Coronavirus: le nuove norme sulla giustizia

30 Aprile 2020
Coronavirus: le nuove norme sulla giustizia

Scarcerazione detenuti, intercettazioni, processo a distanza: le novità in campo giudiziario nel decreto legge varato dal Consiglio dei ministri.

Nel decreto legge varato stanotte dal Consiglio dei ministri c’è una robusta parte di interventi in materia di giustizia. Le nuove misure riguardano specificamente tre aspetti: l’esecuzione della pena in regime di detenzione domiciliare a detenuti per reati gravi o sottoposti al regime previsto dall’art. 41 bis, il rinvio dell’entrata in vigore della riforma delle intercettazioni e il processo a distanza, con integrazioni e modifiche alla disciplina delle udienze da remoto.

Detenzione domiciliare e permessi

Innanzitutto c’è la stretta sulla scarcerazione dei mafiosi che, come avevamo anticipato, prevede che per la concessione del regime di detenzione domiciliare o di permessi a detenuti per reati di mafia e terrorismo, legata all’emergenza Coronavirus, diventano necessari il parere del procuratore della Repubblica e del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo.

Nel caso di detenuti per gravi reati o per uno dei delitti di competenza delle direzioni distrettuali antimafia – come ad esempio le ipotesi aggravate di associazione a delinquere, associazione mafiosa o sequestro di persona a scopo di estorsione – si legge nel decreto “l’autorità competente, prima di pronunciarsi, chiede il parere del procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto ove ha sede il tribunale che ha emesso la sentenza e, nel caso di detenuti sottoposti al regime previsto dall’articolo 41-bis, anche quello del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo”.

Inoltre, il decreto dispone che “salvo esigenze di eccezionale urgenza, il permesso non può essere concesso prima di 24 ore dalla richiesta dei predetti pareri”; il tribunale o il magistrato di sorveglianza, quindi, non potrà decidere prima di questo termine ma una volta decorso potrà farlo anche se il parere non sarà nel frattempo pervenuto al suo ufficio.

Quindi nel caso di gravi delitti non connotati da mafiosità occorrerà il parere del procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto dove ha sede il tribunale che ha emesso la sentenza, mentre per i detenuti sottoposti al regime del 41-bis, verrà richiesto anche il parere del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo.

Intercettazioni

Un articolo del nuovo decreto legge riguarda poi l’entrata in vigore delle nuove norme sulle intercettazioni, che slitta dal 1° maggio al 1° settembre. Nello specifico, il decreto proroga al 1° settembre il termine di entrata in vigore della disciplina delle intercettazioni, con l’applicazione delle nuove norme ai soli procedimenti penali iscritti successivamente al 31 agosto 2020.

Processi a distanza

Infine, c’è la parte che stabilisce i limiti all’applicazione del processo da remoto. Le relative disposizioni, si legge nel decreto, “non si applicano, salvo che le parti vi acconsentano, alle udienze di discussione finale, in pubblica udienza o in camera di consiglio e a quelle nelle quali devono essere esaminati testimoni, parti, consulenti o periti”.

Vengono così rivisitate in maniera significativa le regole per i processi a distanza stabilite in fase di conversione in legge del decreto Cura Italia e si stabilisce anche che le udienze da remoto devono avvenire con la presenza del giudice nell’ufficio giudiziario.

Inoltre, per i procedimenti penali, fino al 31 luglio 2020 presso ciascun ufficio del pubblico ministero che ne faccia richiesta, è autorizzato il deposito telematico di memorie, documenti, richieste ed istanze successive all’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Anche la polizia giudiziaria è autorizzata a comunicare agli uffici del pubblico ministero atti e documenti in modalità telematica.



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1 Commento

  1. E come succede spesso in Italia a causa del nostro destino cinico e baro vediamo i gli innocenti maltrattati ed i delinquenti agli arresti domiciliari in ville con piscine!!!
    Forse che i nostri magistrati decidono in questa maniera per paura dei delinquenti???
    Tutto ciò non è ammissibile bisogna organizzarsi a dovere caso mai questi magistrati possono cambiare mestiere!!!
    Cordiali saluti.

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