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Come contestare una multa già pagata

1 Agosto 2020 | Autore:
Come contestare una multa già pagata

Interesse dello Stato al pagamento delle sanzioni e diritto del cittadino a proporre ricorso. Il necessario bilanciamento degli interessi in gioco. Quando la posizione dell’uno prevale su quella dell’altro.

Le situazioni che possono mandare su tutte le furie un’automobilista, anche il più serafico e tranquillo, sono più o meno uguali per tutti. I comportamenti pericolosi degli altri guidatori (e in alcuni casi anche dei pedoni) e le temutissime multe si trovano al vertice degli imprevisti più odiati. Se è vero che non puoi prevedere la condotta degli altri, non è altrettanto vero che non puoi prevenire le sanzioni. Infatti, se adotti gli accorgimenti imposti dal legislatore, difficilmente incorri in situazioni spiacevoli.

In teoria, ciascun conducente dovrebbe conoscere a menadito le regole più importanti del Codice della Strada e il significato della segnaletica sulla carreggiata. È quanto ti hanno insegnato alla scuola guida; se lo hai dimenticato, conviene fare un approfondito ripasso. A conti fatti, quando commetti un’infrazione, sei abbastanza consapevole dei rischi ai quali vai incontro. E questo aspetto riguarda non soltanto la salute personale (che puoi mettere in pericolo con manovre avventate), ma anche l’integrità economica.

Fatte salve le ipotesi più gravi per cui è prevista anche una responsabilità di tipo penale, quando fai il discolo e non rispetti le regole vieni punito dal sistema giuridico. In questo caso, l’ordinamento ti mette le mani in tasca e preleva una quantità di denaro più o meno elevata a seconda della pericolosità del tuo comportamento. In alcuni casi, però, ti è riconosciuta la possibilità di rimediare all’errore e di risparmiare: si parla di sanzione in misura ridotta. Ma cosa accade se ti penti dopo aver adempiuto al tuo obbligo pecuniario? Come contestare una multa già pagata?

Il codice della strada e il diritto di difesa

Il Codice della Strada, ossia il complesso di norme che disciplina la circolazione dei veicoli, impone ai guidatori di adottare precise regole di prudenza. Inoltre, esso vieta la realizzazione di manovre che possono compromettere la sicurezza delle persone e delle cose presenti sulla strada.

Per attuare tali principi, il legislatore ha introdotto una serie di prescrizioni che il conducente deve osservare. Queste sono accompagnate da altrettante sanzioni che possono essere applicate dalle forze dell’ordine in caso di trasgressione. In tali circostanze, la nozione di “polizia stradale “, richiamata dal Codice della Strada, è intesa in senso largo: essa si riferisce a tutti i corpi di sicurezza che possono esercitare un presidio sulla circolazione.

Ovviamente, nel mare magnum delle contravvenzioni, può capitare l’eventualità di una multa ingiusta o sproporzionata: pensa, ad esempio, alla sanzione per l’eccesso di velocità segnalato da un autovelox difettoso. Al di là delle ipotesi eccezionali, nella maggior parte dei casi, le multe sono conseguenza di una reale infrazione.

Il nostro ordinamento riconosce al guidatore la possibilità di tutelarsi. La nostra Costituzione, infatti, considera il diritto di difesa come sacro e inviolabile in tutte le fasi e i gradi di giudizio. Anche se in tale circostanza si fa riferimento alla responsabilità penale, questo principio può essere esteso a ogni settore del diritto e, quindi, anche alle violazioni del Codice della Strada. Ecco, perché, contro le sanzioni amministrative previste per la violazione delle regole sulla circolazione è riconosciuta la possibilità di proporre ricorso.

Le procedure per contestare le sanzioni 

Il legislatore riconosce all’automobilista sanzionato la facoltà di seguire due percorsi di tutela. In particolare, si tratta di due procedure alternative, nel senso che quando si ricorre a una si preclude definitivamente la possibilità di utilizzare l’altra.

