App Immuni: ecco chi gestirà i dati dei contatti tracciati

30 Aprile 2020
App Immuni: ecco chi gestirà i dati dei contatti tracciati

Ci sarà una piattaforma pubblica, sotto la guida del ministero della Salute e con il ruolo di Sogei e PagoPa. I dati saranno anonimi e cancellati entro l’anno.

Arriva un nuovo importante tassello a colmare gli interrogativi e svelare i misteri sulla nuova app traccia contatti Immuni: dopo la prima anticipazione dei contenuti svolta del Commissario all’emergenza, Domenico Arcuri, oggi la ministra dell’Innovazione tecnologica e digitalizzazione, Paola Pisano, è stata sentita in audizione alla Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ha spiegato i meccanismi di funzionamento chiarendo anche chi gestirà i dati.

“I dati della app Immuni” cioè tutte le informazioni acquisite per tracciare l’epidemia Coronavirus “saranno gestiti da una piattaforma pubblica“, ha assicurato la ministra. Non ci sarà, dunque, un soggetto privato. Anzi, “il ministero della Salute sarà il titolare al trattamento dei dati e la norma – conforme al quadro normativo europeo- prevede che il ministero della Salute si coordini con i soggetti competenti”.

Nella relazione depositata in Commissione si legge, inoltre, che la gestione tecnica della app e dei dati da essa raccolti coinvolgerà “società pubbliche interamente partecipate dallo Stato (PagoPa e Sogei)”, la prima con il ruolo di coordinamento tecnologico nello sviluppo delle funzionalità, la seconda con compiti di tenuta dei server, gli archivi informatici.

Pisano ha anche annunciato che sulla nuova app “il Garante della Privacy ha espresso parere favorevole“. Questo dovrebbe risolvere gli interrogativi sulla riservatezza dei dati personali e in particolare sul trattamento delle informazioni sensibili che riguardano la vita privata. L’app Immuni infatti è in grado di individuare i contatti interpersonali, avvisando chi ha avuto incontri con un soggetto contagiato e proprio in questo si rivela la sua utilità in funzione di contenimento del Covid-19.

La ministra ha poi illustrato cosa ha deciso il Governo sull’app Immuni, osservando che “il Consiglio dei ministri di ieri sera ha approvato all’unanimità la nostra proposta normativa di una specifica disciplina delle modalità di funzionamento dell’applicazione di tracciamento e del relativo trattamento dei dati, proposta destinata ad essere prossimamente oggetto di un decreto legge“.

Pisano ha ribadito che l’app non sarà obbligatoria ma avverrà “su base volontaria, per questo non ci saranno incentivi ad usarla come attività di comunicazione” ma “ritengo che più si utilizza l’app e meglio è” tanto che “anche se fosse solo il 25% della popolazione a scaricarla ma salvassimo solo una persona, la ritengo già utile come tecnologia”.

Resta ancora l’incertezza sui tempi di rilascio: “la logica della sperimentazione è quella che dovremmo adottare nelle prossime settimane, incrementando la tecnologia di contact tracing“, ha detto Pisano, così indirettamente confermando che Immuni non arriverà prima della metà di maggio.



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