Bonus prima casa: moratoria sui termini fino al 2021

4 Maggio 2020 | Autore:
Bonus prima casa: moratoria sui termini fino al 2021

Bloccati i termini dal 23 febbraio al 31 dicembre 2020 sulle agevolazioni per l’acquisto dell’abitazione principale. Ecco i vari scenari.

L’emergenza coronavirus blocca i termini fino al 2021 in tema di agevolazioni per l’acquisto della prima casa. In pratica, si tratta di una sospensione dal 23 febbraio scorso fino al 31 dicembre (per un totale, quindi, di 313 giorni) di tutti i termini entro i quali il contribuente deve tenere un comportamento attivo per ottenere i vari benefici. Non è stato, invece, sospeso il termine entro il quale bisogna dimostrare un comportamento omissivo, cioè quello di non vendere una casa.

Va precisato che, in virtù di una sospensione, un termine non decorre oppure, se il periodo in questione era già in corso, il tempo trascorso fino alla data della sospensione si aggiunge a quello che riparte una volta finito lo stop. In altre parole, se il termine era iniziato il 31 gennaio, con la sospensione dal 23 febbraio si sono accumulati 23 giorni. Dal 1° gennaio 2021, il termine ripartirà dal 24° giorno.

Ci sono, però, dei casi particolari. Uno è quello che riguarda la decadenza dall’agevolazione se la casa è stata acquistata con il beneficio fiscale ed è alienata entro 5 anni dalla data del contratto di acquisto. Trattandosi di un comportamento omissivo (che, come detto, non è interessato dalla norma in questione), qualsiasi decorrenza abbia avuto il quinquennio, tale periodo non subisce alcuna variazione. Significa che se i 5 anni stavano per scadere al 23 febbraio, non ci saranno delle sospensioni.

Altro caso particolare è quello di chi acquista l’abitazione principale ma non ha la residenza o non lavora nello stesso Comune in cui si trova l’immobile. Il contribuente ha l’obbligo di trasferirvi la residenza entro 18 mesi dalla data del rogito. Qui sì che interviene la sospensione, per cui:

  • se in data 23 febbraio il termine era già in decorrenza, verrà congelato e riprenderà il 1° gennaio 2021 aggiungendo i giorni già trascorsi fino al 22 febbraio;
  • se il termine non era ancora iniziato al 23 febbraio, comincerà a decorrere il 1° gennaio 2021.

Per quanto riguarda, invece, il credito d’imposta in caso di vendita della prima casa ed acquisto di un’altra entro un anno dalla data del rogito, viene applicata anche in questo caso la sospensione. In sostanza, il credito equivale all’imposta di registro (o all’Iva) versata in sede di acquisto della casa poi venduta (in misura però non eccedente l’importo dell’imposta dovuta in sede di riacquisto). Se il 23 febbraio 2020 stava decorrendo il periodo annuale utile al riacquisto, il termine riprenderà il 1° gennaio 2021. Se, invece, la vendita è stipulata tra il 23 febbraio e il 31 dicembre 2020, l’anno per il riacquisto decorrerà dal 1° gennaio 2021.

La sospensione interviene anche quando sul recupero dell’imposta ordinaria e della sanzione pari al 30% della differenza tra l’imposta ordinaria e quella agevolata nel caso in cui si venda la prima casa entro 5 anni dal rogito e non se ne acquisti una entro un anno dalla vendita.

Infine, va ricordato che per avere diritto all’agevolazione il contribuente non deve essere proprietario:

  • di altra abitazione nel Comune in cui è ubicata la casa oggetto dell’acquisto per il quale si intende beneficiare dell’agevolazione (quindi, se questa proprietà sussista, essa va dismessa prima di firmare il nuovo acquisto);
  • di altra abitazione, ovunque situata, che sia stata acquistata con l’agevolazione prima casa.

Tuttavia, in quest’ultimo caso, è consentito al contribuente di effettuare l’acquisto di un’altra prima casa, purché, entro un anno, si provveda all’alienazione dell’abitazione già di sua proprietà e per il cui acquisto venne sfruttato il beneficio prima casa. Pure in questa ipotesi, interviene la sospensione dal 23 febbraio fino al 1° gennaio.



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