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Aumento capitale Srl: conseguenze mancato versamento socio

9 Maggio 2020
Aumento capitale Srl: conseguenze mancato versamento socio

Una s.r.l. ha un capitale di € 20.000 e due soci al 50%. L’anno 2018 si chiude con una perdita di € 1.500.000. A luglio 2019 si tiene l’assemblea straordinaria per la copertura della perdita e la sottoscrizione del nuovo capitale per € 200.000.

Il socio “a” versa i 750.000 euro per la copertura della perdita ed i 100.000 per il nuovo capitale. Ad oggi, il socio “b” non ha ancora versato nulla. Può considerarsi perfezionata la delibera straordinaria od occorre provvedere all’abbattimento del nuovo capitale?

Da quanto leggo, a mio avviso, occorre provvedere all’abbattimento del nuovo capitale, a meno che lo Statuto preveda una regola differente.

Gli articoli da prendere a riferimento sono tre:

  • l’art. 2482 ter del codice civile, per il quale se, per la perdita di oltre un terzo del capitale, questo si riduce al di sotto del minimo stabilito dalla legge, gli amministratori devono senza indugio convocare l’assemblea per deliberare la riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al detto minimo;
  • l’articolo seguente, il 2482 quater del codice civile, secondo il quale, in tutti i casi di riduzione del capitale per perdite è esclusa ogni modificazione delle quote di partecipazione e dei diritti spettanti ai soci.
  • l’art. 2481-bis, comma 4º, del codice civile, ai sensi del quale i sottoscrittori dell’aumento di capitale devono versare alla società almeno il 25% della parte di capitale sottoscritto, e, se previsto, l’intero sovrapprezzo.

Secondo l’interpretazione che è stata data dalla giurisprudenza ai tre articoli sopra citati, il perfezionamento dell’atto si verificherebbe nel momento in cui avviene il versamento del 25% e, se previsto, dell’eventuale sovrapprezzo, non producendo effetti la sola sottoscrizione.

Secondo il Tribunale di Torino (7 luglio 2010), in sede di aumento di capitale di una s.r.l., conseguente a una reintegrazione dello stesso per perdite ex art. 2482 ter e quater c.c., la sottoscrizione operata può dirsi valida solo qualora concorra con essa il versamento del 25% dei conferimenti: ne consegue che l’omessa prestazione di tale versamento comporta, quale logico corollario, la perdita della qualità di socio e la conseguente preclusione per il medesimo ad esperire l’azione di responsabilità verso gli amministratori.

Infatti, il versamento di almeno il 25% è considerato quale evento cui è condizionata sospensivamente la modifica statutaria, ritenendo il versamento minimo condizione parziale di adempimento dell’obbligazione, vincolato ad una sorta di termine essenziale.

Il mancato versamento e, quindi, la sola sottoscrizione, provoca quale conseguenza lo scioglimento del vincolo contrattuale (societario) e la liberazione immediata del sottoscrittore inadempiente all’obbligo del versamento.

Tra l’altro, ci sarebbe un ulteriore problema, in quanto vige il diritto di sottoscrizione proporzionale dell’aumento del capitale al fine di mantenere inalterati i rapporti all’interno della compagine sociale.

Quindi, salva espressa previsione contraria da parte dell’assemblea dei soci, l’aumento di capitale deve ritenersi inscindibile, con la conseguenza che ai soci non è consentito sottoscrivere l’aumento per un importo parziale, in misura non proporzionale alla partecipazione; ciò che si verrebbe a creare con un aumento unipersonale del capitale.

A mio avviso, quindi, occorrerebbe provvedere alla riduzione del capitale inizialmente deliberato, con le dovute conseguenze per il socio inadempiente, a meno che – ribadisco – non siano previste deroghe, o differenti previsioni nello statuto societario.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Salvatore Cirilla



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