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Rumori molesti: ultime sentenze

1 Giugno 2020
Rumori molesti: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: rumori molesti; superamento della soglia della normale tollerabilità; disturbo arrecato ai vicini; risarcimento del danno non patrimoniale.

Le regole di buon vicinato

Nel verificare la sussistenza dei presupposti per l’emanazione del sequestro preventivo di cui all’art. 321 comma 1 c.p.p., il giudice del riesame non può avere riguardo alla sola astratta configurabilità del reato, ma nella valutazione del “fumus commissi delicti” deve tenere conto, in modo puntuale e coerente, delle risultanze processuali e della effettiva situazione emergente dagli elementi forniti dalle parti.

(Nel caso di specie, la Corte ha annullato l’ordinanza con cui il tribunale aveva respinto la richiesta di riesame del sequestro preventivo di un immobile, in quanto la decisione si era fondata unicamente sulla valutazione della semplice sussistenza in astratto del reato di cui all’art. 659 c.p., senza considerare che dagli atti risultava che gli imputati, proprietari dell’immobile dato in locazione per una festa che aveva cagionato disturbo al riposo delle persone, avevano stipulato un contratto con cui i conduttori e organizzatori dell’evento si impegnavano a non ospitare più di un certo numero di persone, ad osservare le regole di buon vicinato e a non provocare rumori molesti).

Cassazione penale sez. I, 19/12/2003, n.1885

Il danno da immissioni rumorose 

In materia di immissioni, vige il principio per cui se i rumori molesti superano la normale tollerabilità, è dovuto il risarcimento del danno. Per la Cassazione, infatti, le immissioni rumorose che eccedono la soglia della normale tollerabilità sono idonee a provocare una compromissione dell’equilibrio psicofisico del soggetto ripetutamente esposto a esse.

Tale regola di comune esperienza è sufficiente a integrare gli estremi della quantificazione probatoria richiesta al fine dell’accoglimento della domanda risarcitoria. Nel caso di specie, la Corte ha confermato la decisione a sfavore della società proprietaria di una discoteca condannata a risarcire i vicini con 10mila euro a testa.

Cassazione civile sez. III, 27/06/2016, n.13208

Impianti provocanti rumori molesti

Deve essere ordinata alla Pubblica Amministrazione l’esibizione dei documenti di cui è stato richiesto l’accesso (nella specie, atti relativi all’installazione, presso una struttura sanitaria, di impianti provocanti rumori molesti), qualora le determinazioni che hanno negato l’ostensione siano fondate su argomentazioni sostanzialmente elusive delle disposizioni in tema di accesso (nel caso di specie, trasmissione degli stessi alla polizia giudiziaria, dubbi su profili di abuso del diritto di difesa contenuti nell’istanza), considerato che la l. 241/1990 impone alle Amministrazioni pubblicità e trasparenza, e qualifica l’accesso ai documenti amministrativi, in ragione delle finalità di pubblico interesse dello stesso, principio generale dell’attività amministrativa.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 15/03/2016, n.3234

La quiete e l’incolumità della persona

L’esercizio di un bar non costituisce un mestiere di per sé rumoroso, sicché i rumori molesti provocati da tale esercizio possono integrare la fattispecie di cui all’art. 659, primo comma, c.p. (nella specie, le emissioni sonore in questione superavano i limiti della normale tollerabilità e non erano strettamente connesse all’esercizio dell’attività di bar, consistendo in particolare in musica ad alto volume, anche di notte oltre il normale orario di apertura).

Cassazione penale sez. III, 15/07/2014, n.41992

L’emissione di rumori molesti

Il disturbo arrecato ai vicini e causato da un’attività lavorativa svolta secondo modalità improprie, non rientra nella fattispecie di cui all’art. 659, comma 2, c.p., che punisce l’emissione di rumori molesti causati da mestieri o professioni, ma in quella del comma 1, che punisce invece genericamente ogni fonte di tale genere di confusione.

Cassazione penale sez. I, 18/12/2013, n.12274

Disturbo non tollerabile

La rilevanza penale della condotta produttiva di rumori, censurati come fonte di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone, richiede l’incidenza sulla tranquillità pubblica, in quanto l’interesse tutelato dal legislatore è la pubblica quiete, sicché i rumori devono avere una tale diffusività che l’evento di disturbo sia potenzialmente idoneo ad essere risentito da un numero indeterminato di persone, pur se poi concretamente solo taluna se ne possa lamentare; tale condizione è verificata allorché i rumori molesti siano provocati, e si diffondano, nell’ambito di un condominio (riconosciuta la responsabilità in capo al legale rappresentante di un centro commerciale, i cui impianti tecnologici -in particolare condizionatori- arrecavano disturbo non tollerabile agli occupanti del soprastante stabile di civile abitazione, ricompreso nello stesso complesso edilizio).

