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Nuova autocertificazione: come cambierà dal 4 maggio

30 Aprile 2020
Nuova autocertificazione: come cambierà dal 4 maggio

Il modello della Fase 2 prevederà gli incontri coi congiunti resi possibili dall’ultimo Dpcm. Alcune voci da compilare potranno essere inserite a penna, ma il Governo lavora anche su un’app.

Cresce l’attesa per sapere come cambierà la nuova autocertificazione a partire dal 4 maggio, data di avvio della Fase 2, con le prime riaperture e la possibilità di fare visita ai congiunti, compresi, a quanto pare, i fidanzati e gli “affetti stabili”. I chiarimenti del Governo arriveranno entro il fine settimana nelle nuove Faq, ma intanto il ministero dell’Interno, in queste ore, sta anche predisponendo il nuovo modello di autocertificazione che dovrà essere integrato con queste previsioni.

Innanzitutto, sembra certo che l’autocertificazione servirà ancora e non sarà abolita, almeno non nelle prossime settimane. Inoltre, il modulo verrà integrato (clicca qui per scaricare la versione attuale, in vigore fino al 3 maggio) con il riferimento all’ultimo Dpcm emanato dal premier Conte il 26 aprile di cui i cittadini dovranno dichiarare di essere a conoscenza, analogamente a quanto avveniva con i Decreti precedenti.

Ma adesso occorrerà inserire nel modulo una parte apposita per le nuove motivazioni che consentono lo spostamento, a partire da quella della possibilità di far visita ai congiunti. L’incontro con i congiunti potrebbe essere previsto in una casella nuova oppure essere fatto rientrare nelle “situazioni di necessità”, ma in questo caso bisognerà integrare le informazioni, scrivendo a penna sul modulo prestampato, qual è il parente (o il fidanzato o “affetto stabile”) che si sta andando a visitare.

Proprio qui sorgono i nodi, perché se è pacifico che bisognerà indicare il rapporto di parentela o sentimentale ed affettivo (ad esempio: madre, nonno, zia, suocero, ma anche fidanzato/a) si nutrono perplessità sul fatto di dover scrivere sul modulo anche il nome e cognome della persona interessata.

D’altro canto, nel Governo c’è chi pensa far diventare l’autocertificazione digitale: è il ministro della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, che ha anticipato la possibilità di trasferirla su un’app. “Ci stiamo lavorando, abbiamo dato la priorità alla app Immuni ma in realtà il lavoro sul trasferimento dell’autocertificazione su app è in corso”, ha detto oggi in un’intervista su La7 .

Ma nello stesso Governo si registrano voci dissonanti: il vice ministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, scrive oggi su Facebook: “Auspico che l’autocertificazione nelle prossime settimane venga tolta, non possiamo dover continuare a dimostrare la legittimità di uno spostamento per colpa dei pochi che non seguono le regole”.

Drastico, invece, il leader della Lega Matteo Salvini, che, ospite su Telelombardia, propone l’abolizione integrale di questo documento. “Dopo 55 giorni le infrazioni sono state registrate solo sul 3% della popolazione, quindi vuol dire che 97 su 100 erano fuori casa per validi motivi, di salute o di lavoro. Quindi quello che io chiederò al presidente Conte è: dopo 55 giorni di chiusura e di burocrazia e di multe non è giunto il caso di restituire agli italiani la fiducia eliminando l’autocertificazione? La gente ha la testa non è che domani tutti escono per andare a fare la grigliata al parco”.



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