Diritto e Fisco | Articoli

Prescrizione visita specialistica urgente

4 Maggio 2020 | Autore:
Prescrizione visita specialistica urgente

Il servizio sanitario nazionale, liste d’attesa e accertamenti medici. Quali sono le procedure da seguire per accelerare i tempi delle indagini cliniche.

Quando si va dal medico, per controlli di routine o per disturbi particolari, si spera sempre di essere in buona salute. Le indagini che si fanno hanno l’obiettivo di scongiurare ogni pericolo e di intervenire tempestivamente in caso di necessità.

Analisi del sangue, ecografie, lastre, anamnesi familiare sono le normali prescrizioni del medico di base. Tuttavia, delle volte, può essere necessario approfondire alcuni aspetti che risultano anomali o fuori dai consueti parametri.

In tali circostanze, può essere importante procedere con la prescrizione di una visita specialistica urgente. Tale ipotesi rientra tra le facoltà dei dottori di famiglia e tra i diritti riconosciuti dal servizio sanitario nazionale ai pazienti.

Ma quali sono le procedure da seguire? Come sai, per alcuni accertamenti esistono delle liste di attesa molto lunghe. Per evitare perdite di tempo sono, quindi, predisposti dei codici di prenotazione.

Il servizio sanitario nazionale

La salute rientra tra i diritti fondamentali dell’essere umano; essa è garantita e tutelata direttamente dalla nostra Costituzione.

Tale prerogativa deve essere riconosciuta a tutti coloro che si trovano sul territorio dello Stato: cittadini e stranieri, ricchi e poveri, giovani e adulti. Si tratta, insomma, di una posizione che non può mai essere compressa dallo Stato, a meno che non vi siano ragioni di sicurezza per la collettività (pensa, ad esempio, all’obbligo dei vaccini o alle limitazioni alla libertà personale dettate in caso di pandemia).

Per attuare tale principio fondamentale, in Italia è stato adottato un sistema sanitario che ha carattere nazionale e le cui prestazioni, come regola generale, vengono erogate a titolo gratuito. Tuttavia, ad alcuni soggetti può essere richiesto di contribuire alle spese sostenute in tale settore dallo Stato e dalle Regioni. Ecco perché chi ha un reddito superiore alla soglia minima prevista per legge è tenuto a pagare il famoso ticket. In tutti gli altri casi, si ravvisano le condizioni che giustificano un’esenzione: i padri Costituenti, infatti, hanno imposto alla Repubblica di tutelare il diritto alla salute degli indigenti.

I principi del servizio sanitario

Il servizio sanitario nazionale, istituito nel 1978 [1], accoglie una nozione di salute onnicomprensiva. Essa viene intesa come benessere sia dell’individuo sia della collettività e si riferisce tanto alla dimensione fisica quanto all’aspetto psicologico. In altri termini, si tratta della filosofia che, a livello internazionale, muove l’azione dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Tale sistema è ispirato a tre valori essenziali:

  • eguaglianza: tutti gli individui devono poter accedere alla sanità senza distinzioni relative alle condizioni sociali, economiche e personali;
  • universalità: le prestazioni mediche devono essere riconosciute a tutta la popolazione;
  • equità: di fronte ad analoghe esigenze di salute deve essere garantita ai cittadini parità di accesso al servizio sanitario.

In attuazione di tali principi, l’organizzazione del servizio è ripartita tra Stato e Regioni: il primo individua i livelli essenziali di assistenza; le seconde programmano e gestiscono il sistema di cura nell’ambito del proprio territorio.

Prenotazioni esami e tempi di attesa

Quando bisogna prenotare una visita specialistica presso una struttura sanitaria pubblica, occorre prendere come punto di riferimento il principio di equità. Infatti, a tutte le persone deve essere garantita la possibilità di accedere alle prestazioni in maniera equa e secondo tempi ragionevoli. Questo almeno in teoria: purtroppo sono note a tutti le lacune presenti in alcune Regioni.

In linea di massima, è comunque possibile individuare una procedura standard che deve essere attivata per fare le prenotazioni. In tutti i casi, infatti, è necessario rivolgersi al Cup, ossia al centro unico prenotazioni che gestisce le visite dell’ambito territoriale in cui ha competenza (pensa, ad esempio, a una città metropolitana). Inoltre, è compito di tale ufficio smistare le richieste presso le strutture sanitarie più vicine o che garantiscono la prestazione in tempi più rapidi.

La richiesta al Cup può essere effettuata:

  • direttamente allo sportello;
  • attraverso le farmacie abilitate;
  • per telefono utilizzando il numero verde;
  • on line (nei casi in cui tale servizio è previsto).

Le visite specialistiche urgenti

Se devi effettuare una prenotazione per una visita specialistica in una struttura pubblica, devi essere in possesso della prescrizione del tuo medico di famiglia. Quando il professionista si rende conto che è necessario fare degli approfondimenti per conoscere la natura e le cause di una patologia o di un disturbo, provvede a chiedere un consulto a uno specialista del settore.

In tal caso, grazie alla documentazione medica in tuo possesso, accedi a una lista di attesa e vieni collocato in graduatoria. La posizione che ti viene assegnata varia a seconda dell’urgenza della diagnosi e, quindi, del codice applicato dal medico sulla prescrizione. Esiste, infatti, un preciso piano organizzativo basato sulla seguente identificazione:

  • lettera P: fa riferimento alle visite di controllo programmate e non urgenti;
  • lettera D: indica che le prestazioni che possono essere differite senza compromettere la salute del paziente;
  • lettera B: si applica alle indagini che devono essere fatte in tempi brevi (entro 10 giorni dalla richiesta di prenotazione);
  • lettera U: si riferisce alle visite urgenti, ossia a quelle che, per la gravità della condizione psico-fisica del soggetto, devono essere eseguite entro 72 ore dalla richiesta del paziente. La prenotazione, in questo caso, deve essere effettuata entro 48 ore dalla prescrizione medica; viceversa si decade dal beneficio.

Con specifico riferimento a queste ultime ipotesi, non è sempre possibile utilizzare il codice dell’urgenza. È, infatti, indispensabile che l’esame richiesto rientri tra le aree prioritarie di intervento indicate dal servizio sanitario. Tra queste è possibile ricordare, ad esempio, le patologie cardiocircolatorie o i tumori. In ogni caso, è possibile prenotare visite specialistiche anche in Regioni diverse da quella di appartenenza (pensa, ad esempio, agli ospedali specializzati in determinate malattie). In questa ipotesi, occorre rivolgersi al cup dell’ambito territoriale di interesse.

In materia, è importante ricordare una possibilità riconosciuta dalla legge, ma poco nota ai cittadini. Se il servizio pubblico non è in grado di fornire una prestazione nei tempi richiesti dai codici di prenotazione, il paziente può rivolgersi al servizio privato addebitando le spese al sistema sanitario locale [2]. L’utente, in questo caso, sarà tenuto a pagare soltanto il ticket.


note

[1] L. n. 833 del 23.12.1978 “Istituzione del servizio sanitario nazionale”

[2] D.Lgs. n. 124 del 29.04.1998 “Ridefinizione del sistema di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie e del regime delle esenzioni, a norma dell’articolo 59, comma 50, della L. 27 dicembre 1997, n. 449”


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube