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Convivenza con cittadina spagnola: necessario accordo scritto?

9 Maggio 2020
Convivenza con cittadina spagnola: necessario accordo scritto?

Sono cittadino Italiano, e la mia ragazza è cittadina Spagnola: in UK abbiamo convissuto per più di un anno. Io sono tornato stabilmente in Italia, e lei vorrebbe raggiungermi.

Stipulare una “convivenza di fatto” (legge Cirinnà) con lei sarebbe possibile? Questo le permetterebbe di soggiornare in Italia oltre i tre mesi come mio famigliare? Invece, contrarre con lei una Parejas de Hecho in Spagna glielo permetterebbe? Quali altri modi ha per soggiornare in Italia oltre i tre mesi?

Per vivere insieme in un paese UE non avrete bisogno di particolari accortezze, visto che entrambi siete cittadini dell’Unione Europea.

Grazie al trattato dell’Unione Europea oggi vigente, ogni cittadino dell’Unione ha il diritto di circolare, soggiornare liberamente nel territorio degli stati membri, cercare lavoro in un qualsiasi paese europeo, soggiornare a prescindere dall’esistenza di un lavoro, godendo della parità di trattamento con i cittadini di quel paese.

L’unico problema potrebbe sorgere se, decorsi tre mesi dalla presenza in Italia, o in Spagna, il cittadino ospitante continui a non svolgere attività lavorativa. In questo caso, occorrerà dimostrare di avere sufficienti mezzi di sostentamento e una copertura sanitaria anche mediante polizza assicurativa privata.

Ovvio che questi mezzi di sostentamento possono derivare dal lavoro del proprio compagno, o da terzi, non essendo richiesto lo svolgimento diretto una mansione per stabilmente soggiornare in altro paese UE.

Dopo aver soggiornato nel paese in cui non si è cittadini per più di cinque anni, la persona acquisirà automaticamente il diritto al soggiorno permanente nel paese in questione, non dovendo più giustificare la sua presenza.

Gli unici casi di espulsione riguardano motivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza, ma solo se si è in grado di dimostrare che il cittadino di altro paese UE rappresenti una minaccia reale, attuale e sufficientemente grave da pregiudicare un interesse fondamentale del paese ospitante.

Fatta questa premessa, nel Vostro caso, non c’è alcun ostacolo che possa essere posto per la Vostra regolare convivenza, sia in Italia, che in Spagna, a prescindere da un contratto di convivenza, sì utile, ma non necessario come per chi, cittadino extracomunitario, abbia la necessità di ricongiungersi al proprio convivente.

La questione del sostentamento economico è facilmente superabile visto che, almeno uno di Voi, dovrà in qualche modo lavorare per vivere. Ad ogni modo, la questione lavorativa non sarebbe neanche necessaria, visto che è possibile dimostrare che il proprio soggiorno è finanziato stabilmente da aiuti di parenti, o di terzi; questo di per sé sarà sufficiente per giustificare la Vostra presenza.

Quello che occorrerà fare, sia che decidiate di stabilirvi in Italia, o in Spagna, è di iscrivervi presso l’ufficio anagrafe competente, in modo tale da essere individuati e registrati, come coppia convivente.

Poi, il contratto di convivenza può essere sempre importante, in quanto permetterebbe a Voi di stabilire delle condizioni economiche e sociali al Vostro rapporto, senza dover necessariamente provvedere al matrimonio; ribadisco, però, che non è necessario per vivere insieme all’interno di uno dei paesi UE.

Se doveste decidere di procedere comunque con la stipula di un contratto di convivenza, che meglio tuteli la Sua compagna, Le ricordo che l’accordo dovrà essere autenticato da un legale, o altro pubblico ufficiale, per poi essere trasmesso all’ufficio anagrafe di residenza familiare.

Articolo tratto dalla consulenza dell’avvocato Salvatore Cirilla



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