Congiunti: ora il Governo apre alle relazioni tra fidanzati

3 Maggio 2020
Congiunti: ora il Governo apre alle relazioni tra fidanzati

Tra le persone che è possibile incontrare rientrano anche gli affetti duraturi e significativi: lo chiarisce una nuova circolare del Viminale.

Chi sono i congiunti? Con le Faq pubblicate ieri sul sito del Governo la questione sembrava definitivamente chiarita. Invece, oggi una nuova circolare del Viminale, che apprendiamo ora dall’agenzia stampa Adnkronos, aggiunge un altro capitolo perché estende ancora la definizione dei congiunti che sarà possibile incontrare nella Fase 2 che prende il via il 4 maggio.

Per il Viminale – si legge nel documento inviato ai prefetti – la definizione di congiunti comprende “i coniugi, i rapporti di parentela, affinità e di unione civile, nonché le relazioni connotate ‘da duratura e significativa comunanza di vita e di affetti”’. Dunque, sembra di capire, anche i fidanzati, purché il rapporto sia quello di un “affetto stabile” secondo la definizione iniziale data dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, quando aveva illustrato il nuovo decreto. Rimangono fuori dalla definizione, invece, gli amici, che non paiono rientrare in questo legame affettivo.

L’ultimo Dpcm approvato, si legge ancora nella circolare del ministero dell’Interno, innova “la precedente normativa prevedendo espressamente che si considerano necessari, e come tali giustificati, gli spostamenti per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie”.

Secondo le Faq del Governo, i “congiunti” cui fa riferimento il Dpcm del 26 aprile comprendono: “i coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge)”.

La nuova circolare parla anche dei controlli che le forze dell’ordine eseguiranno per verificare i motivi degli spostamenti e raccomanda equilibrio e prudenza: “Per quanto riguarda le prescrizioni sulla possibilità di spostamento delle persone, ferma restando l’assoluta necessità di far leva sul senso di responsabilità dei singoli cittadini, il quadro complessivo delle misure adottate impone di trovare un punto di equilibrio tra il primario obiettivo di salvaguardare la salute pubblica, da perseguire essenzialmente con il divieto di assembramento e, più in generale, con il distanziamento interpersonale e ogni altra forma di protezione individuale, e l’esigenza di contenere l’impatto sulla vita quotidiana dei cittadini”.

Così – prosegue la direttiva – “in questo ambito, la valutazione dei casi concreti dovrà essere affidata ad un prudente ed equilibrato apprezzamento che, nella prioritaria considerazione delle specifiche finalità sanitarie sottese alle predette, essenziali misure, conduca ad una applicazione coerente delle disposizioni contenute nel Dpcm in parola”.



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