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Invalidità per fibromialgia

3 Maggio 2020 | Autore:
Invalidità per fibromialgia

La sindrome fibromialgica sarà finalmente riconosciuta come malattia invalidante: gli affetti da fibromialgia avranno diritto all’esenzione dalla spesa sanitaria.

Una delle patologie più “subdole”, perché difficile da diagnosticare, per via dell’eterogeneità dei suoi sintomi, è la fibromialgia, o sindrome fibromialgica. Questa malattia condiziona profondamente la vita quotidiana, familiare e lavorativa, a causa del dolore cronico che comporta, associato ad altri sintomi, come la debolezza generalizzata, mal di testa frequenti, dolori addominali e muscolo scheletrici, colon irritabilhttps://www.laleggepertutti.it/290100_invalidita-per-fibromialgiae, difficoltà di concentrazione.

I sintomi della fibromialgia, di fatto, riducono la capacità lavorativa del malato, limitando fortemente la persona nello svolgimento della maggior parte delle attività considerate ordinarie, come leggere o scrivere al pc, camminare, stare in piedi o seduti prolungatamente, trasportare carichi leggeri.

Tuttavia, nonostante la riduzione della capacità lavorativa, la fibromialgia non è considerata una malattia invalidante, per la quale, cioè, è riconosciuta una specifica percentuale d’invalidità.

Tutto dovrebbe cambiare a breve, però, grazie a un nuovo disegno di legge, presentato su iniziativa dei senatori Boldrini e Parrini: arriva l’invalidità per fibromialgia, grazie al nuovo testo, assieme all’esenzione dalla spesa sanitaria per gli affetti da questa malattia.

Inoltre, è prevista l’istituzione di un registro nazionale della fibromialgia, per finalità di monitoraggio e statistiche, di specifici corsi di formazione per il personale sanitario, assieme alla promozione dello studio e della ricerca sulla malattia ed all’istituzione di ambulatori e centri specialistici in grado di restituire al malato l’autonomia persa a causa della patologia.

Una volta entrata in vigore la legge, dovrà essere adottato un apposito decreto dal ministero della Salute, per individuare i criteri oggettivi per l’identificazione dei sintomi e delle condizioni cliniche della fibromialgia, che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria.

Agli affetti da fibromialgia sarà anche garantito l’accesso al telelavoro. Ma procediamo per ordine e facciamo il punto della situazione.

Che cos’è la fibromialgia?

La fibromialgia è una patologia che causa dolori provenienti dai muscoli e dai tessuti fibrosi, accompagnati da ulteriori sintomi di varia natura, dalla cefalea all’astenia, dall’intolleranza al freddo o al caldo all’insonnia.

Considerando che i sintomi elencati, assieme alle manifestazioni primarie della fibromialgia, si presentano, di solito, contemporaneamente, la patologia viene anche definita sindrome fibromialgica (Fm).

Quali sono i sintomi della fibromialgia?

La fibromialgia si manifesta, secondo i principali criteri diagnostici, con dolore muscolo-scheletrico diffuso e con la presenza di specifiche aree dolorose alla digito-pressione (tender points), l’affaticamento costante e una rigidità generalizzata. Ulteriori sintomi rilevati sono:

  • sonno non ristoratore;
  • mal di testa;
  • vescica iperattiva;
  • dismenorrea;
  • ipersensibilità al freddo;
  • fenomeno di Raynoud;
  • sindrome delle gambe senza riposo;
  • intorpidimento e formicolio atipico;
  • prurito;
  • sensazione di pressione e di stringimento;
  • allodinia;
  • scarsa resistenza all’esercizio fisico;
  • generale sensazione di debolezza.

Spesso si presentano anche altri sintomi come:

  • astenia;
  • insonnia e risvegli notturni;
  • disturbi cognitivi (confusione mentale, alterazione della memoria e della concentrazione);
  • dolori addominali e colon irritabile;
  • dispepsia;
  • intolleranza al freddo o al caldo;
  • secchezza delle mucose;
  • sintomi urinari e genitali.

Come si cura

Anche se non esiste una cura specifica, trattandosi di una malattia cronica, la fibromialgia richiede:

  • trattamenti multidisciplinari a lungo termine;
  • trattamenti farmacologici convenzionali e non convenzionali;
  • ossigenoterapia iperbarica e ozono terapia.

Sono importanti anche approcci personalizzati per le specifiche esigenze dei pazienti, come terapie antalgiche (agopuntura o criostimolazione), fitoterapiche, l’approccio nutraceutico e nutrizionistico, la ginnastica dolce, il linfodrenaggio, la fisioterapia e la psicoterapia.

Oggi posso chiedere l’invalidità per fibromilagia?