Nel dettaglio, esse sono:

  • ricorso al Prefetto: per seguire tale procedura hai a tua disposizione un lasso di tempo piuttosto lungo. Il nostro ordinamento ti riconosce, infatti, la possibilità di presentare il ricorso entro 60 giorni dal momento della notifica del verbale con l’indicazione della sanzione. L’impugnazione può essere presentata personalmente o per il tramite di un legale e può essere recapitata all’ufficio competente a mano, attraverso il servizio postale o tramite pec;
  • ricorso dinanzi al giudice di pace: se decidi di rivolgerti all’autorità giudiziaria devi farti assistere da un avvocato. Il ricorso contro le sanzioni per violazione del Codice della Strada non rientra, infatti, tra le ipotesi in cui è riconosciuta la possibilità di stare in giudizio da soli. In tal caso, i termini per impugnare la multa sono più ridotti. Infatti, essi consistono in 30 giorni dal momento della notifica del verbale. A differenza del ricorso al Prefetto è prevista la possibilità di chiedere la sospensione cautelare dell’efficacia della sanzione fin quando la questione non viene definita nel merito (fino a quando cioè il giudice non decide se hai torto o ragione).

La multa pagata in forma ridotta

Veniamo adesso al cuore del problema e affrontiamo l’argomento che forse ti interessa di più.

Abbiamo visto che se vieni multato hai la possibilità di difenderti. Ma tale facoltà è riconosciuta anche se hai già pagato la sanzione? Sul punto, purtroppo, dobbiamo darti una risposta che non ti piacerà: non puoi impugnare la sanzione amministrativa se hai già pagato. In pratica non si può fare ricorso contro una multa già pagata.

Con tale comportamento, infatti, non solo hai ammesso tacitamente la tua colpa e ti sei assunto le tue responsabilità dinanzi al sistema, ma hai anche, e soprattutto, goduto di un beneficio economico: la riduzione della sanzione del 30% sull’importo originario. Facciamo ovviamente riferimento all’ipotesi del pagamento in misura ridotta. I termini per poter godere di tale vantaggio sono ovviamente molto ristretti: si parla di cinque giorni dal momento della notifica del verbale.

Il divieto di proporre ricorso in tal caso, oltre ad essere espressamente indicato dal Codice della Strada, è stato più volte ribadito dalla magistratura nelle sue numerose sentenze in materia. Tale principio, in particolare, è stato esteso anche all’ipotesi di pagamento effettuato per intero e, quindi, al di fuori delle circostanze di riduzione riconosciute dalla legge.

Questo non toglie che potresti tentare, dinanzi a vizi di macroscopica evidenza, che non richiedono alcuna interpretazione, la carta del ricorso in autotutela, ossia la richiesta di cancellazione della multa allo stesso organo accentratore che ti ha elevato il verbale. Nessuno ti garantisce che il ricorso sarà accolto, né che riceverai risposta, anche se esistono sentenze secondo cui la P.A., dovendo trattare tutti i cittadini allo stesso modo, senza discriminazioni, ma soprattutto senza speculare sui propri errori, sarebbe tenuta ad accogliere il ricorso in autotutela.

Una richiesta di questo tipo è da tenere distinta dal ricorso che si presenta dinanzi al Prefetto in quanto, in questo secondo caso, la richiesta viene fatta direttamente all’organo che ha elevato il verbale (come la polizia municipale).

Sollecito per una multa già pagata

Ipotesi diversa è quella in cui ti viene inviato un avviso di pagamento per una sanzione alla quale hai già adempiuto.

In tal caso, per ovvie ragioni, nessuno può chiederti di un ulteriore sacrificio economico. In questa ipotesi, infatti, hai già rimediato alla tua colpa. Ti è stata elevata una contravvenzione e tu hai fatto il tuo dovere: questo vale sia quando hai pagato in forma ridotta sia quando hai saldato l’intera cifra. Inoltre, tale principio si applica anche all’ipotesi in cui tu abbia proposto ricorso (in autotutela o di fronte al giudice) e sia stato condannato ad adempiere.

Se, dunque, hai già pagato la multa non temere: puoi levarti dall’impiccio attraverso un’istanza all’ente che ti ha inviato il sollecito. In questa circostanza, infatti, è sufficiente produrre una copia del bonifico o della ricevuta di avvenuto pagamento.



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