la diffida dell’ordinanza della Calabria

A quanto apprende l’Adnkronos da fonti di governo, l’esecutivo va verso la diffida dell’ordinanza della Calabria con cui la governatrice, Jole Santelli, anticipa i tempi della fase due e autorizza da domani la riapertura dei locali con tavoli esterni, dei mercati e dà il via libera alla ripresa degli sport individuali. L’ordinanza, riferiscono fonti di primo livello, è stata oggetto di discussione del Cdm che si è concluso da pochi minuti.

La diffida è il passo che precede l’impugnativa. Si tratta, in estrema sintesi, di una lettera con cui si invita il governatore a rimuovere le parti incoerenti dell’ordinanza rispetto al Dpcm varato. Se le modifiche non vengono apportate, il governo può a quel punto decidere di ricorrere al Tar o alla Consulta e impugnarla.

Senza fare esplicito riferimento alla Calabria o ad altre Regioni, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha evidenziato che tutte le iniziative locali che comportino un allentamento delle misure restrittive vigenti «non sono possibili, perché in contrasto con le norme varate, quindi sono da considerarsi a tutti gli effetti illegittime».

Il Governo invierà una diffida alla presidente della Regione Calabria Jole Santelli invitandola a revocare l’ordinanza o a rimuoverne le parti in contrasto con il Dpcm. Qualora non dovesse adeguarsi, il Governo potrà impugnare l’ordinanza. Direzione verso la quale sono orientati anche alcuni sindaci del territorio calabrese contrari alla riapertura anticipata.



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1 Commento

  1. Ok la Calabria ha aperto prima e all’aperto. Io personalemnte, non mi sento di andare a prendere il caffè all’aperto, né tantomeno di ansare a consumare fuori casa qualcosa seduta ai tavolini fuori… per quanto possa immaginare le difficoltà che stanno vivendo coloro che hanno bar, ristoranti e altre attività commerciali, io temo di uscire e trovare assembramenti e gente che non usa le mascherine, non usa gel igienizzanti né guanti. ho visto alcune foto che girano sui social…sinceramente, per un po’ di tempo, eviterei di consumare qualsiasi cosa nei locali…

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