Anche soltanto uno dei sintomi elencati, conseguenti alla fibromialgia, spesso limita fortemente la persona che ne soffre nell’eseguire attività normali, e ha ripercussioni nell’inserimento nel mondo del lavoro, nella capacità lavorativa e nelle stesse relazioni sociali.

Per questo motivo, il disegno di legge propone il riconoscimento della fibromialgia come malattia invalidante, considerato che ad oggi, in Italia, alla fibromialgia non è collegata alcuna percentuale d’invalidità.

Nelle more dell’entrata in vigore della normativa, è comunque possibile presentare domanda d’invalidità per fibromialgia. Se la commissione medica incaricata di valutare la riduzione della capacità lavorativa rifiuta il riconoscimento dell’invalidità, si può presentare ricorso. A fronte del rifiuto del riconoscimento dell’invalidità da parte della commissione Asl, ad esempio, il tribunale di Termini Imerese, nel 2017, ha riconosciuto la riduzione della capacità lavorativa ad un’artigiana di Castelbuono affetta da fibromialgia.

Ad ogni modo, la patologia ha una netta correlazione con lo stress, l’ansia, la depressione, con il lupus eritematoso, la tiroidite di Hashimoto e con numerose patologie invalidanti: ad oggi è dunque possibile, almeno, ottenere l’invalidità a causa delle malattie ricollegate alla sindrome fibromialgica.

Fonti vicine a questa redazione ci hanno rivelato che alcune commissioni Asl, per analogia con l’artrite reumatoide (patologia per la quale nelle tabelle è riconosciuta una percentuale d’invalidità pari al 50%), riconoscono il 50% d’invalidità per fibromialgia.

Che cosa prevede la nuova legge sulla fibromialgia?

Ecco che cosa prevede, nel dettaglio, il disegno di legge sulla fibromialgia:

  • il riconoscimento della fibromialgia come malattia invalidante;
  • le disposizioni per l’esenzione dalla spesa sanitaria per le persone affette da questa patologia;
  • le disposizioni per l’individuazione di specifiche strutture sanitarie per la cura della fibromialgia, per la predisposizione di specifici protocolli terapeutici e riabilitativi e per la rilevazione statistica dei malati;
  • l’istituzione del Registro nazionale della fibromialgia;
  • la formazione specifica sulla fibromialgia del personale medico e paramedico;
  • la promozione di studi e di ricerche per identificare criteri diagnostici validati capaci di individuare la fibromialgia, in particolare le loro forme più gravi e invalidanti, le terapie innovative e la loro efficacia, le prestazioni specialistiche più appropriate ed efficaci, l’impiego di farmaci per il controllo dei sintomi, il monitoraggio e la prevenzione degli eventuali aggravamenti;
  • gli accordi per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro delle persone affette da fibromialgia grazie al telelavoro, al lavoro a distanza e a domicilio;
  • la promozione di campagne di informazione sulla malattia.

note

[1] DDL 299 Boldrini e Parrini.


1 Commento

  1. Si’, ma quando entrera’ in vigore questa legge? Ne sento parlare dall’anno scorso. Io sono malato da sette anni, ed da sette anni riesco a malapena a muovermi, altro che lavorare. Io sono quasi fortunato, perche’ conosco persone che hanno questa malattia da vent’anni, ma resta il fatto che i malati sopravvivono solo se hanno amici e parenti che si prendono cura di loro e pagano tutte le spese, e non mi riferisco alle cure mediche, ma proprio al costo della vita, dal momento che un fibromialgico grave non riesce nemmeno ad entrare nel mondo del lavoro. Io l’invalidita’ l’ho chiesta, ma non mi e’ stato riconosciuto nemmeno l’1%, anzi sono stato trattato come uno che non aveva voglia di lavorare e voleva rubare soldi allo stato. Tante altre persone hanno ricevuto il medesimo trattamento. La cosa triste, anzi TRISTISSIMA, e’ che la fibromialgia e’ riconosciuta dall’ OMS come malattia cronica invalidante dal 1992, quindi da “soli” 28 anni. A distanza di 28 anni in Italia si discute di un disegno di legge, quando i malati hanno vissuto la loro intera esistenza sopravvivendo in qualche modo, magari costretti a lavorare in stato pietoso. L’OMS ha riconosciuto la malattia mentre l’Italia se n’e’ infischiata, ma la fibromialgia e’ stata descritta la prima volta da Ippocrate, circa 2500 anni fa. E’ assurdo che oggi chi ha questa malattia non abbia pari dignita’ di un malato di cancro o di artrite reumatoide, anche considerando che non esistono cure efficaci contro questa patologia, quindi si puo’ solo sopravvivere continuando a patire i sintomi della malattia, sintomi che sono presenti tutti i giorni, ventiquattro ore al giorno.

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