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Abuso di autorità polizia: come difendersi

4 Maggio 2020 | Autore:
Abuso di autorità polizia: come difendersi

Abuso di potere delle forze dell’ordine: come tutelarsi? Come comportarsi in caso di arresto o di perquisizione illegittima? Si può reagire per difendersi?

Le forze dell’ordine sono istituite appositamente per contrastare gli illeciti, cioè per perseguire le trasgressioni alle norme di legge. Le autorità dunque intervengono ogni volta che c’è qualcosa che non va e, se è stato commesso un crimine, devono darne segnalazione immediata all’autorità giudiziaria, cioè alla Procura della Repubblica. Tuttavia, può succedere che qualche pubblico ufficiale abusi del proprio potere e finisca per commettere egli stesso un’azione illegale. Come contestare gli abusi della polizia?

Con questo articolo vedremo come è possibile difendersi dall’abuso di potere posto in essere da un pubblico ufficiale appartenente alle forze dell’ordine. In altre parole, se un poliziotto ti contesta un fatto che non hai commesso, cosa puoi fare? Se un pubblico ufficiale ti costringe a mostrargli cos’hai in borsa, come puoi opporti? C’è un modo per far valere i propri diritti contro chi esercita con prepotenza il proprio potere senza il rischio di commettere a propria volta un reato? Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme come difendersi dall’abuso di autorità della polizia.

Abuso di autorità: cos’è?

Cominciamo subito col dire che il codice penale non prevede un vero e proprio reato di abuso d’autorità. L’abuso di autorità è piuttosto una circostanza determinante affinché, al ricorrere di altre condizioni, possa scattare un determinato reato.

Per abuso di autorità deve intendersi l’esercizio distorto dei poteri normalmente attribuiti dalla legge: ad esempio, costituisce un abuso di autorità la perquisizione effettuata ai danni di una persona senza che ne ricorressero i presupposti di legge.

Talvolta l’abuso di autorità rappresenta solamente un’aggravante, cioè una circostanza che fa aumentare la pena per un fatto che, di per sé, è già previsto come reato.

Altre volte, l’abuso di autorità modifica la procedibilità: ad esempio, una violenza sessuale commessa da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni è perseguibile d’ufficio anziché a querela di parte.

Abusi di autorità della polizia: quali sono i principali?

Senza perderci in chiacchiere, ti elencherò subito quali sono le ipotesi più importanti di abuso di autorità da parte della polizia contenute nel codice penale:

  • l’arresto illegale;
  • l’abuso di autorità contro arrestati o detenuti;
  • le perquisizioni e le ispezioni arbitrarie;
  • l’abuso d’ufficio;
  • la concussione.

Più in generale, sussiste un abuso di autorità ogni volta che la polizia, approfittando del proprio potere, compie un’azione che non dovrebbe fare: pensa all’agente che si lascia corrompere, a colui che estorce denaro in cambio del silenzio, ecc.

Arresto illegale: cos’è?

Secondo il codice penale [1], il pubblico ufficiale che procede ad un arresto, abusando dei poteri inerenti alle sue funzioni, è punito con la reclusione fino a tre anni.

L’arresto è illegale, e costituisce dunque un abuso di autorità da parte della polizia, quando viene eseguito fuori dei stabilita dalla legge, e cioè:

  • in assenza di flagranza di reato;
  • per crimini per i quali non è affatto consentito l’arresto.

È illegale l’arresto eseguito ai danni di una persona che ha commesso una rapina il giorno prima e, al momento dell’irruzione della polizia, si trova tranquillamente in casa sua.

È illegale l’arresto ai danni di una persona denunciata per minacce, in quanto per questo reato non è previsto l’arresto in flagranza.

L’abuso di autorità contro arrestati e detenuti: cos’è?

Un altro classico abuso di autorità da parte della polizia è quello commesso nei confronti di persone già arrestate o detenute.

In questa ipotesi, rispetto a quella precedente di arresto illegale, la persona è già stata ammanettata e condotta in un luogo di custodia, solo che il pubblico ufficiale che è tenuto a sorvegliare sulla corretta esecuzione della misura restrittiva pone in essere una condotta ulteriormente limitativa della libertà dell’arrestato o del detenuto.

Tizio è stato arrestato in flagranza di reato e condotto presso la questura. Qui viene legato a una sedia e immobilizzato del tutto.

Secondo la legge [2], il pubblico ufficiale, che sottopone a misure di rigore non consentite dalla legge una persona arrestata o detenuta di cui egli abbia la custodia, anche temporanea, o che sia a lui affidata in esecuzione di un provvedimento dell’Autorità competente, è punito con la reclusione fino a trenta mesi.

Perquisizioni e ispezioni: quando sono arbitrarie?

Un altro esempio tipico di abuso d’autorità da parte della polizia è quello commesso dall’ufficiale o dall’agente che voglia procedere a una perquisizione o a un’ispezione senza i presupposti di legge.

Secondo il codice penale [3], il pubblico ufficiale che, abusando dei poteri inerenti alle sue funzioni, esegue una perquisizione o un’ispezione personale, è punito con la reclusione fino ad un anno.

Dunque, commette reato il poliziotto che vuole procedere ad effettuare una perquisizione in mancanza dei presupposti di legge, e cioè:

  • in assenza di un decreto d’autorizzazione dell’autorità giudiziaria;
  • in mancanza di flagranza di reato e di estrema urgenza;
  • al di fuori dei casi specifici previsti dalla legge in cui sarebbe possibile procedere anche senza autorizzazione del giudice (perquisizione per trovare sostanze stupefacenti, armi o esplosivi, ecc.).

L’abuso d’ufficio della polizia

Altro ipotesi di abuso d’autorità da parte della polizia è quello che va sotto il nome di abuso d’ufficio [4].

