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Coronavirus: c’è una data per le seconde case

1 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: c’è una data per le seconde case

Mentre in alcune zone è già possibile raggiungerle per effettuare la manutenzione, presto cadrà il divieto di soggiorno. A certe condizioni.

Chi dovrà tornare in ufficio pensa a utilizzarle nel fine settimana. Ma chi ancora dovrà restare fermo oppure lavora in smart working, non vede l’ora di riaprirle e di passarci qualche giorno. Mai come in questo periodo le seconde case sono state così ambite, dopo quasi due mesi di quarantena forzata e di spostamenti vietati per il coronavirus. Ora, però, qualcosa sta per cambiare.

C’è una data per le seconde case, per potervi accedere. A dire il vero, in qualche regione c’è già la possibilità di raggiungerle. È il caso del Veneto, dove il governatore Lica Zaia ha acconsentito ai cittadini di recarsi nelle abitazioni diverse da quella principale per effettuare qualche lavoro di manutenzione: il taglio dell’erba, la cura dell’orto, magari anche un po’ di pulizia. Se la situazione diventa di emergenza (una tubazione che si rompe, un pezzo di balcone che si è staccato, ecc.) è possibile farlo ovunque.

Invece, dal 18 maggio si potrà accedere normalmente alle seconde case anche per passarvi qualche giorno e cambiare aria. L’unica condizione, che l’immobile si trovi nella stessa regione rispetto all’abitazione principale. Insomma, il milanese che ha la casa al mare in Liguria dovrà aspettare ancora, mentre se ha la casa sul lago di Como o sui monti della Valsassina, sopra Lecco, potrà raggiungerla dal 18 maggio o, al massimo, la settimana successiva, a seconda di come procede l’andamento dei contagi.

È quasi sicuro che i Comuni mettano alcuni paletti, specialmente allo scopo di creare le condizioni per poter intervenire in caso di emergenza. Probabilmente, ci sarà l’obbligo di comunicare lo spostamento al medico di base, in modo che riesca a informare le Asl del luogo di destinazione delle persone in arrivo e in partenza. Il tutto per non cogliere impreparate le strutture sanitarie se si dovesse presentare una situazione eccezionale.



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