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Lo sai che? Permesso di soggiorno per stranieri vittime di violenza domestica: è legge

Lo sai che? Pubblicato il 16 ottobre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 ottobre 2013

Gli stranieri vittime di violenza domestica riceveranno il permesso di soggiorno.

Le vittime di violenza domestica hanno diritto al permesso di soggiorno per motivi umanitari [1]. È quanto stabilito dal D.l. sulla sicurezza varato in agosto [2], da pochi giorni diventato legge.

Il provvedimento stabilisce quanto segue: qualora le forze dell’ordine, nel corso delle indagini per i reati di maltrattamenti in famiglia [3], lesione personale [4], sequestro di persona [5], violenza sessuale [6], atti persecutori [7] e per tutti quei reati per i quali è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza [8], commessi sul territorio italiano, accertino situazioni di violenza o abuso nei confronti di uno straniero ed emerga un concreto e attuale pericolo per la sua incolumità, il Questore può rilasciare alla vittima un permesso di soggiorno [9].

Il permesso di soggiorno potrà essere rilasciato anche se le situazioni di violenza o abuso emergono nel corso di interventi assistenziali dei centri antiviolenza, dei servizi sociali territoriali o dei servizi sociali specializzati nell’assistenza delle vittime di violenza. Tali enti inviano una relazione al Questore, allo scopo di documentare la situazione di pericolo esistente e giustificare la concessione del permesso di soggiorno [10].

Per violenza domestica si intende la violenza fisica, sessuale, psicologica all’interno della famiglia o tra persone legate, attualmente o in passato, da matrimonio o da una relazione affettiva, indipendentemente dal fatto che l’autore degli abusi viva con la vittima.

note

[1] Art. 5, c. 6, del TU immigrazione.

[2] Art. 4 del d.l. n. 93 del 14.08.2013, rubricato “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle provincie”.

[3] Art. 572 cod. pen.

[4] Art. 582 cod. pen., oltre che art. 583 cod. pen.

[5] Art. 605 cod. pen.

[6] Art. 609 bis cod. pen.

[7] Art. 612 bis cod. pen.

[8] L’art. 380 stabilisce che: gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria procedono all’arresto di chiunque è colto in flagranza di un delitto non colposo, consumato o tentato, per il quale la legge stabilisce la pena dell’ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni e nel massimo a venti anni. Le autorità procedono ugualmente all’arresto in flagranza per: a) delitti contro la personalità dello Stato, per i quali è stabilita la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni o nel massimo a dieci anni; b) delitto di devastazione e saccheggio (art. 419 c.p.); c) delitti contro l’incolumità pubblica, per i quali è stabilita la pena della reclusione non inferiore nel minimo a tre anni o nel massimo a dieci anni; d) delitto di riduzione in schiavitù (art. 600 c.p.), delitto di prostituzione minorile (art. 600-bis c.p., primo comma), delitto di pornografia minorile (art. 600-ter c.p., commi primo e secondo) e delitto di iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile (art. 600-quinquies c.p.); e) delitto di furto, quando ricorre la circostanza aggravante (prevista dall’ art. 4, legge 8.08.1977 n. 533) di furto di armi, munizioni o esplosivi nelle armerie, in depositi o in altri locali adibiti alla custodia di essi, o taluna delle circostanze aggravanti previste dall’art. 625 c.p. comma 1 nn. 1, 2 prima ipotesi e 4 seconda ipotesi; f) delitto di rapina (art. 628 c.p.) e di estorsione (art. 629 c.p.); g) delitti di illegale fabbricazione, introduzione nello Stato, messa in vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse, di esplosivi, di armi clandestine, nonchè di più armi comuni da sparo, escluse quelle «da bersaglio da sala», o a emissione di gas, le armi ad aria compressa o gas compressi, sia lunghe sia corte, i cui proiettili erogano un’energia cinetica superiore a 7,5 joule, e gli strumenti lanciarazzi (art. 2, comma terzo, l. 18.04.1975, n. 110); h) delitti concernenti sostanze stupefacenti o psicotrope; i) delitti commessi per finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine costituzionale, per i quali la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni o nel massimo a dieci anni; l) delitti di promozione, costituzione, direzione e organizzazione delle associazioni segrete, delle associazioni di carattere militare, delle associazioni dei movimenti o dei gruppi volti alla riorganizzazione del partito fascista; l bis) delitti di partecipazione, promozione, direzione e organizzazione della associazione di tipo mafioso (art. 416 bis c.p.); m) delitti di promozione, direzione, costituzione e organizzazione della associazione per delinquere (art. 416 c.p., commi 1 e 3), se l’associazione è diretta alla commissione di più delitti fra quelli previsti dal comma 1 dell’art. 380 c.p. o da quelli succitati, contraddistinti dalle lettere a), b), c) d), f), g), i).

[9] Art. 18 bis del TU immigrazione, introdotto dall’art. 4 del d.l. 93 del 14.08.2013.

[10] Art. 18 bis, c. 3, TU immigrazione.


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