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L’emergenza ha dimostrato la differenza tra Conte e Dio

4 Maggio 2020 | Autore:
L’emergenza ha dimostrato la differenza tra Conte e Dio

La fase 2 parte nella confusione. Molti cittadini ancora non sanno come comportarsi. Colpa della mancata capacità di dettare delle regole in modo chiaro.

Nel giorno in cui l’Italia entra nella fase 2 dell’emergenza coronavirus e riparte dopo praticamente due mesi di forzato stop, gli italiani mettono il naso fuori di casa senza avere le idee del tutto chiare su come si devono comportare. La confusione dei giorni che hanno preceduto questo 4 maggio, che molti vorrebbero venisse segnato sul calendario come festa nazionale, l’ha fatta da padrone. Basti pensare a ciò che è successo sabato scorso: in meno di due ore, il Governo ha pubblicato i chiarimenti al Dpcm presentato da Conte all’inizio della settimana e, successivamente, è stato costretto a pubblicare i chiarimenti ai chiarimenti. Se avesse voluto farlo apposta, non ci sarebbe riuscito così bene.

A ben pensarci, che la capacità di comunicazione non sia il punto forte dello staff di Giuseppe Conte è stato dimostrato durante tutta l’emergenza. A tal punto che perfino il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha colto l’occasione del suo messaggio del 1° maggio per chiedere a Palazzo Chigi maggiore chiarezza nello spiegare ai cittadini cosa devono o non devono fare. Specialmente ora che, nella fase 2, si giocano la continuità della ripartenza o il ritorno alla quarantena. Invece, è stato fatto di tutto per mandare gli italiani nel pallone, compreso l’uso di termini generici ed ambigui che a tutto hanno aiutato tranne che a fare chiarezza.

Eppure, si trattava di dettare delle regole lineari, precise. Questo si può fare, questo non si può fare. Come dicevano i maestri di una volta, «queste sono mele, queste sono pere». Non è così complicato.

Basti pensare alla facilità con cui Nostro Signore dettò delle prescrizioni non per un periodo limitato di emergenza ma per tutta l’esistenza dell’essere umano. Dieci regole, che poi vennero chiamate comandamenti, di cui prese nota Mosè su un paio di sassi per poi comunicarle al mondo senza bisogno di discorsi a reti unificate.

La gente le ha capite subito, nel corso della Storia, per la loro semplicità. Dio non ebbe bisogno di richiamare Mosè sul Sinai per dettargli le Faq: utilizzò in partenza un linguaggio talmente chiaro che non lasciò spazio a dubbi. Ad esempio, disse «non desiderare la donna dell’altro», evitando di complicare la vita a tutti dicendo «non desiderare il congiunto dell’altro». Così stabilì in modo inequivocabile chi non bisognava andare a trovare, con o senza autocertificazione. Disse «onora il padre e la madre», non disse «onora i tuoi congiunti purché parenti di primo grado». Il padre e la madre. Così si parla.

Conte, come alcuni dei suoi ministri, è invece incappato nel gusto di burocratizzare il linguaggio e le procedure fino a confondere le idee. Prendi il caso dell’autocertificazione, di cui, ormai, si attende in omaggio il raccoglitore per mettere insieme tutte quelle imposte negli ultimi due mesi. Venerdì scorso, dal ministero dell’Interno trapelava il modello messo a punto per la fase 2. Noi, puntualmente l’avevamo pubblicato per agevolare i nostri lettori. Ieri, invece, è stato detto che si può uscire con il modello vecchio ma, nel caso fosse avanzato un po’ di toner nella stampante, lo stesso Viminale ha messo a disposizione uno nuovo, diverso da quello predisposto venerdì. A che serve diffondere un modulo nuovo se mi stai dicendo che posso usare quello vecchio? A creare confusione, ecco a che serve. Inoltre, non va usato da chi va al lavoro purché abbia il tesserino o una dichiarazione dell’azienda, mentre chi non è in possesso del badge o della dichiarazione deve utilizzare l’autocertificazione. Quella vecchia o quella nuova. Su cui, per motivi di privacy, non va segnato il nome del congiunto a cui si va a fare visita ma sì il suo indirizzo. Aiuto.

E poi ci si mettono gli amministratori regionali e locali a rivedere le Tavole della Legge. In alcune zone si può prendere il caffè al bar o farsi la messa in piega, in altri no. In certi Comuni ci si può sposare, pur con determinate limitazioni, in altri gli uffici comunali sono chiusi e non si fanno nemmeno le pubblicazioni di matrimonio (prendi il caso di Milano, ad esempio). Due coniugi possono vivere e dormire insieme ma non possono salire in auto a meno di un metro l’uno dall’altro e senza mascherina. Ma, secondo alcuni, può viaggiare insieme in auto chi appartiene allo stesso nucleo familiare. La gente non ha ancora capito se può portare in auto due figli, oppure c’è bisogno di un’altra persona che guidi e utilizzare un’altra macchina per non rischiare un «assembramento veicolare».

Conte non è Dio e Rocco Casalino non è Mosè, questo è certo. Ma se uno viola i precetti divini, il Signore può chiederne conto il giorno del giudizio. Il peccatore può sentirsi rimproverare: «Te l’avevo detto chiaramente cosa si doveva e cosa non si doveva fare, non potevi sbagliarti». Se uno, invece, trasgredisce certe norme terrene, Conte non potrà dire lo stesso. E non dovrebbe, quindi, pretendere che il trasgressore venga punito con le fiamme dell’inferno. Senza scomodare il Divino, sarebbe bastato che il premier e i suoi «apostoli» avessero seguito l’insegnamento di Albert Einstein: «Dal disordine e dalla confusione cercate di tirare fuori la semplicità». Fanno ancora in tempo.



2 Commenti

  1. Vorrei vedere lei al posto di Conte con annesse responsabilità tutti hanno criticato sull’ operato. Ma è facile ricamare e ergersi sul pulpito quando è solo quello che si ha da fare ….criticare…mami domando perché buon Dio siete tutti lì a straparlare come lavandaie invidiose ,. Chiamando in causa anche Dio mi viene da pensare che se veramente avreste avuto un po’ di coraggio e idee decenti e innovative , vi sareste dati da fare a comunicarle a chi di dovere e non agire nell’ombra criticando e facendo paragoni irrispettosi a due sensi e unn bravo presidente ed agisce con criterio e prudenza ,. Avete visto la Francia si e messa in coda di due mesi. Bper vedere noi che fine facciamo. Gli dice niente? Conte ha tutto il mio rispetto e dovreste averlo anche voi

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