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Accusa ingiusta: risarcimento

30 Aprile 2020 | Autore:
Accusa ingiusta: risarcimento

Vittima di calunnia o di un’accusa infondata: come fare per ottenere il risarcimento dei danni? Si può chiedere il risarcimento anche in assenza di calunnia?

Si fa presto ad accusare una persona, anche in mancanza di prove evidenti: è sufficiente dare una notizia in pasto alla stampa e il gioco e fatto. Al di là del circo mediatico, poi, le cose potrebbero compromettersi ulteriormente se l’accusa ingiusta dovesse finire in tribunale: in questo caso, dovresti rispondere delle calunnie altrui direttamente davanti al giudice. Con questo articolo vorrei spiegarti come ottenere il risarcimento nel caso di un’accusa infondata.

La legge consente di ottenere il risarcimento dei danni solamente quando si sia in grado di dimostrare di aver subito un pregiudizio effettivo. In altre parole, non può chiedersi il risarcimento senza una valida ragione. Nell’ipotesi di un’accusa ingiusta, però, oltre al risarcimento si può perfino sporgere denuncia per il reato di calunnia, purché ricorrano determinate condizioni, la più importante delle quali è che il calunniatore abbia consapevolmente denunciato alle autorità una persona innocente. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme come chiedere il risarcimento per un’accusa ingiusta.

Calunnia: cos’è?

Il codice penale [1] punisce con la reclusione da due a sei anni chiunque accusa di un reato una persona che sa, invece, essere innocente, ovvero simula a danno di questi tracce di un reato. La pena è aumentata se si incolpa taluno di un reato per il quale la legge stabilisce pene detentive particolarmente severe o se dal fatto deriva la condanna alla reclusione per l’accusato. La pena è invece diminuita se la simulazione concerne un fatto preveduto dalla legge come contravvenzione (cioè come reato di minor allarme sociale).

Quando è calunnia?

Perché si integri il delitto di calunnia occorre la precisa consapevolezza di attribuire la commissione di un reato ad un innocente. Dunque, bisogna essere assolutamente consci del fatto che si sta comunicando alle autorità un’accusa ingiusta, in quanto si è consapevoli dell’innocenza dell’accusato.

Ciò significa che l’errore sul fatto attribuito oppure sull’innocenza dell’accusato esclude il reato. Facciamo un esempio.

Tizio denuncia Caio di furto credendo di averlo visto commettere il fatto; in realtà durante il processo si scopre che l’autore del furto era  Sempronio. In questo caso, pur avendo intrapreso un procedimento contro un innocente, Tizio non rischia una denuncia per calunnia da parte di Caio perché aveva denunciato quest’ultimo in buona fede.

Ai fini della prova del dolo non è sufficiente la falsità della denuncia, occorrendo, invece, la dimostrazione che il denunciante abbia avuto la certezza dell’innocenza del denunciato, in quanto il mero errore o il semplice dubbio sulla colpevolezza di quest’ultimo esclude la presenza dell’elemento soggettivo. Ugualmente, non si incorrerà nel delitto di calunnia nel caso di cattiva o falsa interpretazione di una norma.

Calunnia: tipi

Il codice penale prevede due diversi tipi di calunnia: quella diretta o formale e quella indiretta o materiale.

La prima si attua attraverso la denuncia dell’innocente: per denuncia si intende, in senso ampio, l’informazione fornita all’autorità giudiziaria, senza particolari formalità. La denuncia, pur se consistente in una falsa accusa, deve essere dettagliata: deve, cioè, contenere tutti gli estremi utili per perseguire un delitto, e quindi indicare non solo il fatto materiale, ma anche l’elemento soggettivo (dolo o colpa) e l’assenza di cause di giustificazione (ad esempio, della legittima difesa).

La calunnia materiale consiste, invece, nel simulare le tracce di un reato ponendole a carico di taluno che si sa innocente. A differenza della calunnia formale o diretta, quella materiale presuppone una vera e propria macchinazione ai danni del povero accusato. Solitamente, la messa in scena posta in essere dal calunniatore consiste nel collocare oggetti indizianti presso il calunniato (ad esempio un’arma).

Come chiedere il risarcimento per calunnia?

Se sei stato accusato ingiustamente di un reato, puoi sporgere denuncia per calunnia contro l’autore della falsa accusa. All’interno del processo penale che verrà intrapreso contro il calunniatore potrai costituirti parte civile e chiedere il risarcimento del danno subito.

