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Assunzione disabili: ultime sentenze

2 Settembre 2021
Assunzione disabili: ultime sentenze

Modalità di accesso al lavoro dei disabili; concorsi a pubblici impieghi; inserimento nelle graduatorie; assunzione dei lavoratori disabili in quota di riserva.

Scorrimento di graduatoria e tutela dei lavoratori disabili

Nell’impiego pubblico privatizzato il datore di lavoro deve individuare una quota di posti per i candidati disabili, c.d. ‘riservatari’, secondo un principio generale enunciato dalla l. n. 68/1999 che non può essere in alcun modo derogato. Tale vincolo percentuale vale anche in ipotesi di scorrimento della graduatoria, poiché bisogna sempre garantire, a fronte della scelta dell’amministrazione di procedere all’assunzione di un nuovo contingente di personale, la quota di riserva da assegnare ai disabili (nella stessa percentuale prevista nel bando di concorso).

Di conseguenza, allorché la base di calcolo della percentuale dei ‘riservatari‘ si amplia, per effetto di nuove assunzioni, si amplierà proporzionalmente anche il numero dei dipendenti disabili che l’amministrazione datrice di lavoro deve avere alle proprie dipendenze.

Corte appello Roma sez. IV, 10/03/2021, n.820

Assunzione dei disabili nel pubblico impiego privatizzato

In tema di assunzione dei disabili nel pubblico impiego privatizzato, il diritto alla riserva, quanto al personale della scuola, è esercitabile – in conformità al principio della assoluta preminenza della normativa posta a tutela dell’avviamento al lavoro dei disabili – in modo assoluto e con riferimento a tutte le assunzioni per una stessa classe di concorso effettuate per un medesimo anno scolastico, a prescindere dalla retrodatazione giuridica di cui una di tali assunzioni abbia in concreto beneficiato, in quanto la retrodatazione in questione rileva ai soli fini giuridici e della anzianità.

Cassazione civile sez. lav., 15/12/2020, n.28625

Assunzione dei disabili: obblighi

Il requisito concernente la regolarità della posizione del concorrente rispetto agli obblighi in materia di assunzione dei disabili costituisce un requisito di partecipazione e non un mero presupposto per la stipula del contratto, onde, per il principio della necessaria continuità nel possesso dei requisiti di partecipazione, lo stesso deve essere posseduto dai concorrenti non solo alla data di scadenza del termine per la presentazione della richiesta di partecipazione alla procedura di affidamento, ma anche per tutta la durata della procedura stessa fino all’aggiudicazione definitiva ed alla stipula del contratto, nonché per tutto il periodo dell’esecuzione dello stesso, senza soluzione di continuità (Cons. Stato, Adunanza Plenaria, 20 luglio 2015, n. 8; sez. V, 12 maggio 2020, n. 2968).

Consiglio di Stato sez. V, 27/11/2020, n.7471

Bando pubblico destinato ai lavoratori disabili disoccupati

Non costituisce comportamento discriminatorio la previsione, in sede di bando di concorso riservato alle categorie ex art. 8 l. n. 68/1999, del requisito della sussistenza dello stato di disoccupazione anche al momento dell’assunzione trattandosi di previsione avente la finalità di tutelare, in conformità con il dettato legislativo e con i principi affermati dalla Corte di giustizia Ue, il disabile disoccupato rispetto ad altro soggetto, egualmente disabile ma nelle more fuoriuscito dalla categoria dei disoccupati.

Cassazione civile sez. lav., 10/07/2020, n.14790

L’assunzione di lavoratori disabili 

L’assunzione di lavoratori disabili con contratto a tempo determinato è legittima allorché rientri nelle previsioni di cui alle convenzioni disciplinate dall’art. 11 della l. n. 68 del 1999, volte a favorire l’inserimento lavorativo dei disabili e a disciplinare le modalità di assunzione che il datore di lavoro si impegna ad effettuare.

Cassazione civile sez. lav., 05/07/2019, n.18192

Modalità di assunzione

Dal complesso ordinamento giuridico che regolamenta la materia dell’accesso al lavoro dei disabili, deve ritenersi che in virtù della specialità della modalità di assunzione nei pubblici impieghi (ove la regola ordinaria è, appunto, la procedura concorsuale), il legislatore abbia inteso temperare l’obbligo di riserva dei posti (cosiddetta N) con le garanzie di imparzialità e idoneità che devono assistere la selezione di personale pubblico.

In applicazione dell’art. 38 Cost., norma fondante la tutela dei disabili, la legislazione ordinaria stabilisce, per questi, il diritto al lavoro e alla conservazione del posto, il diritto a speciali modalità per lo svolgimento dei concorsi, il diritto alla precedenza nell’assegnazione della sede e nelle procedure di trasferimento a domanda, il diritto a prestazioni compatibili con le minorazioni, il diritto all’assistenza per recarsi al posto di lavoro, il diritto a non essere trasferiti senza consenso, il diritto a progetti individuali di integrazione.

