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Circolazione con patente scaduta: come tutelarsi?

9 Maggio 2020
Circolazione con patente scaduta: come tutelarsi?

La mia patente, scaduta ad ottobre 2019, è ancora in corso di rinnovo perché la commissione medica ha richiesto ulteriori accertamenti sanitari. Qualche giorno fa la polizia mi ha sanzionato in base all’articolo 116, comma 15, del Codice della Strada perché avrei circolato con patente scaduta e non rinnovata per assenza dei requisiti fisici e psichici. Oltre ad una pesante sanzione economica (oltre 5.000 euro) ho subito anche il fermo amministrativo del mio autoveicolo per tre mesi. Cosa posso fare?

Iniziamo con il dire che con il verbale che le è stato elevato:

  • le è stata contestata la violazione dell’articolo 116, commi 15 e 17, del Codice della Strada (cioè la guida con patente scaduta e non rinnovata per mancanza dei prescritti requisiti)
  • e le è stata inflitta di conseguenza la sanzione pecuniaria di oltre euro 5.000,00 oltre al ritiro della patente di guida ed alla sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per mesi tre,

ebbene, con riguardo a questo verbale ed alle relative contestazioni, occorre dire che per poter contestare la violazione dell’articolo 116, comma 15, del Codice della Strada, la Polizia deve aver preliminarmente accertato che:

  • o che la patente di guida le era stata già revocata (e occorre anche che il provvedimento di revoca le fosse stato già notificato a seguito di esito negativo della procedura di revisione della patente);
  • oppure che fosse stata già accertata a suo carico la inidoneità alla guida da parte della commissione medica locale per la perdita dei requisiti fisici e/o psichici necessari (tenga conto che in base all’articolo 311 del regolamento di esecuzione del Codice della strada se il medico accertatore ritiene non sussistenti i requisiti di idoneità per il rilascio o la conferma di validità della patente deve rilasciare all’interessato un’attestazione motivata).

Quindi, riassumendo, per poter contestare (a lei come a chiunque) la violazione dell’articolo 116, comma 15, occorre:

  • che la patente non sia mai stata conseguita;
  • o che la patente sia stata revocata con formale provvedimento notificato all’automobilista;
  • o che la patente non sia stata rinnovata, ad esempio per perdita dei requisiti fisici e/o psichici, al termine della procedura di rinnovo o di revisione (ed in questo caso il medico deve rilasciare, come le dicevo, apposita attestazione motivata).

Dal verbale elevato dalla Polizia emerge che la sua patente non le sarebbe stata rinnovata per mancanza dei prescritti requisiti non essendosi lei sottoposto alla prescritta visita medica presso c.m.l. (commissione medica locale).

Devo perciò ipotizzare che, svolgendo i suoi accertamenti, la Polizia abbia acquisito documentazione dalla quale emergerebbe che la sua patente, già da prima della contestazione del verbale che analizziamo, non potesse più esserle rinnovata per intervenuto definitivo accertamento della mancanza dei requisiti fisici e/o psichici.

Se, invece, alla data in cui il verbale le è stato consegnato non fosse esistito alcun provvedimento formale di già accertata definitiva impossibilità di rinnovo della patente per mancanza dei requisiti di idoneità fisica e/o psichica (o di già avvenuta revoca della sua patente), la Polizia avrebbe errato nel contestarle la violazione dell’articolo 116, comma 15, del Codice della Strada che, ripeto, presuppone che la patente o non sia mai stata conseguita, o che sia stata già revocata o che non sia più rinnovabile.

Occorre, perciò, che lei verifichi l’esito degli accertamenti medici a cui si stava sottoponendo per accertarsi se effettivamente (come sembrerebbe dal verbale elevato dalla Polizia) la sua patente non le sia stata rinnovata.

Se, invece, risultasse che alla data della contestazione la commissione medica locale non avesse ancora adottato alcun provvedimento formale nei suoi confronti (e la sua patente risultasse quindi non revocata oppure risultasse ancora rinnovabile perché non era stato ancora pronunciato in quella data alcun giudizio di perdita dei requisiti fisici e psichici), lei avrebbe la possibilità di impugnare il verbale, dinanzi al Giudice di Pace competente, per chiedere non solo l’annullamento della sanzione pecuniaria ma anche di quella accessoria del fermo amministrativo di mesi tre.

Le evidenzio, infine, che se ci fossero i margini (che le ho appena indicato) per impugnare il verbale, per poter ottenere la disponibilità dell’autoveicolo anche prima della sentenza definitiva (per la quale occorrono almeno cinque – sei mesi) il legale che dovesse eventualmente assisterla dovrebbe puntare tutto sulla cosiddetta sospensione dell’efficacia esecutiva del verbale e cioè sulla decisione (adottata dal Giudice) che, in attesa della sentenza finale (che arriva dopo svariati mesi), sospende il verbale fin dall’inizio della causa.

Tenga conto tuttavia che la sospensione del verbale (e, quindi, la sospensione del fermo amministrativo che le permetterebbe di poter disporre liberamente del suo automezzo) può essere concessa dal Giudice solo se viene dimostrato da chi impugna il verbale che, in assenza della sospensione, egli subirebbe immediatamente un danno grave ed irreparabile.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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