Coronavirus, rischiamo una raffica di suicidi

30 Aprile 2020
Coronavirus, rischiamo una raffica di suicidi

Gli imprenditori nella morsa della crisi. Il timore del presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi è di assistere a un remake della recessione del 2008, quando in tanti, strozzati dai debiti, scelsero di togliersi la vita.

Le crisi economiche sono, da sempre, il catalizzatore di drammi umani. Lo abbiamo visto con l’ultima, dalla quale ci stavamo appena rialzando, quando il Coronavirus ci ha travolti. Il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi (Cnop) David Lazzari teme che possiamo ritrovarci nella stessa situazione di una decina di anni fa, quando la recessione globale spinse al suicidio migliaia di imprenditori.

Agire subito per salvare vite

Lazzari ha rilasciato un’intervista all’Adnkronos, in cui spiega che bisogna fare presto, per salvare più vite possibili. Dal Coronavirus, certo, ma anche dalle sue nefaste conseguenze sul piano lavorativo e della liquidità. “Di fronte alle preoccupazioni per le prospettive economiche, siamo chiamati ad agire subito per evitare un impatto che potrebbe rivelarsi drammatico – ha dichiarato Lazzari all’agenzia di stampa -. Nonostante gli aiuti economici messi in campo per sostenere le aziende, tanti piccoli imprenditori potrebbero ora trovarsi in situazioni insostenibili, dettate da stress e stati d’ansia. D’altra parte, i dati della letteratura internazionale parlano chiaro: l’aumento del tasso dei suicidi è legato alle crisi economiche. È nella fase della ripresa dunque che serve offrire strumenti per dare modo ai lavoratori di riorganizzare l’attività al meglio, insieme al supporto psicologico“.

Avevamo già parlato di quanto sia alto il tributo che rischiamo di pagare in termini psicologici/psichici. Oltre agli imprenditori, tra i più provati e a rischio di sindromi post-traumatiche da stress e burnout, ci sono i medici e il personale sanitario in genere, costretto dal Covid-19 a un superlavoro (leggi l’articolo: Coronavirus, in arrivo un’ondata di depressione).

Il ministero della Salute ha messo a disposizione un numero verde per dare un sostegno a chiunque serva, prevedendo un’emergenza nell’emergenza, dal punto di vista dell’equilibrio emotivo (leggi l’articolo: Coronavirus, ecco il numero verde per il supporto psicologico).

Nessuno resti solo

“Come Cnop – prosegue Lazzari – stiamo organizzando una vera e propria task force per avanzare proposte sul tema della psicologia del lavoro e dare sostegno al mondo delle imprese. Da un lato – spiega Lazzari – si tratta di gestire lo stress, ampliando il nostro contributo a tutta la categoria dei lavoratori che devono ora riaprire l’attività (collaboriamo già con l’Inail per quanto riguarda gli operatori sanitari), dall’altro offrire un aiuto sul tema della sicurezza e dell’organizzazione del lavoro. Tutte le imprese che devono riattivarsi hanno la necessità di mettere in campo dei protocolli che garantiscano sicurezza sui luoghi di lavoro. Il 90% degli infortuni dipende da fattori comportamentali, quindi avere un programma su come organizzare al meglio i comportamenti delle persone in questa fase diventa decisivo. Accanto agli strumenti, ai supporti di sicurezza (dispositivi di protezione individuale, separatori, distanziamento) servono anche protocolli per monitorare e gestire i comportamenti delle persone. Per questo, abbiamo pensato di proporre al governo la creazione di nuclei di psicologia del lavoro a livello provinciale per andare incontro in particolar modo alle piccole e medie imprese che possono riscontrare maggiori problemi di organizzazione del lavoro. E far sì che nessuno resti solo“.



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