La disciplina normativa di rango primario, da un lato, prescrive forme di tutela volte a favorire l’accesso dei disabili al lavoro, e ad agevolarne la carriera, dall’altro prevede requisiti più stringenti per l’accesso all’impiego pubblico, al fine di contemperare tali esigenze di rango costituzionale con gli equiordinati principi di eguaglianza e di merito, al fine di non vulnerare l’efficienza e il buon andamento della P.A..

L’equilibrio tra i contrapposti interessi pubblici — quello che riguarda l’uguaglianza e il buon andamento della P.A. e quello che attiene alla tutela dei disabili — si coglie appieno nel trattamento differenziato dell’accesso dei disabili al mondo del lavoro, quando la selezione passa attraverso una procedura concorsuale.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. IV, 01/02/2019, n.525

Obbligo di tutela dei disabili 

La stipula della Convenzione con cui un concorrente al momento della partecipazione alla procedura negoziata si è obbligato, in base al numero dei propri dipendenti, all’assunzione di un lavoratore diversamente abile, e che dunque decida di ottemperare al predetto obbligo non mediante una immediata assunzione, bensì mediante la stipula di una convenzione con il competente Centro per l’impiego prevedendo un termine finale entro cui procedere alla medesima assunzione, non rappresenta l’adempimento dell’obbligo di inserimento in azienda di un soggetto diversamente abile.

A maggior ragione laddove non proceda poi all’assunzione, motivata con riferimento alla modifica della composizione della società, avverandosi la condizione (risolutiva) espressamente apposta alla convenzione, in quanto l’impresa risulta così inadempiente sia all’obbligo di assunzione, sia all’onere di annoverare un assunto disabile alla data di presentazione delle offerte, alla stregua della giurisprudenza secondo cui il coefficiente di impiego va verificato alla data della domanda di partecipazione, risultando irrilevante il numero dei dipendenti ad una data successiva a quella della dichiarazione resa in gara (Cons. Stato, Sez. V, 2 luglio 2014 n. 3317).

Consiglio di Stato sez. III, 21/01/2019, n.498

L’onere di provare di essere in regola con l’obbligo di assunzione di disabili

Ai sensi dell’art. 17, l. 12 marzo 1999, n. 68 le imprese, sia pubbliche sia private, qualora partecipino a bandi per appalti pubblici o intrattengano rapporti convenzionali o di concessione con pubbliche amministrazioni, sono tenute a presentare preventivamente alle stesse la dichiarazione del legale rappresentante che attesti di essere in regola con le norme che disciplinano il diritto al lavoro dei disabili, pena l’esclusione; l’onere della prova inerente l’identificazione dell’esatto numero dei dipendenti occupati al momento del termine di scadenza per la presentazione dell’offerta incombe sul concorrente

Consiglio di Stato sez. III, 12/07/2018, n.4282

L’esonero dal rispetto delle quote di assunzione di disabili per il lavoro edilizio 

In tema di collocamento obbligatorio dei disabili, l’esonero dall’obbligo di rispetto delle quote di assunzione, previsto per i datori di lavoro dell’edilizia, per quanto concerne il personale di cantiere e gli addetti al trasporto del settore, dall’art. 5, comma 2, secondo periodo, della l. n. 68 del 1999, introdotto dall’art. 1, comma 53, della l. n. 247 del 2007, si applica solo a decorrere dalla data di entrata in vigore di tale ultima legge, sia perché il comma 94 dello stesso art. 1 espressamente ne esclude la retroattività, sia perché la modifica apportata è priva di ogni elemento testuale utile a desumerne la natura di norma di interpretazione autentica, restando irrilevante che oggetto della controversia sia una sanzione amministrativa irrogata con ordinanza-ingiunzione, atteso che i princìpi di legalità e irretroattività di cui all’art. 1 della l. n. 689 del 1981 comportano l’assoggettamento del fatto alla legge del tempo del suo verificarsi e rendono inapplicabile la disciplina posteriore eventualmente più favorevole.

Cassazione civile sez. lav., 26/03/2018, n.7485

Disabile iscritto nelle liste di collocamento obbligatorio 

Nell’impiego pubblico contrattualizzato, il momento di insorgenza del diritto alla assunzione del disabile iscritto nelle liste di collocamento obbligatorio è connesso alla forma di reclutamento e, per le qualifiche meno elevate, sorge con l’atto di avviamento al lavoro, successivo, nell’ipotesi prevista dall’art. 9, comma 5, della l. n. 68 del 1999 (soppresso dal d.lgs. n. 151 del 2015) ed attualmente dall’art. 7, comma 1, della stessa legge (sostituito dal richiamato d.lgs. n. 151 del 2015), alla formazione della graduatoria limitata a coloro che aderiscono alla specifica occasione di lavoro.

