Coronavirus: si va verso il passaporto sanitario

4 Maggio 2020
Coronavirus: si va verso il passaporto sanitario

Un documento per circolare in alcune Regioni e in ambito europeo, dimostrando di essere negativi o immuni dal Covid-19, in base a tamponi e test sierologici.

È in fase di ideazione, e forse già di elaborazione, un nuovo sistema per registrare e autorizzare gli spostamenti delle persone durante la Fase 2 e forse anche nella successiva Fase 3. Un documento, probabilmente informatizzato, che si inizia a chiamare passaporto sanitario sulla scia dell’idea lanciata dal presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, che lo vorrebbe introdurre come condizione d’accesso per far entrare i turisti sull’isola.

«Chi viene deve avere un documento che attesti che ha effettuato un tampone molecolare, nei sette giorni precedenti allo sbarco, il cui esito è stato negativo. Una volta in Sardegna, i turisti si dovranno sottoporre a test rapidi e accettare di essere rintracciati con la nostra app. Pensiamo di iniziare gradualmente con l’autorizzazione di arrivi con piccoli aerei, da maggio, e poi aprire da giugno in poi», ha detto Solinas parlando della gestione turistica nella Fase 2 dell’emergenza Coronavirus.

Ma adesso al passaporto sanitario sta pensando anche il Governo, per renderlo nazionale e, possibilmente, europeo: oggi il sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa, intervenendo a Radio 24, ha detto, per come ci riporta la nostra agenzia stampa Adnkronos, che «il governo italiano dovrà prendere in considerazione l’opportunità del cosiddetto ‘passaporto’ ma noi riteniamo che questo vada fatto a livello europeo».

L’obiettivo del passaporto sanitario è definito, il suo contenuto, invece, ancora no: «Dovremo garantire che le persone che si muovono siano persone che lo possono fare in sicurezza, ma cosa si intenda mettere dentro questi passaporti non è chiaro. Bisogna decidere insieme, l’Europa deve farlo insieme».

«In questo – continua Zampa – noi pensiamo che l’app potrà diventare uno strumento importante» riferendosi alla nuova app traccia contatti chiamata Immuni, che dovrebbe essere pronta entro maggio. «Oggi immaginiamo la app esclusivamente come strumento di rintraccio – prosegue il sottosegretario – ma potrebbe diventare uno straordinario strumento di intelligenza artificiale che va oltre questo e che si può aggiornare a una velocità supersonica per esempio scaricando il certificato medico direttamente sul telefonino».

«L’Europa ha sottostimato e non sufficientemente valutato la gravità di quello che stava arrivando – aggiunge Zampa – e non si sono assunte misure insieme se non quando ormai stava esplodendo dappertutto l’epidemia».

Pensando alla ripresa della circolazione, il sottosegretario alla Salute osserva che a livello europeo «siamo nella possibilità di muoverci liberamente, siamo Schengen e quindi possiamo muoverci da un Paese all’altro e bisognerà  fare in modo che le persone che si muovono non siano portatrici di contagio. Voglio ricordare che il contagiato numero uno è stato contagiato da un tedesco», ha concluso Zampa.


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