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Cataratta: ultime sentenze

12 Luglio 2021
Cataratta: ultime sentenze

Fattori ereditari genetici; opacamento della lente del cristallino a causa di un processo degenerativo; intervento chirurgico, assenza del consenso informato e risarcimento; ammissione al voto con accompagnatore.

Intervento chirurgico non riuscito: l’assenza del consenso informato

In tema di responsabilità medica, in caso di intervento chirurgico non andato a buon fine, il paziente che lamenta l’assenza di consenso informato è tenuto a fornire la prova che, ove fosse stato correttamente informato dei rischi e delle complicazioni dell’intervento, non si sarebbe fatto operare. Al paziente medesimo, tuttavia, nonostante la mancanza di prova va riconosciuto in via automatica il danno non patrimoniale da mancata richiesta e quindi di impossibilità di autodeterminarsi. Ad affermarlo è la Cassazione che si è pronunciata sul caso di un paziente sottoposto a un intervento di cataratta sfociato poi in un trapianto di cornea.

Per la Corte la mancata informazione determina sul paziente la perdita della possibilità di esercitare consapevolmente una serie di scelte assolutamente personali, la cui risarcibilità non ha bisogno di ulteriori prove.

Cassazione civile sez. III, 15/05/2018, n.11749

Estrazione cataratta e perdita della vista

In tema di causalità nei reati colposi, l’agente risponde dell’evento provocato con la sua condotta colposa e non di un altro evento ipotizzato, anche se destinato a prodursi ugualmente, escludendosi la responsabilità soltanto per il caso in cui detto evento si sarebbe comunque verificato in relazione al medesimo processo causale, nei medesimi tempi e con la stessa gravità od intensità, poiché in tal caso dovrebbe ritenersi che l’evento imputato all’agente non era evitabile.

(Nella specie, nel corso di un intervento di estrazione della cataratta, si era verificata un’emorragia espulsiva con perdita di tessuto oculare che aveva determinato la perdita della vista all’occhio destro della paziente: la Suprema Corte ha ritenuto priva di rilievo la circostanza che, se fosse stata praticata l’anestesia loco-regionale o generale che si imputava al medico agente di non aver praticato, non sarebbe stato comunque evitato l’evento lesivo, poiché l’intubazione che doveva necessariamente essere praticata per l’anestesia, era idonea a provocare ugualmente l’effetto espulsivo in concreto verificatosi).

Cassazione penale sez. IV, 09/06/2011, n.28782

Intervento per rimuovere la cataratta: complicanze

Anche l’intervento chirurgico di routine può avere delle complicazioni, spetta, pertanto, al professionista superare la presunzione che le complicanze siano state determinate da omessa o insufficiente diligenza professionale, o da imperizia, dimostrando che, invece, sono sorte a causa di un evento imprevisto e imprevedibile secondo la diligenza qualificata in base alle conoscenze tecnico-scientifiche del momento.

(Nella specie, la Corte ha cassato con rinvio la sentenza della corte di appello che aveva escluso qualsiasi responsabilità del medico per la perdita quasi totale della vista all’occhio destro di un paziente che si era sottoposto ad un intervento per rimuovere la cataratta).

Cassazione civile sez. III, 29/09/2009, n.20806

Domanda di rendita da malattia professionale

In tema di invalidità o inabilità pensionabile, sussiste difetto di motivazione della sentenza, denunciabile in cassazione, se il giudice di merito, non cogliendo il contrasto tra diverse consulenze tecniche disposte d’ufficio che abbiano preso in considerazioni le stesse patologie, aderisca all’una o all’altra senza evidenziare le ragioni del privilegio così accordato, ovvero, pur confrontando le diverse conclusioni peritali e rilevandone le divergenze valutative, ne recepisca acriticamente taluna, senza esporre congruamente le ragioni di esclusione delle altre.

(Nella specie, era stata proposta domanda di rendita da malattia professionale da parte di lavoratore affetto da cataratta bilaterale attribuita all’esposizione a radiazioni ionizzanti nella somministrazione di sostanze radioattive per via endovenosa a pazienti curati in un centro di medicina nucleare; il giudice di merito, con la sentenza confermata dalla S.C. per la sua congrua e corretta motivazione, ha rigettato la domanda valorizzando la consulenza tecnica svolta in appello, la quale, utilizzando il più recente e valido metodo dosimetrico, aveva ritenuto l’insussistenza della eziologia lavorativa per la scarsa entità delle radiazioni accertate, inferiori alla soglia minima di 2.500.000 dosi, e la non certa esclusione di fattori estranei).

Cassazione civile sez. lav., 21/01/1998, n.517

Quando la cataratta non dipende da causa di servizio?

L’infermità “cataratta in evoluzione” non può ritenersi dipendente da causa di servizio, trattandosi di affezione all’occhio dovuta ad opacimento della lente del cristallino a causa di un processo degenerativo, frequente nell’età senile, non suscettibile di essere collegato al servizio, neppure sotto il profilo concausale.

Corte Conti, (Liguria) sez. reg. giurisd., 02/12/1996, n.614

Leucoma corneale aderente per cataratta

In applicazione dei principi di probabilità causale deve escludersi il collegamento eziologico fra l’infermità “leucoma corneale aderente per cataratta” e la pregressa “congiuntivite di Koch Weeks” diagnosticata in epoca bellica ad un civile, quale conseguenza di un bombardamento.

Corte Conti, (Sardegna) sez. reg. giurisd., 22/03/1995, n.142

La cataratta congenita

La “cataratta congenita”, secondo la scienza medica, riconosce la propria origine in fattori ereditari genetici ovvero è legata a stati patologici della madre, nel periodo gestionale: di conseguenza, è insostenibile la tesi della sua ingravescenza per ragioni di ritardo diagnostico e/o terapeutico durante il servizio militare.

Corte Conti sez. IV, 28/04/1994, n.83156

Miopia e conseguente patologia retinica

La miopia e la conseguente patologia retinica evolvono lentamente ed in maniera del tutto autonoma da influenze esterne e, quindi, dagli eventi bellici, che non hanno potuto influire neanche quale elemento concausale (nella specie, è stato escluso che le condizioni particolari del servizio militare – come la luce abbagliante in territorio africano, la rifrazione di luce sulle superfici marine durante il servizio costiero – possano aver influito, anche sotto il profilo dell’aggravamento, su un distacco retinico, marcata distrofia delle membrane profonde ed una miopia elevata all’O.D. e cataratta complicata da distacco retinico e V spento all’O.S.).

Corte Conti sez. I, 08/02/1994

Cataratta bilaterale e diritto di voto

È legittimo il voto con accompagnatore previsto dall’art. 41 d.P.R. 16 maggio 1960 n. 570, ove gli elettori siano stati ammessi all’esercizio del relativo diritto sulla base di certificati medici attestanti infermità di tale gravità da poter essere equiparate alle menomazioni indicate nella disposizione stessa (nella specie cecità, cataratta bilaterale, morbo di Parkinson, glaucoma assoluto, paresi spastica) poi allegati al verbale delle operazioni compiute.

Consiglio di Stato sez. V, 02/09/1993, n.857

L’intervento di estrazione della cataratta

La prova pratica prevista dall’art. 31 d.m. sanità 30 gennaio 1982 per il concorso di aiuto corresponsabile ospedaliero deve essere effettiva, e consistere in una prestazione pratica, risultando altrimenti non rispettata l’esigenza di diversificazione delle prove rispetto al concorso di assistente medico – per il quale l’art. 35 del detto decreto richiede solo l’esame clinico di un malato con discussione sul caso o presentazione e discussione di un caso clinico simulato – ed esula la finalità di accertare la capacità tecnica del concorrente.

(Nella specie si è ritenuta viziata la procedura concorsuale avendo i concorrenti soltanto simulato, con l’uso di ferri chirurgici, un’intervento di estrazione di cataratta).

Consiglio di Stato sez. V, 30/07/1993, n.811

Cataratta senile in occhio destro

In materia pensionistica di guerra non può considerarsi dipendente dal servizio una cataratta senile in occhio destro trattandosi, non di lesione traumatica, ma di opacità del cristallino in soggetto con alterazioni retiniche di natura circolatoria.

Corte Conti sez. IV, 19/10/1992, n.73137

Cataratta e ammissione al voto assistito

In sede di elezioni, l’affezione “cataratta bilaterale” rientra tra gli impedimenti che possono giustificare l’ammissione al voto assistito.

T.A.R. Catania, (Sicilia) sez. I, 23/07/1991, n.542

Il presidente del seggio può rifiutare il voto con accompagnatore?

L’ammissione al voto con accompagnatore ex art. 41 d.P.R. 16 maggio 1960 n. 570, può essere disposta dal presidente del seggio in esito alla prova empirica pur in assenza di certificato medico, ovvero in presenza di tale atto che attesti un impedimento non legittimante o non qualificato. In tale ultimo caso, disposta la prova empirica, il presidente del seggio può rifiutare il voto con accompagnatore disattendendo motivatamente nel verbale della sezione il certificato presentato oppure acconsentirlo integrando o modificando, dandone atto nel verbale medesimo il giudizio medico (nella specie si è ritenuta illegittima l’ammissione al voto assistito di elettori con impedimenti non qualificati – tremore, cataratta, riduzione o deficit visivo, empilegia senile – per i quali il sanitario non si era espresso sulla portata degli impedimenti stessi).

Consiglio di Stato sez. V, 17/07/1991, n.1042

La cataratta e il glaucoma

La cataratta e il glaucoma non impediscono in modo assoluto l’espressione del voto, pertanto non sono idonee di per sé a giustificare l’ammissione al voto assistito, avendo il soggetto possibilità di vedere sulla scheda la disposizione dei simboli delle liste e dei candidati e di esprimere la propria volontà di voto.

T.A.R., (Marche), 09/11/1990, n.542



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3 Commenti

  1. Mia nonna non voleva operarsi di cataratta perché era spaventata dai medici, temendo che prima o poi le avessero danneggiato la vista. Quindi, l’ultimo anno di vita ha convissuto con la cataratta. Nonostante i fastici con l’altro occhio ci vedeva bene e quindi ha evitato l’operazione. Né noi parenti abbiamo potuto convincerla più di tanto

  2. Mio nonno mi diceva che con la cataratta aveva visione annebbiata e sfuocata, problemi di visione notturna, la percezioni di aloni intorno alle luci e la percezione di colori sbiaditi e ingialliti. In più, la visione era sdoppiata. Dopo un po’ si è sottoposto all’operazione e poi tutto si è risolto per il verso giusto. Si è convinto ad operarsi dopo che il medico gli ha detto che le tecniche attuali hanno ridotto significativamente i rischi dell’intervento.

  3. Oggi, gli specialisti consigliano di operare la cataratta già dal suo esordio, per rendere l’intervento di cataratta più agevole ed evitare al paziente di andare incontro alle difficoltà visive… la cataratta non si opera più come una volta. L’intervento non presenta alcuna controindicazione, salvo casi molto rari.

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