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Parcheggio bici normativa

4 Maggio 2020 | Autore:
Parcheggio bici normativa

Consigli, normativa e approfondimenti sulla circolazione dei veicoli a due ruote. Disposizioni sulla sosta e procedure da seguire.

Ami la bicicletta e la usi per ogni esigenza: casa, lavoro, spesa, passeggiata? È un veicolo che ti consente di conciliare il bisogno di attività fisica e di contatto con la natura con la necessità di trovare un parcheggio rapido e di spostarti da un posto a un altro? Ti piace fare delle escursioni con tutta la tua famiglia?

Se questa è la tua situazione, allora il nostro articolo fa al caso tuo. Devi, infatti, sapere che in Italia sono presenti delle disposizioni di legge che possono interessarti.

In particolare, intendiamo occuparci del parcheggio della bici e della normativa. Se sei convinto che non esistano delle prescrizioni sulla sosta di tali veicoli, dobbiamo contraddirti. A differenza di quanto pensi, non sei libero di lasciare la tua bicicletta dove ti fa più comodo. Anche se ci sono degli spazi disponibili non è scontato che possano essere utilizzati per tale scopo. Il nostro legislatore presta particolare attenzione alla circolazione di tutti i mezzi di trasporto e alla loro ordinata sistemazione sulle strade.

Vediamo nel dettaglio quali sono le norme alle quali facciamo riferimento.

Bicicletta: definizione giuridica e caratteristiche strutturali

Secondo il Codice della Strada [1], le biciclette sono velocipedi a due o più ruote funzionanti con la sola forza dei muscoli. L’energia fisica viene attivata attraverso l’utilizzo di pedali o di altri mezzi analoghi azionati direttamente dalle persone che si trovano sul veicolo. In tale definizione vengono fatte rientrare le biciclette con pedalata assistita, dotate di un motore elettrico in aiuto alla forza muscolare che non eccede un determinato voltaggio (0,25 kw).

Tali mezzi di trasporto non possono superare le dimensioni imposte dal legislatore (1,30 m di larghezza, 3 m di lunghezza e 2,20 m di altezza) e devono essere dotate di specifiche caratteristiche costruttive e funzionali [2]. Queste ultime, nel dettaglio, sono:

  1. per la circolazione: gli pneumatici;
  2. per la frenatura: dei dispositivi indipendenti per ciascun asse che agiscono in maniera pronta e sicura sulle rispettive ruote;
  3. per le segnalazioni acustiche: il campanello;
  4. per le segnalazioni visive: le luci bianche o gialle poste nel lato anteriore e le luci e i catarifrangenti rossi nel lato posteriore; inoltre, i pedali e i laterali della bici devono essere dotati di segnalatori gialli.

Le luci devono essere accese nelle ore serali e del tardo pomeriggio (e, quindi, quando la visibilità è ridotta a causa dell’oscurità) nonché di giorno quando è richiesto dalle condizioni atmosferiche.

Le biciclette possono essere attrezzate per il trasporto dei bambini con mezzi appositi (si tratta di specifici seggiolini). Tuttavia, quando tali veicoli possiedono più ruote e sono destinati alla circolazione di più persone, oltre al conducente, devono essere omologate secondo le indicazioni fornite dal ministero dei Trasporti.

La violazione delle disposizioni legislative sulle caratteristiche dei velocipedi è sanzionata dal punto di vista amministrativo. La pena, che varia a seconda delle trasgressioni commesse, va da un minimo di 24 a un massimo di 168 euro. Tale cifra è aumentata per la commercializzazione di veicoli non conformi al dettato normativo (si va da un minimo di 419 a un massimo di 1682 euro).

Le regole per la circolazione delle bici

Le bici sono considerate dei veicoli [3] al pari delle automobili, seppur con le dovute differenze. Esse sono, dunque, sottoposte a tutte le regole di circolazione previste per i conducenti delle macchine a motore. A queste norme si affiancano, poi, delle disposizioni dettate con specifico riguardo ai velocipedi [4].

