Coronavirus: moratoria sui prestiti anche per professionisti

4 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: moratoria sui prestiti anche per professionisti

Le agevolazioni non interessano solo le piccole imprese. Esclusi per ora gli studi professionali associati. I requisiti per poterne usufruire.

Anche i professionisti possono beneficiare della moratoria temporanea e automatica sui prestiti decisa nell’ambito dell’emergenza coronavirus. La norma introdotta dal decreto Cura Italia, infatti, non è solo riservata alle piccole imprese, ma anche ai liberi professionisti, anche se resterebbero fuori gli studi professionali associati, per i quali si attende il pronunciamento del Governo, dopo la richiesta in merito avanzata dal Consiglio nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (Cndcec).

La moratoria offre tre possibilità. La prima, è quella di continuare a utilizzare fino al 30 settembre prossimo tutti gli affidamenti di breve termine a revoca esistenti al 29 febbraio 2020, indipendentemente dalla circostanza che nel frattempo le condizioni economiche del professionista possano peggiorare. Significa che la banca non potrà revocare gli affidamenti e sarà obbligata a garantire il loro utilizzo relativo allo scoperto di conto corrente, conto corrente unico, anticipo fatture, anticipo Riba, denaro caldo non utilizzato e altri finanziamenti di breve termine già deliberati, nei limiti concordati. In questo modo, il professionista può fare ricorso liberamente a queste linee anche se fossero state dormienti e mai utilizzate. Inoltre, nel caso in cui le linee di credito dovessero scadere prima del 30 settembre 2020, possono essere rinnovate in itinere, almeno fino a questa data.

La seconda possibilità è quella di usufruire di una ulteriore moratoria per le scadenze contrattuali prima del 30 settembre 2020 relativamente a prestiti non rateali. Questa soluzione riguarda le anticipazioni su fatture e Riba, qualora insolute, dei finanziamenti «a partita» di breve termine e delle linee a scadenza unitaria. Chi ha fatturato regolarmente le prestazioni e ha ottenuto dalla banca l’anticipazione dei relativi importi non dovrà restituirli fino al 30 settembre 2020, nel caso in cui i clienti non paghino.

Infine, la norma prevede una terza possibilità ed è quella che riguarda la moratoria per le rate dei mutui e dei finanziamenti rateali e per i canoni di leasing che scadono fino al 30 settembre 2020 compreso: per questi importi il professionista non dovrà procedere ad alcun pagamento, nemmeno trascorsa tale data, poiché gli importi andranno a finire automaticamente in fondo al finanziamento, estendendone la durata.

Per poter accedere a una di queste moratorie, il professionista non deve essere stato segnalato al sistema bancario come esposizione deteriorata ed allegare alla domanda di moratoria un’autocertificazione in cui attesta di avere subito in via temporanea carenze di liquidità come conseguenza diretta dell’epidemia di coronavirus.



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