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Si può chiudere il codice fiscale di un condominio

5 Agosto 2020 | Autore:
Si può chiudere il codice fiscale di un condominio

Persone fisiche e giuridiche, enti pubblici e privati, associazioni e strutture residenziali: codici identificativi e differenze procedurali. Modalità di apertura, variazione, restrizione, estinzione

Gli esseri umani, già da quando vengono al mondo, sono identificati in maniera univoca e indelebile. Ad essi è riferito un nome, un cognome, un luogo e una data di nascita: sono questi gli elementi essenziali per l’elaborazione del loro codice fiscale.

Se sei convinto che soltanto le persone fisiche abbiano una tale attribuzione, sappi che stai sbagliando. A differenza di quanto pensi, infatti, il codice fiscale non è una prerogativa esclusiva degli individui. Ad esempio, sai che ce n’è uno per l’associazione sportiva che frequenti? E un altro per la parrocchia in cui vai a messa la domenica? E un altro ancora per il circolo in cui vai a giocare a carte con i tuoi amici?

Non ci crederai, ma anche il tuo condominio ha un codice fiscale. Esso ha una sorte tutta sua ed è assoggettato a dinamiche diverse da quelle che regolano la vita di un essere umano. Se, infatti, quest’ultimo non può mai modificare i propri dati anagrafici (salvo ipotesi eccezionali come la variazione del cognome), la stessa regola non si applica agli enti giuridici. E’ quindi bene chiedersi se si può chiudere il codice fiscale di un condominio.

Proviamo a specificare meglio questi concetti e a conoscere le norme presenti in materia.

Il condominio ha un codice fiscale?

Il condominio, pur essendo una figura giuridica a sè stante, è una particolare forma di comunione dei beni. Infatti, i proprietari degli appartamenti presenti nello stesso edificio condividono gli spazi comuni e si impegnano ad accettare le regole di gestione definite dall’amministratore.

Il condominio, dunque, è un ente giuridico dotato di caratteristiche specifiche.

In alcuni casi, è però possibile operare dei parallelismi con le persone fisiche. È quanto accade, ad esempio, con il codice fiscale che, così come avviene per gli esseri umani, deve essere richiesto all’Agenzia delle Entrate.

Tale codice si compone di 11 cifre: di queste le prime sette individuano il contribuente, le altre tre identificano l’ufficio e l’ultima è un carattere di controllo. La sua richiesta da parte di soggetti diversi dalle persone fisiche è imposta dal legislatore. Questa prescrizione non dipende dalle dimensioni del condominio e dal numero di appartamenti di cui si compone: non rispettarla equivale a commettere un illecito sempre e comunque. Di conseguenza, la domanda del codice fiscale è un adempimento obbligatorio. Ne deriva che, con riferimento alla composizione della sequenza alfanumerica, se è presente l’amministratore di condominio il codice è associato alle sue generalità; viceversa, occorre fare riferimento all’anagrafica di un condomino volontario.

Il codice fiscale è un elemento indispensabile per intrattenere rapporti contrattuali (pensa, ad esempio, alle utenze di luce e acqua), per pagare eventuali dipendenti (pensa, ad esempio, al portiere), per mettersi in relazione con fornitori, ditte edili e imprese di manutenzione. Il condominio è, infatti, un sostituto di imposta e deve essere valutato dal fisco, al pari di tutti gli altri contribuenti italiani.

Qual è la procedura di richiesta del codice fiscale?

La richiesta del codice fiscale deve essere presentata dall’amministratore (se tale figura è prevista o è obbligatoria) oppure da uno dei condomini disponibile a realizzare tale adempimento.

La domanda può essere proposta con due modalità alternative:

  1. in duplice copia, anche per mezzo di persona delegata, direttamente presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate a prescindere dalla competenza territoriale e, quindi, dal luogo in cui ha domicilio il condominio;
  2. in unico esemplare attraverso il servizio postale con raccomandata a/r, allegando copia non autenticata del documento di identità del legale rappresentante, presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate. In questo caso, la richiesta si considera presentata il giorno stesso della spedizione.

In entrambe le ipotesi il documento al quale fare riferimento è il modello AA5/6. Esso deve essere compilato in tutte le sue parti, a stampatello o a macchina, e deve essere sottoscritto dal legale rappresentante dell’ente (o dal condomino che volontariamente si assume tale onere).

Cosa accade se il condominio subisce delle variazioni? 

Una differenza significativa tra persone fisiche e condominio, sta nel fatto che il codice fiscale di quest’ultimo può essere modificato o addirittura cancellato. Si tratta di due ipotesi diverse per le quali è richiesto il medesimo adempimento. Infatti, anche in questi casi, così come avviene per la procedura di attribuzione del codice fiscale, occorre compilare il modello AA5/6.

Per comprendere meglio la situazione proviamo a fare qualche esempio. Poniamo il caso che l’amministratore di condominio si dimette ed è necessario sostituirlo con un’altra persona. Oppure: immaginiamo che la proprietà degli appartamenti si concentra in capo a un unico soggetto che acquista tutte le unità abitative dell’edificio.

Quali sono, a questo punto, le sorti del codice fiscale?

È chiaro che in tali circostanze i riferimenti del contribuente devono essere modificati: nella prima ipotesi perché è cambiato il rappresentante legale e nella seconda perché il condominio non esiste più.

Si può chiudere il codice fiscale di un condominio? 

Il caso di variazione condominiale è sicuramente molto più comune e, quindi, le procedure di modifica del codice fiscale sono piuttosto semplici.

Più articolata è, invece, la modalità prevista per la cancellazione del codice fiscale e l’eventuale attribuzione di una nuova sequenza. In tal caso, la domanda può essere presentata soltanto nell’eventualità in cui condominio non esista più come realtà giuridica autonoma. Ciò avviene quando sono state realizzate attività di:

  • fusione: pensa, ad esempio, all’accorpamento di due strutture residenziali in un unico ente;
  • trasformazione (il condominio è stato, ad esempio, convertito in hotel);
  • concentrazione di tutte le proprietà in capo a una sola persona.

Ne consegue che il modello AA5/6 deve essere compilato e presentato da tutte le persone che hanno preso parte a tali operazioni.

Nel dettaglio, la procedura da adottare può essere schematizzata nel modo che segue:

  1. il modello deve essere compilato in tutti i suoi elementi con particolare attenzione al quadro D;
  2. è indispensabile indicare il codice fiscale del quale si intende chiedere la cancellazione, oltre alla precisazione della data e delle cause di estinzione del condominio;
  3. la domanda può essere presentata soltanto per via telematica entro trenta giorni dal compimento delle operazioni che hanno decretato la fine dell’ente. L’inoltro tramite piattaforma può essere fatto direttamente dai soggetti interessati oppure per il tramite di intermediari abilitati;
  4. il modello deve essere sottoscritto dal rappresentante legale o dal rappresentante negoziale debitamente autorizzato;
  5. è necessario far pervenire all’Agenzia delle Entrate tutta la documentazione richiesta in allegato.

La procedura descritta, anche se in un primo momento può sembrare complessa, può essere realizzata con il supporto dei funzionari allo sportello dell’Agenzia delle Entrate. Essi sono in grado di seguire il contribuente nella redazione della richiesta.



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