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Cos’è il debito pubblico e perché cresce

17 ottobre 2013


Cos’è il debito pubblico e perché cresce

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 ottobre 2013



Il debito pubblico italiano cresce di anno in anno soprattutto a causa degli interessi: questi vengono pagati sulle obbligazioni emesse dallo Stato e che il nostro Paese riesce appena a coprire.

Di questi tempi si sente parlare spesso di debito pubblico e di come esso costituisca il principale ostacolo alla crescita del nostro Paese. Si tratta sostanzialmente del debito contratto dallo Stato per mandare avanti la pubblica amministrazione e far fronte agli impegni politici, assistenziali e internazionali.

Ma perché il debito cresce di anno in anno, nonostante la linea di austerity e i tagli adottati dagli ultimi governi? Certo, una delle ragioni è la politica sprecona, che sperpera il denaro proveniente dalle tasse, spendendo più di quanto incassa e generando così un enorme debito.

Al di là dei noti sprechi e dell’inefficienza di certe amministrazioni (che fanno lievitare le uscite), c’è anche il fatto dell’evasione e del mancato recupero dei crediti (che fanno diminuire le entrate).

Tuttavia se confrontiamo quanto l’Italia spende per sanità, istruzione, giustizia, difesa, ecc. rispetto a quanto spendono le altre nazioni a noi paragonabili, vediamo che l’Italia ha delle spese del tutto in linea, ed anzi spesso leggermente inferiori, alle altre nazioni [1].

Ma allora qual è la principale ragione del costante aumento del debito?

Sono gli interessi che lo Stato paga sul debito stesso. Come il cliente di una banca che, quando ottiene un prestito, deve mensilmente restituire all’Istituto di credito una parte del capitale e gli interessi, anche per lo Stato vale la stessa regola.

In questo caso, chi presta i soldi allo Stato sono gli stessi cittadini e gli altri Paesi che acquistano le nostre obbligazioni (titoli di Stato come, per esempio, i Bot). Costoro vedono l’altro lato della medaglia: gli interessi – che per il nostro Paese sono il male – per loro sono l’investimento.

Pertanto,  una parte degli interessi che lo Stato paga sul debito pubblico vanno in tasca a cittadini che hanno risparmiato e che magari integrano i loro redditi per mantenere un tenore di vita accettabile, ma la parte maggiore di queste risorse se ne vanno all’estero (molti Stati hanno acquistato il nostro debito). Questo è ciò che è successo negli ultimi 20 anni.

Dunque, la causa principale del debito pubblico sono gli interessi. Se non vi fossero stati interessi (o almeno non così alti) il debito pubblico oggi non esisterebbe.

note

[1] Per l’istruzione, ad esempio, l’Italia spende mediamente poco meno del 10% del totale delle spese quando la media complessiva è intorno al 12%. Sulla sanità la spesa è intorno al 14% e la media è superiore al 15%. Sulla protezione sociale (le pensioni) la media è intorno al 17% e noi siamo intorno al 18%. Ci sono senza dubbio degli sprechi nella sanità, nella giustizia, nella difesa, ecc.

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2 Commenti

  1. secondo questo principio quindi , le ziende falliscono, la gente è senza lavoro e non sa come sopravvivere , solo perché ad alcuni semplici cittadini come noi , che hanno deciso di investire i soldi in banca e non comprando una seconda casa come hanno fatto la maggior parte di chi aveva un gruzzoletto sia garantito loro il guadagno ? a me non quadrano i conti. …

  2. Caro Cosimo, i conti non tornano neanche a me, leggendo quello che hai scritto. Ammazza che italiano! Non si capisce niente. Ma hai riletto quello che hai scritto?

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