Coronavirus: potremmo averne per un paio di anni

2 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: potremmo averne per un paio di anni

Lo studio delle precedenti pandemie propone diverse ipotesi: due su tre dicono che arriveranno altre ondate di contagi, alcune forse più gravi.

Il coronavirus resterà nelle nostre vite finché almeno il 60-70% della popolazione non sarà contagiato o vaccinato, cià non sarà immune. Lo sostiene il Cidrap, il Center for Infectious Disease Research and Policy dell’Università dello Stato americano del Minnesota. Secondo i calcoli di questo istituto, dunque, il Covid-19 non scomparirà prima di 18 o 24 mesi.

Gli scienziati sono arrivati a queste conclusioni sulla base degli studi sulle principali pandemie dal 1700 ad oggi. Sette di queste hanno registrato un picco immediato sceso, successivamente, senza un intervento umano. C’è sempre stato, circa sei mesi dopo il primo, un secondo picco, non necessariamente così alto come quello iniziale. Gli scienziati hanno posto particolare attenzione sulla pandemia del 1968, cioè l’unica con un modello stagionale che può considerarsi simile a quella attualmente in corso: una prima ondata durante l’autunno-inverno ed una seconda ondata nella stessa stagione successiva, come si teme succederà anche questa volta. Da qui si arriva alla prima conclusione, cioè a quella secondo cui il Covid-19 non scomparirà del tutto prima di un anno e mezzo o due anni, cioè prima che l’immunità di gregge si sviluppi tra la popolazione fino ad arrivare ad un 60-70%.

Che cosa potrà succedere, dunque? Dipende da quanto saranno efficaci le misure di controllo. La prima ipotesi presa in considerazione dagli studiosi è che all’attuale ondata di contagi ne seguano altre di minore intensità, con una graduale diminuzione durante il 2021. Queste fasi possono variare da un punto di vista geografico in base alle misure di contrasto adottate e poi allentate. Non si escluderebbe, comunque, il ritorno di provvedimenti di contenimento dei contagi come quelli che sono stati approvati negli ultimi mesi.

La seconda possibilità ventilata dagli scienziati americani è che il peggio debba ancora arrivare, cioè che all’attuale ondata di infezione ne segua un’altra più violenta quest’autunno o, al massimo, durante l’inverno 2020. Altre successive ondate meno gravi si susseguirebbero durante il 2021. Un po’ come quello che era successo un secolo fa con al Spagnola. In questo contesto sarebbero necessarie delle misure di contenimento più rigide, per non compromettere l’attività degli ospedali e dei sistemi sanitari.

Infine, la terza ipotesi è che l’ondata che stiamo vivendo vada lentamente a scemare. Una probabilità che stupirebbe la comunità scientifica, perché non si è mai verificata nelle precedenti pandemie. Ma c’è sempre una prima volta.

Quel che è certo, concludono gli studiosi del Minnesota, è che il coronavirus continuerà a circolare, magari facendo meno danni rispetto ad oggi.



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