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Coronavirus: nuove accuse alla Cina sull’origine in laboratorio

3 Maggio 2020
Coronavirus: nuove accuse alla Cina sull’origine in laboratorio

Il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, afferma con sicurezza che è partito da Wuhan. La Germania chiede chiarimenti al governo di Pechino.

La Cina torna sul banco degli imputati per le accuse sull’origine del Coronavirus, che finora non hanno ricevuto una risposta chiara dal governo di Pechino nonostante le sollecitazioni della comunità internazionale. In particolare, le indagini si concentrano ancora sulla creazione in laboratorio, un’ipotesi da tempo al centro dell’attenzione ma che oggi trae vigore dalle dichiarazioni di esponenti di primissimo piano degli Stati Uniti e della Germania.

Oggi, a puntare il dito arriva anche la Germania, che per bocca del ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas chiede alla Cina “un chiarimento sull’origine” del Coronavirus. “Il mondo intero desidera che si chiarisca l’origine esatta del virus”, ha dichiarato in un’intervista con i media del gruppo Funke, riportata in Italia dall’Adnkronos, aggiungendo che solo così la Cina potrà dimostrare “la trasparenza che intende avere rispetto al virus”.

Intanto, gli Stati Uniti rilanciano il filone della creazione del virus in laboratorio, nonostante il recente rapporto dei loro servizi segreti che sembrava smentire l’ipotesi: “È partito dal laboratorio di Wuhan, ci sono enormi indizi del fatto che è lì che è iniziato, ha dichiarato oggi il segretario di Stato americano Mike Pompeo intervenendo su AbcNews.

Così gli Stati Uniti, per bocca di Pompeo – che è il numero due dopo Trump, se si eccettua il vicepresidente – dicono alla Cina: vogliamo vederci chiaro e non siamo soddisfatti né delle risposte ottenute sinora dal vostro governo, né dai risultati della nostra indagine che anzi meritano di essere approfonditi.

Nessun ripensamento rispetto alle ipotesi iniziali, dunque, e nessuna possibilità di fraintendimento perché Pompeo, rispondendo a una precisa domanda sulla presunta origine del Coronavirus, ha ripetuto chiaramente: “Abbiamo detto fin dall’inizio che questo virus ha avuto origine a Wuhan, in Cina”.

Per ribadire la posizione statunitense, Pompeo ha rimarcato che “la Cina ha una storia di infezioni propagate nel mondo e ha una storia di laboratori al di sotto degli standard” (ne abbiamo parlato in: quell’allarme Usa sui laboratori di Wuhan). Ed anzi, sottolinea ancora il segretario di Stato Usa “questa non è la prima volta che abbiamo avuto il mondo esposto a virus come risultato di errori in un laboratorio cinese“.

Invece, quanto alla possibilità che sia stato diffuso intenzionalmente, Pompeo frena ed afferma di non avere “nulla da dire su questo”. “Credo che vi sia ancora molto da sapere. Ma posso dire questo: abbiamo fatto del nostro meglio per cercare di rispondere a queste domande. Abbiamo cercato di inviare un team, l’Oms ha cercato di inviare un team. Ma nessuno è stato autorizzato ad entrare in quel laboratorio o in altri, ce ne sono molti in Cina. Il rischio rimane”.

Perciò il segretario di Stato evita, per ora, di rispondere alla domanda su una propagazione intenzionale dell’infezione da parte dalla Cina, ma lascia aperto il quesito, su cui pone un pesante dubbio quando afferma: “Non posso rispondere alla sua domanda. Perché il partito comunista cinese si è rifiutato di collaborare con gli esperti mondiali”.

Vista l’entità delle forze internazionali in campo, la battaglia per conoscere le origini del Coronavirus sembra ancora agli inizi e ci saranno molte cortine da superare prima di ottenere chiarezza. Leggi anche Coronavirus: una nuova indagine sui laboratori di Wuhan.



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