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Come aprire un’assicurazione

3 Agosto 2020 | Autore:
Come aprire un’assicurazione

Protezione della vita, della casa, dell’automobile. Investimenti e previdenza integrativa. Il mondo delle polizze e la gestione delle pratiche. La disciplina da seguire per avviare un’attività lavorativa.

Se il mondo delle assicurazioni ti affascina e hai spiccate doti relazionali, puoi prendere in considerazione l’ipotesi di avviare un’attività lavorativa in tale settore. Come aprire un’assicurazione tutta tua?

Le compagnie che operano in tale ambito svolgono numerose operazioni economiche: difatti, i rapporti contrattuali possono avere diversa natura e varie finalità. Per fare alcuni esempi, pensa ai sistemi della previdenza complementare (o integrativa), della gestione dei risparmi, della protezione e degli investimenti.

Sul punto, occorre quindi capire se hai la propensione giusta per lo smistamento della burocrazia connessa a tale attività e, soprattutto, se sei in regola con i requisiti previsti dalla legge.

Le decisioni di tale portata non si possono sicuramente improvvisare. È, infatti, necessario avere un’accurata preparazione per applicare le molteplici norme dettate in tema di protezione delle persone e delle cose.

Vediamo allora quali sono le caratteristiche delle compagnie di assicurazione e quali sono le condizioni imposte dalla legge per il loro avviamento.

La compagnia assicurativa: caratteristiche

La compagnia di assicurazione è un’impresa di natura privata che assume la forma giuridica della società di capitali (solitamente della Spa). Essa è finalizzata alla fornitura dei servizi richiesti dai clienti e per i quali deve essere necessariamente abilitata.

Il mercato di riferimento è quello dei prodotti assicurativi. Si tratta di tipologie contrattuali concepite per proteggere cose e persone da svariati tipi di danni e di incidenti (domestici, dipendenti da eventi avversi o frutto della condotta pericolosa degli interessati).

Le figure che orbitano intorno a tale settore sono sostanzialmente tre:

  1. agente: è colui che svolge un’attività di intermediazione su incarico di una compagnia di assicurazione. Egli assume il ruolo di rappresentante commerciale ed è, quindi, autorizzato a vendere e a gestire i servizi e i prodotti assicurativi dell’agenzia di riferimento;
  2. broker: è il professionista che media tra le compagnie assicurative e i suoi clienti. La sua attività consiste nell’individuare, all’interno del mercato di riferimento, le soluzioni idonee alla propria utenza;
  3. collaboratore: è un soggetto esterno alla compagnia assicuratrice e non dipendente della stessa. Questi, a seconda dei casi, svolge un’attività di assistenza al cliente che ha subito un sinistro oppure si limita a incassare il premio presso il domicilio degli assicurati (in quest’ultimo caso, si parla anche di esattore).

L’attività delle compagnie di assicurazione è soggetta al controllo dell’Ivass (ex Isvap), ossia dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, e alle disposizioni contenute nel codice delle assicurazioni private [1]. Quest’ultimo individua anche le condizioni necessarie per l’apertura di una filiale.

Requisiti per l’apertura di un’agenzia

Secondo quanto stabilisce il legislatore, l’esercizio dell’attività assicurativa può riguardare il ramo vita e/o il ramo danni. In relazione a tali settori, sono poi ulteriormente consentite le operazioni di gestione dell’assistenza sanitaria e di previdenza integrativa, nei limiti previsti dalla legge.

In tutte i casi, è necessaria la preventiva autorizzazione dell’Isvap. Tale concessione, una volta ottenuta, è valida per il territorio della Repubblica, per quello degli Stati membri dell’Unione Europea e, nel rispetto della legislazione di tali Paesi, per le Nazioni terze.

L’autorizzazione può essere concessa soltanto alle imprese le cui quote di partecipazione siano costituite da azioni e che rivestano la forma giuridica di:

  • società per azione;
  • società cooperativa;
  • società di mutua assicurazione.

Il primo passo da compiere è, dunque, quello di costituire un’impresa nelle forme indicate dal Codice. Per fare ciò è anzitutto necessario predisporre l’atto costitutivo e lo statuto. Tali documenti devono essere adottati con provvedimento pubblico e, quindi, dinanzi a un notaio. Contestualmente alla predisposizione degli atti iniziali è necessario effettuare i conferimenti, ossia il versamento di almeno il 25% delle cifre promesse per la formazione del capitale sociale. Quest’ultimo è il patrimonio iniziale dell’impresa attraverso il quale essa può iniziare ad operare sul mercato.

Successivamente, occorre fare richiesta di partita Iva all’Agenzia delle Entrate e recarsi presso la Camera di Commercio per chiedere l’iscrizione dell’attività nel registro delle imprese. Soltanto dopo quest’ultimo adempimento la tua attività produttiva viene realmente alla luce e può iniziare a lavorare.

Prima di cimentarti in tali adempimenti burocratici devi, però, essere a conoscenza di un dettaglio da non sottovalutare. Non tutti i soggetti interessati a operare nel mercato assicurativo possono essere abilitati a farlo. Le persone che possono lavorare in tale settore, infatti, sono soltanto coloro che:

  • hanno un’esperienza pregressa di almeno tre anni nel ruolo di agente, broker o collaboratore presso una compagnia di assicurazione;
  • hanno superato un esame di abilitazione presso l’Ivass;
  • sono iscritti al Rui, ossia al registro unico di intermediazione.

Costi da sostenere e consigli utili

I costi da sostenere per avviare un’attività assicurativa variano a seconda delle caratteristiche strutturali dell’agenzia. I fattori da tenere in considerazione, oltre alle eventuali spese per la costituzione dell’impresa (se non è già esistente), sono:

  • sede fisica: in locazione, in comodato d’uso, di proprietà o da acquistare;
  • presenza o meno di dipendenti;
  • accessori in dotazione: pc di ultima generazione, stampanti, scanner, telefoni, arredi;
  • allacci delle utenze.

In linea di massima, secondo una media nazionale, i costi si aggirano intorno ai dieci mila euro. Tuttavia, per risparmiare sul prezzo, massimizzare il business e allargare il portafoglio dei possibili clienti la prassi maggiormente in voga negli ultimi anni è quella di utilizzare la formula del franchising. In pratica, in tale ipotesi, si decide di aprire un centro affiliato a una grande compagnia con la formula tutto incluso e a costo zero.


note

[1] D.Lgs. 07.09.2005 n. 209


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