In particolare, i ciclisti devono:

  • circolare su un’unica fila (soprattutto se si trovano nei centri abitati) o, al limite, uno accanto all’altro per un massimo di due persone;
  • mantenere libero l’uso delle braccia e tenere il manubrio con almeno una mano;
  • trasportare altre persone soltanto quando la bicicletta è adibita a tale scopo ed è omologata;
  • condurre animali o farsi trainare da altri veicoli soltanto nei casi espressamente stabiliti dal Codice della Strada (gli animali, ad esempio, devono essere custoditi in apposite gabbie);
  • transitare sulle piste ciclabili in tutte le circostanze in cui esse sono presenti.

Infine, ti dobbiamo ricordare che quando vai in bicicletta puoi portare con te degli oggetti soltanto se non intralciano la tua guida e sono saldamente ancorati al veicolo. Inoltre, se circoli fuori dal centro abitato mezz’ora prima dell’alba o dopo il tramonto oppure all’interno di gallerie devi indossare un giubbotto o delle bretelle retroriflettenti ad elevata luminosità.

Il parcheggio dei mezzi a due ruote

Nella loro qualità di veicoli, anche alle biciclette si applicano i divieti contenuti nel Codice della Strada sulla sosta e il parcheggio. Su questo argomento, però, è necessario operare una distinzione iniziale tra i seguenti concetti:

  • arresto: la marcia del veicolo viene interrotta per esigenze connesse alla circolazione (pensa, ad esempio, alle code chilometriche che si creano in autostrada al rientro dalle vacanze estive);
  • fermata: la marcia del veicolo viene interrotta provvisoriamente per garantire il carico o lo scarico di merci oppure la salita o discesa di persone o per esigenze di brevissima durata (ti è mai capitato che a tuo figlio scappi improvvisamente la pipì e devi fermarti sul ciglio della strada?). In tali casi, è necessario che non si crei intralcio al transito degli altri mezzi di trasporto e che il conducente sia pronto a riprendere subito la circolazione;
  • sosta: la marcia del veicolo viene interrotta per un periodo di tempo prolungato.

Fatte queste premesse, concentriamo l’attenzione sul parcheggio dei velocipedi e individuiamo le aree in cui è fatto divieto.

Secondo quanto stabilito dal legislatore, i ciclisti non possono sostare la propria bicicletta [5]:

  1. in prossimità o in corrispondenza di passaggi a livello o sui binari delle linee ferroviarie o dei tram;
  2. nelle gallerie e nei sotto o sovra passaggi;
  3. in prossimità della segnaletica stradale o semaforica così da oscurarne o limitarne la visibilità;
  4. sui marciapiedi, salva diversa segnalazione;
  5. nelle zone di intersezione delle strade;
  6. nelle aree destinate alla ricarica dei veicoli elettrici;
  7. allo sbocco dei passi carrabili;
  8. negli spazi riservati allo stazionamento degli autobus o degli altri mezzi di linea;
  9. sulle banchine, salvo diversa segnalazione;
  10. nelle corsie riservate ai mezzi pubblici;
  11. davanti ai cassonetti dei rifiuti urbani;
  12. negli spazi riservati alle soste di emergenza o ai servizi di igiene pubblica;
  13. nelle zone a traffico limitato, salvo la presenza di autorizzazione;
  14. nelle aree pedonali urbane;
  15. nelle aree destinate al mercato nei giorni e nelle ore stabilite.

Inoltre, rientra nell’ambito della più generale nozione di prudenza evitare la sosta in tutte quelle aree, anche non espressamente menzionate dal codice, in cui si intralcia o si mette a repentaglio la sicurezza della circolazione stradale.

Bada bene: anche se sei in bici, non sei esonerato da responsabilità per eventuali infrazioni. Infatti, la violazione di tali disposizioni porta all’applicazione di una multa per divieto di sosta.


note

[1] art. 50 CdS

[2] art. 68 CdS

[3] art. 47 CdS

[4] art. 182 CdS

[5] art. 158 CdS


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