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Requisiti per ottenere l’accompagnamento

4 Maggio 2020 | Autore:
Requisiti per ottenere l’accompagnamento

Indennità di accompagnamento: cos’è, a chi spetta, a quanto ammonta, come si ottiene e come fare ricorso contro il verbale negativo.

Lo Stato riserva alcune agevolazioni alle persone che, purtroppo, a causa delle loro condizioni di salute, sono svantaggiate rispetto agli altri individui, ad esempio nella possibilità di ricercare un lavoro e di potersi mantenere con un proprio reddito. Nei confronti di tali soggetti interviene la legge disponendo una particolare normativa che prevede non solo agevolazioni sugli acquisti di beni necessari (si pensi, ad esempio, all’iva ridotta sull’acquisto dell’auto per il trasporto dei disabili), ma anche veri e propri benefici economici: è ciò che accade con l’indennità di accompagnamento.

Con questo articolo vedremo insieme quali sono i requisiti per ottenere l’accompagnamento; come ti spiegherò, non è sufficiente essere invalidi per poter ottenere questa particolare indennità: solamente alle persone cui è riconosciuto un certo grado di invalidità e che non siano capaci di deambulare o di provvedere a sé stessi spetta l’accompagnamento. Ciò significa che all’invalido non spetta di diritto l’indennità di accompagnamento. Approfondiamo questo argomento e vediamo cosa dice la legge.

Indennità di accompagnamento: cos’è?

L’indennità di accompagnamento è una prestazione economica che la legge attribuisce alle persone totalmente invalide che siano altresì incapaci di deambulare autonomamente oppure di provvedere da sé al compimento degli atti della vita quotidiana.

L’indennità di accompagnamento consiste nell’elargizione di una somma mensile che non fa reddito e non è pignorabile: si tratta, infatti, di una misura assistenziale ritenuta intoccabile dalla legge.

Inoltre, la predetta indennità prescinde da ogni requisito economico, cioè dal reddito posseduto dall’inabile, ed è indipendente dall’età.

Indennità accompagnamento: requisiti

Secondo la legge [1], l’indennità di accompagnamento spetta ai mutilati ed invalidi civili totalmente inabili per affezioni fisiche o psichiche, quando la commissione medica abbia accertato che questi soggetti si trovino nell’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, abbisognano di un’assistenza continua.

La medesima indennità è concessa agli invalidi civili minori di diciotto anni che si trovano nelle condizioni sopra indicate.

Invalido civile: quando spetta l’accompagnamento?

Secondo la legge [2], l’invalidità civile è riconosciuta a chiunque sia affetto da malattie che compromettono la normale capacità lavorativa, se la persona è in età da lavoro (cioè tra i diciotto e i sessantacinque anni e sette mesi), ovvero da renderlo incapace di svolgere le attività tipiche della sua età, qualora non rientrasse nella categoria anzidetta (quindi se minore di diciotto o maggiore di sessantacinque anni).

La persona riconosciuta invalida civile non ha diritto automaticamente all’indennità di accompagnamento: come detto nel paragrafo precedente, solamente alla persona totalmente inabile può spettare l’accompagnamento, a patto che sia stata anche accertata l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore (o con necessità di assistenza continua) oppure l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita.

Dunque, l’indennità di accompagnamento spetta solamente a colui il quale sia invalido civile al 100% e, alternativamente:

  • sia incapace di deambulare autonomamente;
  • sia incapace di compiere gli atti più comuni della vita di tutti i giorni (mangiare, lavarsi, ecc.).

Indennità di accompagnamento: a quanto ammonta?

Alla persona che si trovi nelle condizioni sopra descritte e alla quale sia riconosciuto il diritto all’indennità di accompagnamento spetta un assegno mensile pari a 520,29 euro (cifra aggiornata al 2020). Come già anticipato, non ci sono limiti di reddito per averne diritto.

Per i ciechi assoluti, l’assegno di accompagnamento è pari a 925,25 euro mensili (aggiornato al 2019)Anche in questo caso non sono previsti limiti di reddito per averne diritto.

L’accompagnamento viene corrisposta per dodici mensilità, a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda o dalla data indicata dalle commissioni sanitarie nel verbale di riconoscimento dell’invalidità civile inviato dall’Istituto.

Il pagamento dell’indennità viene sospeso in caso di ricovero a totale carico dello Stato per un periodo superiore a 29 giorni.

Accompagnamento: come si richiede?

L’indennità di accompagnamento non viene attribuita d’ufficio, cioè automaticamente, dall’Inps, ma soltanto su richiesta della parte interessata. Per la precisione, la persona che ritiene di possedere i requisiti sopra descritti deve recarsi dal proprio medico di famiglia per la compilazione online del certificato medico introduttivo, perché sia attestata la patologia invalidante.

Bisogna poi trasmettere telematicamente il certificato medico all’Inps, accedendo direttamente alla propria area personale mediante codice pin oppure tramite patronato o associazioni di categoria.

L’inps provvederà a fissare la visita medica di accertamento presso la commissione Asl integrata da un medico Inps. La commissione medica dovrà valutare la gravità della patologia (o delle patologie) e la capacità di incidere sulla vita dell’invalido.

Contro il verbale negativo è possibile fare ricorso in tribunale entro il termine di sei mesi dalla notifica dell’esito delle visita.

Il ricorso va presentato al tribunale territorialmente competente e consiste nella richiesta della nomina di un consulente tecnico d’ufficio (un medico legale) che rivaluti le condizioni di salute del ricorrente.

Nel caso di ulteriore esito negativo, è ancora possibile impugnare la perizia sfavorevole entro trenta giorni e procedere, entro ulteriori trenta giorni, con un ricorso nel quale bisogna contestare specificamente le risultanze della visita ed, eventualmente, chiedere al giudice il rinnovo delle operazioni peritali (cioè, una nuova consulenza tecnica). Sarà poi il tribunale, con sentenza, a stabilire se l’invalidità spetti o meno e in che percentuale.


note

[1] Legge n. 18 del 11.02.1980.

[2] Legge n. 118 del 30.03.1971.

Autore immagine: Canva.com


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