Cassazione penale sez. I, 28/05/2013, n.28874

Rumori molesti cagionati da animali

Sussiste la potenzialità diffusa del rumore, necessaria ai fini dell’integrazione della contravvenzione di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone, che può essere realizzata anche con condotta che provochi, o non impedisca, rumori molesti cagionati da animali, nel caso in cui un cane sia stato lasciato chiuso all’interno di un’autovettura, parcheggiata in zona utilizzabile per il parcheggio e prossima alla sede della gestione amministrativa di un porto, e il suddetto cane, agitandosi, abbia azionato la sirena di allarme.

Cassazione penale sez. I, 12/03/2003

Disturbo della quiete pubblica: valore probatorio 

Per potersi configurare la fattispecie prevista ex art. 659 c.p, trattandosi di contravvenzioni di polizia, la relazione di servizio da parte delle forze dell’ordine attestando il concreto intervento, assumerà valore probatorio nel caso in cui sia seguito da più querele, confermando la necessità dell’intervento per la chiamata relativa a rumori molesti ai più.

Corte appello Cagliari sez. II, 09/02/2017, n.44

Impianto di condizionamento produttivo di rumori molesti

L’oblazione prevista dagli artt. 162 e 162 bis cod. pen. è applicabile ai reati eventualmente permanenti solo se la permanenza sia cessata. (Nella specie, la Corte ha ritenuto ammissibile l’oblazione per la contravvenzione di cui all’art. 659 cod. pen., integrata dall’avvenuta installazione di un impianto di condizionamento produttivo di rumori molesti, in quanto, pur essendo il detto reato eventualmente permanente, non risultava contestato né provato il protrarsi delle conseguenze illecite).

Cassazione penale sez. I, 24/01/2012, n.7758

Disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone

In tema di risarcimento del danno non patrimoniale, l’art. 659, comma 1, c.p. stabilisce, come elemento indefettibile per la configurabilità della relativa contravvenzione, che i rumori molesti abbiano in concreto una potenzialità diffusiva tale che l’evento del disturbo possa essere risentito da un numero indeterminato di persone, circostanza questa che non è esclusa dal numero limitato dei soggetti che hanno promosso l’azione civile per il risarcimento del danno.

Cassazione civile sez. III, 18/02/2010, n.3906

Rumori molesti e schiamazzi intollerabili

Nel caso in cui la clientela di un locale aperto al pubblico produca rumori molesti e schiamazzi intollerabili, l’unico strumento adeguato a garantire il rispetto della tranquillità dei proprietari finitimi è la chiusura del locale, essendo inattuabile in sede esecutiva qualsiasi provvedimento che imponesse la chiusura del locale o il rispetto di una certa soglia per le emissioni sonore.

Tribunale Roma sez. fer., 23/07/2004

Potenzialità diffusiva della fonte rumorosa

La contravvenzione prevista dall’art. 659 c.p. non si realizza per l’effettivo raggiungimento di plurime persone, da parte della fonte rumorosa, idonea a realizzare la turbativa lamentata; ciò che rileva penalmente, infatti, è la “potenzialità diffusiva” della fonte stessa, che deve essere oggettivamente idonea – al di là delle caratteristiche soggettive della fattispecie concreta – a disturbare le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero della generalità dei soggetti che fossero attinti dai rumori fra queste premesse, in una fattispecie in cui la fonte rumorosa era rappresentata dai “latrati” di cani, la Corte ha rigettato il ricorso avverso sentenza di condanna che, in fatto, aveva ritenuto sussistente la “diffusività” della condotta molesta, al di là del numero delle persone che in concreto risultavano raggiunte dai rumori molesti).

Cassazione penale sez. I, 08/07/2004, n.36241

Rumori molesti provenienti da un appartamento al piano superiore

Non integra il reato di calunnia il comportamento di chi chiami la Questura affermando la sussistenza di rumori molesti provenienti da un appartamento al piano superiore perché non può avere il significato univoco di voler accusare qualcuno e perché la fattispecie di cui all’art. 659 c.p. richiede che i rumori e gli schiamazzi superino i limiti della normale tollerabilità e siano idonei a recare disturbo ad una pluralità di persone.

Corte appello Torino sez. III, 28/01/2013



15 Commenti

  1. NOn ce la faccio più…la mia pazienza è arrivata al limite!!! Puntualmente, da quando c’è stato il “libera tutti” dopo questa quarantena, ogni sera, i miei vicini che abitano al piano superiore rientrano a tarda notte e fanno un caos intollerabile. Tacchi, phon, oggetti che cadono a terra. Non è possibile. Capisco che siano ragazzi ma un po’ di rispetto per chi il giorno dopo deve svegliarsi presto…

    1. Maurizio, ti piace il “classico”??? Quando questi “signori” vanno a dormire prendi o una bella sirena bitonale – tipo 118 – o un amplificatore e attacca con la… “Cavalcata delle valchirie” o con la Quinta di Beethoven a tutto volume… E poi i tuoi vicini che chiamino pure i C.C. Della serie: voi suonerete le vostre trombe e noi suoneremo le nostre campane… A estremi mali…

  2. Ma è legale che la mia vicina inizi alle 7 di sabato mattina a passare l’aspirapolvere? Non riesco a sopportarla più. POi, la mattina per svegliare il marito e farlo andare a lavorare urla come una matta. Ma dico io, che rispetto avete per la gente che vuole dormire?

