Tari: pagamenti fermi in 3 città su 4

4 Maggio 2020 | Autore:
Tari: pagamenti fermi in 3 città su 4

Bilanci comunali a rischio per le minori entrate derivate dal mancato incasso della tassa sui rifiuti e dal possibile slittamento delle nuove tariffe.

Tempi duri per i Comuni, alle prese con le minori entrate di alcuni tributi. Tra questi, quello che provoca i peggiori mal di testa alle amministrazioni locali è la Tari. Da una parte per la difficoltà di chiedere il pagamento della tassa sui rifiuti a chi è rimasto chiuso durante l’emergenza coronavirus. Dall’altra, perché il lockdown ha coinciso proprio con il momento in cui doveva entrare in vigore la nuova Tari, che comporta un diverso metodo tariffario disciplinato dall’Autorità competente, cioè dall’Arera.

La prima conseguenza di questa intricata situazione emerge dal monitoraggio effettuato dall’Anci, l’associazione dei Comuni italiani: in tre amministrazioni su quattro, gli avvisi di pagamento sono stati sospesi per tutti, non solo per le attività in difficoltà. A ciò si aggiunge il fatto che molte realtà costrette alla chiusura per via dell’emergenza non hanno potuto fare degli incassi (si pensi al bar, al ristorante, al parrucchiere) e, pertanto, avranno un evidente problema di liquidità per affrontare il pagamento della nuova Tari.

L’Arera è intervenuta chiedendo al Governo e al Parlamento di modificare la normativa per raggiungere un doppio scopo. Il primo, limitare ai soli casi di difficoltà oggettive e «documentabili» l’applicazione della deroga prevista dal decreto Marzo che prevede la possibilità di confermare i piani tariffari del 2019, rimandando la nuova Tari al 2021. Il secondo, finanziare gli sconti per i settori più colpiti dalla crisi e permettere all’Autorità di istituire un sistema di perequazione dei costi per non compromettere il tutto.

Servono, però, dei soldi. L’Arera calcola che occorreranno almeno 400 milioni di euro per coprire gli sconti della Tari, ma secondo i sindaci la perdita del gettito potrebbe superare i 2 miliardi di euro.

La tassa sui rifiuti, però, è solo una delle tegole che cadono sulla testa dei Comuni a causa dell’emergenza coronavirus. L’Anci, infatti, stima un calo generale delle entrate di 8 miliardi di euro. Quasi il doppio, rispetto ai 4,53 miliardi riportati sul Documento economico e finanziario messo a punto dai tecnici del Ministero e ancora di più confrontati ai 3 miliardi che la manovra di maggio erogherà agli enti locali.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. hanno creato posti dilavoro parassitari nei piccoli comuni, uffici tecnici, esattoriali, fiscali cimiteriali ufficio turismo, assistenza sociale, polizia locale, polizia guardia parco,,,un esercito di stipendi fissi anche in paesini di 1000 residenti …chiaramente devono vessare i contribuenti

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube