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Diritto all’istruzione: ultime sentenze

1 Settembre 2021
Diritto all’istruzione: ultime sentenze

Sospensione o esclusione dello studente dall’istituto; diritto all’istruzione; minori affetti da disabilità.

Divieto di discriminazione e tutela del diritto all’istruzione

Sussiste una violazione dell’art. 14 Cedu sul divieto di discriminazione, letto in combinato disposto con l’art. 2, Protocollo n. 1, CEDU, sul diritto all’istruzione, da parte di uno Stato contraente le cui autorità amministrative non attuino tutte le misure necessarie a garantire il diritto all’istruzione di un minore con disabilità, il quale non può così beneficiare delle stesse condizioni di frequenza della scuola primaria e delle possibilità di apprendimento che sono viceversa assicurati agli altri allievi della scuola.

Corte europea diritti dell’uomo sez. I, 10/09/2020, n.24888

Le inclinazioni e le aspirazioni del minore

L’art. 34 cost., letto in coordinamento con gli artt. 2 e 3 cost., riconosce il diritto fondamentale all’istruzione (Corte cost. 8 giugno 1987 n. 215), il quale si esplica, da un lato, nel rapporto tra gli esercenti la responsabilità genitoriale e i figli e, dall’altro, con riguardo alla relazione tra il minore e le istituzioni esterne alla famiglia (scuola, servizi sociali, consultorio familiare). Per una piena esplicazione di tale diritto, peraltro, vanno considerate le inclinazioni e aspirazioni del minore stesso, rendendosi necessario il suo ascolto al fine dell’elaborazione di un idoneo progetto che gli consenta di perseguire i propri obiettivi personali e professionali, la cui realizzazione deve prescindere dall’eventuale collaborazione della famiglia di origine.

Tribunale minorenni Caltanissetta, 08/09/2020

Piano educativo per il sostegno scolastico dell’alunno

Ove il piano educativo individualizzato, elaborato con il concorso determinante di insegnanti della scuola di accoglienza e di operatori della sanità pubblica, abbia indicato il numero delle ore necessarie per il sostegno scolastico dell’alunno che versa in situazione di handicap particolarmente grave, l’Amministrazione scolastica non ha potere discrezionale capace di rimodulare o di sacrificare, a motivo della scarsità delle risorse disponibili per il servizio, la misura di quel supporto integrativo così come individuato dal piano. Essa ha piuttosto il dovere di garantire l’assegnazione, in favore dell’alunno, del personale docente specializzato, anche facendo ricorso — se del caso, là dove la specifica situazione di disabilità del bambino richieda interventi di sostegno continuativi e più intensi — all’attivazione di un posto di sostegno in deroga al rapporto insegnanti/alunni, al fine di rendere possibile la fruizione effettiva del diritto, costituzionalmente protetto, dell’alunno disabile all’istruzione, all’integrazione sociale e alla crescita in un ambiente favorevole allo sviluppo della sua personalità e delle sue attitudini.

L’omissione o le inefficienze nell’apprestamento, da parte dell’Amministrazione scolastica, della dovuta attività di sostegno, si risolvono in una sostanziale contrazione del diritto fondamentale del disabile all’attivazione, in suo favore, di un intervento corrispondente alle sue specifiche esigenze, condizione imprescindibile per realizzare il diritto ad avere pari opportunità nella fruizione del servizio scolastico.

Ne consegue una discriminazione indiretta vietata dall’art. 2 l. n. 67 del 2006, per tale intendendosi anche il contegno omissivo dell’Amministrazione pubblica preposta all’organizzazione del servizio scolastico, la quale abbia l’effetto di mettere l’alunno con disabilità in una posizione di svantaggio rispetto agli altri

Tribunale Rieti, 12/02/2020

Composizione delle classi

Nella composizione delle classi, l’Amministrazione scolastica deve tener conto del numero degli alunni disabili o con situazioni di svantaggio e disagio, onde evitare che vi sia un serio nocumento al diritto all’istruzione per la difficoltà di impartirlo effettivamente a classi eccessivamente connotate da percorsi differenziati di apprendimento (nel caso di specie, a seguito di accorpamento, nella stessa classe erano presenti n. 4 alunni portatori di handicap grave; n. 1 alunno portatore di handicap non grave e n. 12 alunni con disturbi dell’apprendimento, per un totale di 17 alunni più o meno bisognosi di assistenza su un totale di 28 alunni).

Consiglio di Stato sez. VI, 24/01/2020, n.278

Progetto educativo e formativo del servizio scolastico

Il diritto all’istruzione primaria non corrisponde più al solo diritto di ricevere cognizioni, ma coincide con il diritto di partecipare al complessivo progetto educativo e formativo che il servizio scolastico deve fornire nell’ambito del “tempo scuola” in tutte le sue componenti e non soltanto in quelle di tipo strettamente didattico, ragion per cui il permanere presso la scuola nell’orario della mensa costituisce un diritto soggettivo perfetto, proprio perché costituisce esercizio del diritto all’istruzione così delineato. Deve, quindi, essere riconosciuto agli studenti non interessati a fruire del “servizio mensa” il diritto a partecipare ugualmente al “tempo mensa”, consumando pasti portati da casa all’interno dei locali scolastici.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 13/12/2019, n.14368

Violazione del diritto all’istruzione

La natura fondamentale del diritto all’istruzione fa sì che, in relazione alle condizioni cliniche dell’alunno disabile, ci si debba orientare verso la più ampia ipotesi possibile di sostegno, in quanto attribuire un insegnante di sostegno per un numero di ore inadeguato significa sia precludere al disabile la possibilità di ottenere un’adeguata istruzione, sia serbare una condotta confliggente con il diritto fondamentale all’istruzione.

T.A.R. Campobasso, (Molise) sez. I, 05/12/2019, n.435

L’esonero dall’insegnamento della religione

Viola l’art. 2, protocollo 1, Cedu (diritto all’istruzione), letto alla luce dei principi tutelati dall’art. 9 Cedu (libertà di religione), la procedura per l’esonero dall’insegnamento della religione a scuola laddove impone di rivelare dati ultrasensibili come le proprie convinzioni religiose e di essere schedati nei registri della scuola, nella certificazione dei titoli in base alle stesse (nella fattispecie come non appartenenti alla religione ortodossa) in violazione delle norme sulla privacy ed esponendo gli interessati a rischi di ghettizzazione, soprattutto se residenti in piccole comunità.

Corte europea diritti dell’uomo sez. I, 31/10/2019, n.4762

L’assistenza agli alunni con disabilità

Il diritto all’istruzione dei minori disabili è fondamentale e la sua fruibilità deve essere effettiva. Pertanto, l’erogazione dei servizi loro destinati – in modo particolare il sostegno con impiego di docenti spedalizzati – deve essere sempre assicurata e finanziata e non può essere rimessa a scelte discrezionali del legislatore.

Ad affermarlo è la Corte costituzionale che, pur dichiarando infondata la questione di legittimità sollevata sull’articolo 1 comma 70 della legge di Bilancio 2018 che prevedeva lo stanziamento per un solo anno del contributo per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità fisiche o sensoriali, ha sottolineato come il finanziamento pluriennale del fondo regionale per l’assistenza agli alunni con disabilità deve essere sempre garantito dallo Stato, in quanto strumentale all’erogazione di servizi che attengono al nucleo essenziale dei loro diritti.

Corte Costituzionale, 11/04/2019, n.83

Diritto all’istruzione e ricorso a misure disciplinari

Il diritto all’istruzione non esclude, in linea di principio, il ricorso a misure disciplinari, inclusa la sospensione o l’esclusione da un istituto di istruzione al fine di assicurare il rispetto delle sue norme interne. L’applicazione di sanzioni disciplinari è parte integrante del processo attraverso il quale la scuola cerca di raggiungere l’obiettivo per il quale è stata istituita, incluso lo sviluppo e la formazione della personalità e delle capacità intellettuali dei suoi studenti.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. III, 18/03/2019, n.581

Diritto alle ore di sostegno 

In virtù della sentenza della Corte costituzionale 26 febbraio 2010 n. 80, il sostegno all’alunno in condizione di grave disabilità deve essere garantito nella misura occorrente a permettergli di realizzare il proprio diritto all’istruzione e all’integrazione scolastica e può giungere, nelle situazioni di gravità, sino all’intero orario di frequenza settimanale (c.d. rapporto 1:1), che, nella scuola dell’infanzia, equivale a 25 ore settimanali, senza che possano nemmeno essere addotte, in senso contrario, ragioni connesse all’insufficienza dell’organico e dunque di ordine finanziario.

T.A.R. Latina, (Lazio) sez. I, 12/03/2019, n.182

Percorso didattico individualizzato e personalizzato dell’alunno

La mancata applicazione della misura compensativa della prova orale nell’esame conclusivo del percorso didattico individualizzato e personalizzato dell’alunno affetto da DSA sta a significare che gli atti che hanno disposto, approntato l’espletamento della prova finale, si rivelano illegittimi in quanto violativi della normativa di cui alla l. n. 170/2010 e al d.m. n. 5669/2011 oltreché del diritto all’istruzione come costituzionalmente garantito in favore di alunni affetti da DSA e finiscono per inficiare le determinazioni di non ammissione dell’alunno alla classe successiva assunte nello scrutinio del consiglio di classe.