L’abuso d’ufficio è il reato commesso dal funzionario pubblico che approfitta della sua condizione per ottenerne un vantaggio oppure per causare un danno ad altri.

Classico esempio di abuso d’ufficio è quello del poliziotto che, approfittando della sua uniforme, contesti un’infrazione stradale inesistente solamente per il gusto di danneggiare il povero autista.

Per saperne di più in merito a questo particolare delitto, ti rinvio alla lettura dell’articolo dedicato al reato di abuso d’ufficio.

La concussione del poliziotto

La concussione è un abuso di potere da parte di chi, rivestendo una particolare qualità all’interno della pubblica amministrazione, ne approfitti per far valere la sua autorità su altri traendone un vantaggio illecito.

Per molti aspetti, il reato di concussione è l’equivalente dell’estorsione, solo che commessa da un pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio.

Risponde di concussione il poliziotto della stradale che chiede all’automobilista fermato di dargli del denaro per evitare che gli venga contestata falsamente un’infrazione mai commessa.

La concussione è probabilmente il più grave abuso di autorità che può commettere un pubblico ufficiale, almeno stando alle pene previste dalla legge: chi commette concussione rischia la reclusione da sei a dodici anni [5].

Come difendersi dall’abuso di autorità della polizia?

Veniamo ora al problema più difficile da risolvere: come difendersi dall’abuso di autorità della polizia? Esistono sostanzialmente due modi per tutelarsi dall’abuso di potere delle forze dell’ordine:

  • opponendosi all’operazione illegale che la polizia vorrebbe porre in essere;
  • denunciando l’abuso di potere.

Nel primo caso, il cittadino verso cui la polizia vorrebbe compiere un abuso di autorità decide di ribellarsi, se necessario sottraendosi anche con la forza alle pretese ingiuste; nella seconda ipotesi, invece, il cittadino sottostà alle richieste illegittime delle autorità e, solamente dopo, sporge denuncia per uno dei reati analizzati sopra (arresto illegale, perquisizione arbitraria, ecc.).

Abuso di potere polizia: si può reagire con la forza?

È possibile reagire violentemente pur di sottrarsi a un abuso delle autorità? Un quesito non da poco, se solo si considera il rischio concreto di incorrere nel reato di resistenza a pubblico ufficiale.

Ebbene, devi sapere che nel nostro ordinamento esiste una scriminante che prende il nome di reazione legittima agli atti arbitrari del pubblico ufficiale [6]. Di cosa si tratta?

In pratica, la legge esclude la punibilità del soggetto che si è sottratto all’abuso di autorità da parte di un qualsiasi pubblico ufficiale, qualora la sua condotta sia finalizzata esclusivamente a difendersi dall’illegittimo comportamento del rappresentante dell’autorità pubblica.

Ad esempio, la giurisprudenza [7] ha stabilito che è configurabile l’esimente della reazione ad atti arbitrari del pubblico ufficiale qualora il privato opponga resistenza al pubblico ufficiale che pretenda di sottoporlo a perquisizione personale finalizzata alla ricerca di armi e munizioni in assenza di elementi obiettivi idonei a giustificare l’atto.

È altresì legittima la reazione del cittadino che si oppone all’accompagnamento coattivo in caserma in ragione del precedente rifiuto non già di declinare le generalità, ma di esibire i documenti di identità: per legge, infatti, non si è tenuti a mostrare i documenti, ma solamente a indicare le proprie generalità personali idonee all’identificazione.

Dunque, ci si può opporre all’abuso di autorità della polizia; è sempre bene evitare qualsiasi comportamento violento, ma se questo è assolutamente indispensabile per sottrarsi a un intollerabile esercizio arbitrario del potere, allora è consentito.

Non risponde del reato di resistenza a pubblico ufficiale il cittadino che, pur di sottrarsi a un arresto del tutto ingiusto e arbitrario, dia un forte spintone al poliziotto che cerca di ammanettarlo e si dia poi alla fuga.

Peraltro, la Corte di Cassazione ha ritenuto legittima l’opposizione del cittadino anche quando la condotta della polizia sia oggettivamente legale, ma posta in essere con tanta insistenza e con modalità tali da ingenerare nella persona la ragionevole convinzione di essere vittima di un abuso di potere da parte delle autorità [8].

Durante un controllo, la polizia chiede a Tizio di fornire le proprie generalità. Tizio, colto da agitazione, non riesce a esprimersi come vorrebbe. I poliziotti, subito spazientiti, credendo che abbia qualcosa da nascondere, lo incalzano con domande sempre più pressanti e con toni minacciosi. Tizio, in preda al panico, credendo di essere vittima di una abuso, spinge via uno dei poliziotti e fugge.

La denuncia dell’abuso di autorità della polizia

Ovviamente, al di là della possibilità di reagire sul momento all’esercizio abusivo del proprio potere, è sempre possibile denunciare l’appartenente alle forze dell’ordine che abbia intrapreso una procedura del tutto illegittima: di conseguenza, sarà possibile denunciare il poliziotto che ha proceduto a un’ispezione o a una perquisizione arbitraria, oppure che ha effettuato un arresto illegale, o peggio ancora che abbia chiesto del denaro per consentire al cittadino di sfuggire all’abuso.


note

[1] Art. 606 cod. pen.

[2] Art. 608 cod. pen.

[3] Art. 609 cod. pen.

[4] Art. 323 cod. pen.

[5] Art. 317 cod. pen.

[6] Art. 393-bis cod. pen.

[7] Cass., sent. n. 18841/2011.

[8] Cass., sent. n. 4457 del 29 gennaio 2019.

Autore immagine: Canva.com


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