  3. Io facevo il barista in una discoteca e tornavo sempre all’alba a casa. Capite bene che il mio ritmo sonno sveglia era ribaltato. E la mattina, seppure erano le 11, sentivo i vicini urlare e litigare. Un bel giorno, con educazione li incontrai per le scale e gli feci una battuta per cui loro si mortificarano. E quando ci vuole ci vuole. Da lì, devo essere nesto, sono stati èiù educati e hanno evitato scene da tragedia napoletana.

  4. Sono un musicista e spesso per esercitarmi a casa ovvaimente faccio un po’ di baccano. Visto che ero nuovo in condominio e mi ero appena trasferito nella riunione avvisai tutti della mia professione e chiesi se per loro era un problema e in quali orari eventualmente avrei dovuto evitare o preferire per le mie music sessions… Loro hanno apprezzato molto la mia onestà e il mio approccio cordiale. Molti mi chiedevano di poter assistere alle prove. Poi, una sera abbiamo organizzato uno spettacolino sul terrazzo condominiale e abbiamo passato una bella serata

  5. Un conto è fare baccano in pieno centro in cui sei circondato da mille rumori e dal traffico…altra cosa è esagerare in aperta campagna in cui i suoni sono molto più amplificati… quindi, bisogna tener conto di queste cose…

  6. Il cane dei miei vicini abbaia senza sosta. Un giorno li ho avvisati dicendo che quella povera bestia non può piangere così e non può disturbare tutti noi facendo chiasso… Poi, i proprietari hanno portato il cane in casa in campagna dei loro genitori: così il cane sta libero e scorrazza nel verde e noi condomini finalmente possiamo rilassarci da quei suoni incontrollabili

  7. Allora, partiamo subito da una premessa: se vuoi vivere in un condominio, devi rispettare tutti i tuoi vicini ed evitare di fare quello che ti pare… Altrimenti, te ne vai a vivere in aperta campagna, in una villa, in un posto lontano da tutto e da tutti e fai tutti i rumori che vuoi. Qyuindi, organizzatevi prima di decidere di trasferirvi o prima di acquistare o prendere in affitto una casa se non siete persone civili!!!

  8. Ma la gente sa cosa significa NON FARE RUMORE? I miei vicini iniziano la mattina presto e fino a tarda notte continuano. Neppure la minima accortezza di chiedere scusa se glielo si fa notare. Io penso che certa gente debba vivere nelle caverne. Neppure l’homo erectus era tanto incivile

  9. Io ho figli piccoli e ovviamente piangono, però ho cercato di insegnargli le basi dell’educazione. I miei vicini sembra che non sappiano neppure quale sia il significato di questa parola… ma perché riescono a capirlo i bimbi piccoi e questi soggetti non conoscono quando e come si posso svolgere certe attività di pulizia, riordino dei mobili, ecc?! Mah…

  10. In questa fase della pandemia ne ho sentite di cotte e di crude. Famiglie in cui sentivi urla, che quasi quasi eravamo tentati a chiamare la polizia pensando che si stessero scannando… Coppie che sono arrivate alla separazione eprché si sono rese conto di essere incompatibili duranete questa quarantena. Molto non riescono a sopportare la convivenza con l’altro per 24h su 24. E quindi, la soluzione è lasciarsi. Si perché se litighi ogni giorni e hai i nervi a fior di pelle per la cosa più sciocca siete incompatibili. E si arriva a pensare: si sepratatevi così non stressate neppure noi che ogni giorno dobbiamo sorbirci i vostri dannati litigi e i nostri bambini devono ascolatre le vostre parole volgari

  11. Ma quando, al contrario, è lo stereo del vicino del piano di sotto a martellare ossessivamente sulle pareti divisorie diffondendo il martellante bum-bùm… bum-bùm… verso l’alto, a 480°? Per non parlare dei mobili SENZA FELTRINI spostati a tutte le ore del giorno e fino alle due di notte, tipo “amovere castra” (spostare l’accampamento), dicevano i latini… Ma che faranno mai in un appartamento di 60 mq? E meno male che oggi sempre più gente porta scarpe di gomma perché, in passato, c’era da lottare fino alle ore antelucane addirittura con quelli che calzavano gli zoccoli di legno. L’inciviltà impera! Ed ecco che, a questo punto, interviene la… “rappresaglia del Classico”.

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