T.A.R. Aosta, (Valle d’Aosta) sez. I, 10/12/2019, n.56

Diritto allo studio della comunità studentesca

La regola di matrice costituzionale che scaturisce dai superiori principi affermati dagli artt. 33 e 34 Cost. e che si impone all’Amministrazione, ove non si verifichino le situazioni riconducibili alle eccezioni specificamente ammesse a livello legislativo è che sia l’organizzazione universitaria a doversi strutturare — con la profusione di tutto l’impegno necessario da parte degli organi che l’amministrano — in funzione del soddisfacimento pieno e generalizzato dei diritti della comunità studentesca e che non siano viceversa questi ultimi ad essere sacrificati attraverso il facile strumento del contingentamento dell’accesso ad un servizio pubblico fondamentale e di centrale rilievo costituzionale, quale è quello universitario, in quanto strettamente connesso ai diritti fondamentali della persona (art. 2 Cost.) tra i quali va certamente annoverato il diritto all’istruzione universitaria aperto a tutti i cittadini.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 11/09/2018, n.9253

I minori portatori di handicap 

I “diritti sociali” posti a tutela di beni primari, quale l’istruzione e la salute dei minori portatori di handicap, sono diritti fondamentali. L'”insegnante di sostegno” ha il compito di consentire all’alunno disabile di “avere un futuro” nella società. L’Istituzione scolastica deve elaborare un “progetto di vita” con l'”assistente igienico personale” e l'”assistente per l’autonomia e la comunicazione personale”. L’assistente è posto a disposizione dagli enti locali, cui spetta (art. 139 d.lg. n. 112/1998) la predisposizione dei servizi di supporto organizzativo del servizio di istruzione scolastica.

Il “Piano educativo individualizzato” (art. 5 d.P.R. 24 febbraio 1994) prevede gli interventi per realizzare il diritto all’istruzione ed è predisposto sulla base della “diagnosi funzionale, D.F. e del « profilo dinamico funzionale, P.D.F., e redatto dal Gruppo misto, G.L.O.H. Il c.d. PAI, è un programma assistenziale individualizzato elaborato da una équipe multiprofessionale, per gli alunni disabili, che necessitano di ulteriori interventi, di natura prevalentemente assistenziale.

Cons. giust. amm. Sicilia sez. giurisd., 28/05/2018, n.303

L’istruzione del minore è un diritto fondamentale

Il diritto all’istruzione del minore ha rango di diritto fondamentale e inviolabile della persona ai sensi degli articoli 2 e 34 Cost. e merita tutela particolare nel caso di minori affetti da disabilità, con un impegno particolare a carico dello Stato ai sensi dell’art. 38, commi 3 e 4, Cost. e sulla base degli obblighi internazionali assunti in virtù della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità del 13 dicembre 2006, ratificata con l. 3 marzo 2009, n. 18.

La particolare natura dell’interesse leso quale diritto inviolabile della persona costituzionalmente garantito, la cui lesione non è suscettibile di valutazione economica diretta, comporta sul piano probatorio che l’accertamento delle conseguenze dannose può essere compiuto per il tramite di presunzioni, ricavando secondo criteri di normalità l’incidenza pregiudizievole dell’illecito sul valore leso alla luce di una valutazione delle circostanze del caso concreto, senza la necessità di ricorrere a una consulenza tecnica d’ufficio.

Consiglio di Stato sez. VI, 27/12/2016, n.5466



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4 Commenti

  1. Vogliamo parlare delle lezioni a distanza durante questa qurantena? I ragazzi hanno diritto di essere alla pari e di poter usufruire delle lezioni e degli strumenti per seguire la didattica. Già le loro vite sono state trasformate. Ora, mi sembra un po’ un’esagerazione protrarre oltre questa situazione

  2. Gli studenti hanno diritto di seguire le lezioni ma gli insegnati hanno diritto di essere messi nelle condizioni di poter spiegare avendo gli strumenti didattici idonei per espletare nel miglior modo possibile la loro professione. Ed è inutile che venite a dirci che impieghiamo meno tempo, perché non è così. Vai a preparare le slides da fornire agli studenti, ecc. A lezione in presenza non c’era bisogno. è una novità anche per noi insegnanti

  3. Penso che tutti noi porteremo questa pandemia nelle nostre vite, soprattutto i bambini ed i giovani adolescenti… Sicuramente, il diritto all’istruzione deve essere tutelato, ma salute è il bene primario, quindi se occorre faremo ancora le lezioni online…

  4. OK il diritto all’istruzione, ok al diritto di ripartire e di ricominciare le scuole a settembre, ma incominciare ad usare divisori ec come se fosse normale mi sembra esagerato. Secondo voi, quei poveri figli non soffocano in spazi del genere? E come la mettiamo con le relazioni umane come quelle che si instaurano tra i più piccini e con gli insegnanti…Il contatto e la vita senza Coronavirus mancano a tutti

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