Cassazione civile sez. lav., 13/07/2017, n.17361

Computo della quota di riserva per l’assunzione dei disabili 

Ai sensi dell’art. 3, comma 3, l. 12 marzo 1999 n. 68, per i soggetti che operano nel campo della solidarietà sociale, la quota di riserva per l’assunzione dei disabili si computa esclusivamente con riferimento al personale tecnico-esecutivo e svolgente funzioni amministrative.

Consiglio di Stato sez. V, 31/01/2017, n.383

L’esclusione di un concorrente

Con riferimento al requisito di ordine generale di cui all’art. 38, comma 1, lett. l), d.lgs. n. 163 del 2006, relativo agli adempimenti richiesti dalla l. n. 68/99 ai fini dell’assunzione dei lavoratori disabili in quota di riserva, stante il principio della continuità del possesso dei requisiti di partecipazione, risulta sufficiente a giustificare l’esclusione di un concorrente la circostanza che lo stesso, pur avendo posseduto detto requisito al momento della presentazione della domanda, sia venuto meno dal possesso dello stesso, anche solo temporaneamente, durante lo svolgimento della procedura.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. I, 10/01/2017, n.12

Obbligo della PA di assumere il disabile dichiarato idoneo

In tema di assunzione dei disabili nel pubblico impiego, l’art. 16, comma 2, della l. n. 68 del 1999, al fine di garantire l’ineludibile rispetto delle quote di riserva di cui al precedente art. 3, va interpretato nel senso che la P.A. ha l’obbligo di assumere il disabile dichiarato idoneo, anche se non in possesso del requisito della disoccupazione prescritto dal combinato disposto degli artt. 7 e 8 della stessa legge, qualora, all’esito della procedura concorsuale, non vi siano idonei in possesso del requisito, sicché le quote di riserva possono rimanere non attribuite nelle sole ipotesi in cui non vi siano “riservisti in senso stretto”, né altri disabili idonei ma non vincitori.

Cassazione civile sez. lav., 16/06/2016, n.12441

Legge sull’assunzione obbligatoria dei disabili

Va esclusa dalla gara la Cooperativa sociale che, assoggettata alla legge sull’assunzione obbligatoria dei disabili, ai sensi dell’art. 3, comma 3, l. n. 68 del 1999 e dell’art. 2, comma 5, d.P.R. n. 333 del 2000, ha dichiarato, erroneamente, di non esserlo. Ciò in quanto difetta, sostanzialmente (e non solo formalmente, per l’erroneità della dichiarazione) di un requisito previsto dalla legge.

Consiglio di Stato sez. III, 15/04/2016, n.1526

Erogazione di finanziamenti regionali

Ai fini della distinzione tra il reato pecu ato e quello di truffa aggravata rileva essenzialmente il fatto che nel peculato il possesso o la disponibilità del danaro o altra cosa mobile altrui da parte dell’agente costituisce il presupposto della condotta appropriativa mentre nella truffa aggravata costituisca il risultato che agente consegue mediante l’impiego di artifizi e raggiri.

(Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha ritenuto corretta la qualificazione come truffa aggravata ex art. 640 bis della condotta di alcuni pubblici funzionari i quali, essendo addetti all’istruttoria di pratiche per l’erogazione di finanziamenti regionali, su decisione di un’apposita commissione, avevano posto in essere condotte fraudolente volte a far sl che detti finanziamenti, previsti a favore di imprese che si impegnassero all’assunzione di disabili, fossero destinati a soggetti di loro interesse).

Cassazione penale sez. VI, 31/03/2016, n.24768

Bando di concorso pubblico per l’assunzione di lavoratori disabili

È legittimo il bando di concorso pubblico per l’assunzione di lavoratori disabili che riservi la partecipazione ai soli cittadini italiani e comunitari, in quanto applicativo del coordinato disposto della norma dell’art. 38 d.lg. 30 marzo 2001 n. 165 (come modificata dall’art. 7, comma 1, lett. a) l. 6 agosto 2013, n. 97) con le previsioni di cui all’art. 70, comma 13, d.lg. 30 marzo 2001, n. 165, e di cui all’art. 2 d.P.R. 9 maggio 1994, n. 487, le quali complessivamente limitano l’accesso ai pubblici impieghi ai cittadini italiani, ai cittadini degli Stati membri dell’Unione europea — fatte salve le eccezioni di cui al d.P.C.M. 7 febbraio 1994, n. 174 — nonché alle categorie di cittadini extracomunitari espressamente indicate nell’art. 3 bis l. n. 97 del 2013.

Né l’esclusione degli altri stranieri non comunitari dall’accesso al lavoro pubblico si pone in contrasto con i principi espressi dalla normativa sovranazionale, da quella costituzionale, dal T.U. delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero o dalla disciplina antidiscriminatoria dettata dal d.lg. 9 luglio 2003, n. 215, in considerazione della particolarità e delicatezza della funzione svolta alle dipendenze dello Stato.

Cassazione civile sez. lav., 02/09/2014, n.18523



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