Come ricordato nel primo paragrafo, però, la calunnia sussiste solamente se l’accusatore era pienamente consapevole della tua innocenza: in altre parole, c’è calunnia soltanto se l’accusa ti è stata fatta al solo scopo di danneggiarti.

Riassumendo in parole semplici, perché si abbia calunnia è necessaria la certezza dell’innocenza dell’accusato; in tutti gli altri casi (quando, ad esempio, ci si trovi in errore sul fatto costituente reato o sull’autore, oppure si ha un dubbio ragionevole sull’innocenza di questi) il delitto di calunnia non si integrerà e non vi sarà nessun rischio di essere denunciati per calunnia.

Nel caso in cui il giudice riterrà colpevole il calunniatore, allora potrà liquidarti una somma a titolo di risarcimento danni, oppure rinviare al giudice civile affinché determini l’entità precisa del risarcimento da riconoscerti.

Per la precisione, il giudice procederà alla quantificazione dei danni in base alla portata delle accuse, alla diffusione della falsa notizia di reato e al danno all’immagine subito dalla vittima.

Inoltre, se il giudice lo ritiene necessario, il colpevole può essere condannato al pagamento di una somma a titolo provvisorio immediatamente esecutiva, nell’attesa della quantificazione definitiva dei danni arrecati.

Il giudice dovrà prendere in considerazione molteplici fattori, sia sotto l’aspetto del danno patrimoniale che non patrimoniale (il danno morale, ad esempio).

Risarcimento: si può ottenere se non c’è calunnia?

Abbiamo detto che un’ingiusta accusa, affinché assumi i connotati della calunnia vera e propria, necessita della piena consapevolezza, da parte dell’accusatore, dell’innocenza dell’incolpato.

È dunque ben possibile che una persona debba affrontare un procedimento per via della denuncia sporta da una persona e che quest’ultima non possa poi essere controdenunciata per calunnia perché era in buona fede.

Tizio viene denunciato da Caio per il reato di furto in abitazione. In realtà, durante il processo, si scopre che il ladro che aveva visto Caio non era Tizio, ma un’altra persona che gli assomigliava molto.

Cosa fare in un caso del genere? È possibile ottenere il risarcimento se l’accusa ingiusta non si configura propriamente come calunnia? Quello che sto per dirti è molto interessante.

Nel caso in cui un imputato venga assolto con formula piena (cioè perché il fatto non sussiste oppure perché non l’ha commesso), il giudice può condannare il querelante al pagamento delle spese anticipate dallo Stato. Ma non solo.

Il giudice, quando ne sia fatta domanda, condanna il querelante alla rifusione delle spese sostenute dall’imputato e, se il querelante si è costituito parte civile, anche di quelle sostenute dal responsabile civile citato o intervenuto.

Infine, se vi è stata colpa grave nello sporgere l’ingiusta accusa, il giudice può condannare il querelante a risarcire i danni all’imputato che ne abbia fatto domanda.

Dunque, anche se l’accusa ingiusta non può essere qualificata come calunnia, l’imputato che viene assolto con formula piena può, se ne ha fatto domanda, ottenere il risarcimento dei danni da parte del querelante, se la querela era palesemente infondata.


note

[1] Art. 368 cod. pen.

[2] Art. 542 cod. proc. pen.

Autore immagine: Canva.com


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1 Commento

  1. buongiorno, ma se chi ti ha querelato per diffamazione ha portato documenti falsi, e gli stessi si son fatti convincere da persone amiche che hanno interpretato a loro pro determinati fatti , diciamo come per dare un indizio di reato basato su mere interpretazioni personali tali da incitali a sporgere una querela? Io mi chiedo chi ti querela e chi li ha incitati a farlo raccontando frottole, sono responsabili entrambi e quindi entrambi possono essere denunciati per calunnia e quindi richiedere anche un risarcimento danni?
    perche chi ti querela poteva tranquillamente leggere direttamente le cose interpretate e riportate dall'”amico” e quindi avere un proprio giudizio obbiettivo e non basarsi su una interpretazione di terzi che come scopo avrebbe avuto solo quello di fare una querela per danneggiare un innocente. Lo so è confusa come cosa, ma a mio avviso in questo caso andrebbero puniti entrambi, sia chi da false notizie di reato, e chi su dette basi che potevano essere controllate prendere una giusta decisione, e non prendere quella che piu gli faceva piu comodo a danno di un innocente..come ci si dovrebbe comportare in questo caso? grazie

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