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Come trovare partita Iva

3 Agosto 2020 | Autore:
Come trovare partita Iva

La disciplina tributaria italiana e l’anagrafe fiscale. Come verificare che alcune caratteristiche dichiarate dalle persone fisiche o dalle imprese sono reali.

Poniamo il caso che tu sia il fornitore di alcune materie prime necessarie per il mercato della ristorazione. Devi emettere una fattura a favore di un tuo cliente, ma, nonostante un’accurata ricerca, non trovi da nessuna parte i suoi riferimenti identificativi. La circostanza è piuttosto anomala: un’azienda è assoggettata a un regime pubblicitario piuttosto severo. Ti sorge, quindi, il dubbio che ci sia qualcosa di poco chiaro. L’impresa potrebbe aver chiuso i battenti; potrebbe aver subìto delle procedure esecutive ed esser fallita; potrebbe essere stata convertita o trasformata. Quindi, come trovare la partita Iva?

La verifica degli elementi obbligatori di un’attività produttiva o dei servizi forniti da un professionista ti consente di stare più sereno e, soprattutto, di evitare brutte sorprese. Ecco perché l’Agenzia delle Entrate, attraverso il suo portale, riconosce a tutti i cittadini la possibilità di effettuare i controlli del caso. Ma procediamo con ordine e vediamo come muoversi in questo settore.

La partita Iva e le sue caratteristiche

La partita Iva è una sequenza di 11 numeri rilasciata a tutti coloro che intendono svolgere un’attività economica sul territorio italiano. Essa è obbligatoria per i contribuenti diversi dai lavoratori in possesso di un contratto di subordinazione a termine o a tempo indeterminato. In tale ultima ipotesi, infatti, si applica un regime di tassazione diretta poiché il pagamento delle imposte avviene attraverso la busta paga per il tramite del datore di lavoro.

L’attribuzione della partita Iva, invece, risponde a esigenze di tassazione indiretta. In tal caso, il pagamento dei tributi è posticipato a un momento diverso da quello in cui si riceve il corrispettivo per la prestazione eseguita.

Tale codice identificativo deve essere richiesto sia dalle persone fisiche che esercitano una libera professione (pensa, ad esempio, ai giornalisti o agli avvocati) sia dalle imprese che operano in qualsiasi settore produttivo consentito dall’ordinamento.

L’attribuzione della partita Iva

La richiesta di identificazione Iva assolve a esigenze fiscali e, quindi, deve essere presentata presso l’apposito ente: l’Agenzia delle Entrate. A tal fine, è necessario compilare uno dei modelli appositamente predisposti dal sistema tributario. La natura e le caratteristiche del documento variano a seconda della tipologia di richiedente: ad esempio, i soggetti tenuti all’iscrizione nel registro delle imprese devono riempire il modello AA9/12 utilizzando la comunicazione unica e devono inviare tutto per via telematica.

A seguito dell’istanza viene rilasciato un certificato di partita Iva con i dati relativi al soggetto di imposta, ossia:

  • codice fiscale del titolare o del rappresentante legale;
  • tipo di attività e sua denominazione;
  • numero di partita iva attribuito;
  • ufficio dell’agenzia delle entrate che ha rilasciato il certificato;
  • data e il luogo.

La procedura da avviare è rapida e snella: si conclude di regola nella stessa giornata in cui viene presentata la richiesta.

In caso di modifiche sopravvenute nella condizione lavorativa del titolare della partita Iva è possibile presentare un’istanza di modifica utilizzando lo stesso modello della dichiarazione di inizio attività. La stessa metodologia deve essere usata per la cancellazione.

La domanda di variazione o estinzione deve essere trasmessa entro trenta giorni dal momento in cui si sono verificati gli eventi che giustificano tale richiesta.

Verifica della partita Iva

Il portale dell’Agenzia delle Entrate consente di verificare la regolarità e la validità di una partita Iva. A tal proposito, occorre, però, fare delle precisazioni e delle differenziazioni.

Controllo della partita Iva comunitaria

La partita Iva comunitaria viene concessa agli operatori commerciali che effettuano cessioni nell’ambito intraeuropeo, ossia all’interno dell’area dell’Unione.

In alcuni casi, i professionisti o le imprese possono avere bisogno di verificare la validità del numero di identificazione dei clienti residenti in uno Stato membro diverso dal proprio. A tal fine, è possibile utilizzare il sistema VIES (Vat Information Exchange System – sistema di scambio informazioni relative all’Iva) validato dalla Commissione europea.

Le persone che vogliono intrattenere relazioni commerciali in tutta Europa devono essere necessariamente inserite in tale archivio. L’opzione per l’esercizio di queste operazioni può essere espressa contestualmente alla dichiarazione di inizio attività.

In particolare, devono fare richiesta di iscrizione:

  • tutti coloro che esercitano attività di impresa, professione o arte sul territorio nazionale;
  • i soggetti non residenti in Italia che presentano un’apposita dichiarazione per l’identificazione diretta a fini Iva oppure si identificano per mezzo di un legale rappresentante.

Nel nostro Paese il sistema Vies di identificazione della partita Iva comunitaria viene attivato attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate nella sezione relativa ai “Professionisti” alla voce “archivio vies“.

A fronte della richiesta di informazione presentata tramite internet, la procedura che viene attivata a livello internazionale è istantanea. Infatti, viene utilizzato un sistema protetto che rende la connessione sicura e permette subito di verificare la validità del numero digitato nell’apposito riquadro.

Controllo della partita Iva italiana

La verifica della partita Iva rilasciata in Italia deve essere effettuata, così come avviene per i codici comunitari, attraverso il portale dell’agenzia delle entrate. Il servizio è presente sul sito nell’area “servizi on line senza registrazione”.

Il servizio di controllo consente di conoscere le informazioni registrate nell’anagrafe tributaria riferite all’intestatario del numero di identificazione, ossia:

  • la validità della partita Iva e il suo stato: attiva, sospesa o cessata;
  • la denominazione o il nome e il cognome del suo titolare;
  • la data di inizio attività e le eventuali date di sospensione/cessazione;
  • l’eventuale appartenenza a un gruppo Iva.

Purtroppo, a oggi, l’Agenzia delle Entrate non si è dotata di un sistema di ricerca organico: le informazioni possono essere ottenute soltanto inserendo la sequenza identificativa nell’apposita stringa. Non sono ammesse operazioni inverse o di differente natura: non puoi, ad esempio, ricavare il numero di partita Iva dalla denominazione dell’impresa o dal codice fiscale del professionista.



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