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Coronavirus: cosa ha deciso il Governo sull’app Immuni

30 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: cosa ha deciso il Governo sull’app Immuni

Approvato il decreto sull’applicazione che traccerà gli spostamenti nella fase 2: non arriverà subito e non sarà obbligatoria. Il nodo privacy.

Non prima del 18 maggio. Come avevamo anticipato ieri, l’app Immuni che servirà nella fase 2 dell’emergenza coronavirus per tracciare gli spostamenti sarà disponibile solo nella data in cui è prevista la riapertura dei negozi, e non il 4 maggio, come auspicato dal capo della task force Vittorio Colao. Significa che da lunedì, e per due settimane, non sarà possibile monitorare i movimenti dei milioni di persone che riprenderanno il lavoro. Un guaio che, secondo quanto dichiarato ieri da Colao, rischia di rendere l’app inutile.

L’applicazione è stata al centro del Consiglio dei ministri che si è riunito ieri sera e che si è concluso poco dopo la mezzanotte. I tempi sono legati alla consegna agli sviluppatori (per l’Italia a Bending Spoons) da parte di Apple e Google della prima versione delle interfacce di programmazione, le cosiddette Api. La versione definitiva e gli aggiornamenti dovrebbero arrivare il 15 maggio. Quel giorno verrà fatta l’ultima valutazione dal Garante della privacy e poi partiranno le sperimentazioni per due settimane in alcune Regioni. Quindi, come detto, prima del 18 maggio non se ne parla.

Non è detto che l’app si chiami proprio «Immuni». Il ministro per l’Innovazione tecnologica, Paola Pisano, è perplessa su questo nome, visto che l’applicazione dovrebbe servire anche ad avvisare un utente di essere stato a contatto con una persona infetta che, quindi, ha poco di immune. Il Ministero ha incaricato un creativo di cercare qualche alternativa.

Resta il nodo della privacy. Secondo quanto deciso stanotte dal Consiglio dei ministri, l’app garantisce che «il trattamento effettuato per il tracciamento dei contatti si baserà sui dati di prossimità dei dispositivi, resi anonimi o associati a un codice identificativo temporaneo». Il Governo assicura che «sarà esclusa la geolocalizzazione dei singoli utenti». I contatti saranno tracciati solo grazie al Bluetooth. Se i dispositivi dovessero essere associati a un indirizzo Ip riconoscibile, quest’ultimo verrebbe dissociato dal proprietario del cellulare.

Ad ogni modo, il decreto approvato dal Governo prevede che gli utenti «ricevano, prima che sia attivata l’applicazione, informazioni chiare e trasparenti per raggiungere una piena consapevolezza, in particolare, sulle finalità e sulle operazioni di trattamento».

L’app Immuni (o come verrà chiamata) non sarà obbligatoria: per chi deciderà di non utilizzarla non ci saranno delle conseguenze, in base al principio di parità di trattamento.



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