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Quadri e dipinti: suggerimenti per accreditare un artista

14 Luglio 2014
Quadri e dipinti: suggerimenti per accreditare un artista

Quadri, gallerie, quotazioni, case d’asta ed esperti d’arte: quanto costa e quali le variabili di un’operazione priva di garanzie.

Come si può dare visibilità ad artisti sconosciuti? La domanda è lecita e in molti, tra amici e parenti di artisti, se la pongono. Prima di tutto bisogna avere chiaro il percorso da fare per provare a dare una collocazione artistica alle opere dell’autore in questione. E il primo passo è far valutare da un esperto accreditato del periodo l’opera, il più possibile nella sua completezza. Operazione che potrebbe avere un costo dai mille ai 5mila euro in base al numero dei lavori da esaminare.

Successivamente alla valutazione, bisognerà pensare alla pubblicazione della catalogazione della produzione artistica, impegno un po’ più gravoso – tra i 6mila e i 10mila euro – l’edizione dovrà essere presentata da un’introduzione critica scritta da uno storico dell’arte – possibilmente noto –, il costo di quest’introduzione oscillerà tra 2mila e 5mila euro in base alla fama del critico d’arte e al numero di cartelle.

Tutti questi sono passi propedeutici al mercato, al quale si arriva con queste carte in mano attraverso una galleria e una mostra. E qui la ricerca deve essere mirata a chi già da tempo tratta il periodo dell’autore in questione.

Si possono trovare anche degli escamotage. Esistono gallerie che affittano i loro spazi agli artisti: il costo si aggira intorno ai 500 euro al giorno. Tuttavia, nel mondo degli esperti d’arte queste mostre in affitto in spazi ben noti agli operatori non sono la via per un sicuro accreditamento e per una buona referenza. Insomma nulla è garantito in tutta quest’operazione. Anche perché non basta una mostra o un solo critico a dare notorietà ad un artista. Questo primo sforzo è solo l’inizio.

Facendo due conti, questo primo avviamento al mercato e questo sforzo di accreditamento potrebbe arrivare a costare tra i 40mila e i 50mila euro.

Per questo è corretto domandarsi: le opere in questione valgono questa cifra? Perché non sono state apprezzate dal mercato in prima istanza? E ancora interrogarsi se si vuol seguire la via push del mercato o quello dell’omaggio alla memoria?

In questo secondo caso un escamotage degli eredi, soprattutto se hanno in mano molti lavori (almeno 20), è cercare di legare lo sforzo di pubblicizzazione dell’opera del “caro artista” a un anniversario o un evento legato al territorio di produzione artistica, magari proponendo (e producendo) una mostra agli enti locali e finanziari locali. Operazione più mossa dalla passione e dal mecenatismo che da ragioni di mercato.

Nel caso, invece, si voglia “valorizzare” l’opera bisogna mettere i piedi per terra e sapere come il mercato riconosce e certifica gli artisti di valore – in modo diverso a secondo dei periodi storici – e come la storia dell’arte ritorna solo talvolta sui suoi passi e, solo, per eccezioni significative. Questa rilettura spesso segue e raramente anticipa l’attenzione del mercato su alcuni periodi storici.

Non a caso una riflessione sull’arte post-war, settore super richiesto dal mercato, è stata proposta da molti direttori artistici di fiere d’arte al fine di riscoprire nuovi autori italiani del dopoguerra, spesso trascurati perché non supportati da gallerie forti, da offrire ai collezionisti. Così oggi il collezionismo nazionale e internazionale, dopo aver acquistato i maestri dello Spazialismo come Fontana e Castellani, si sta interessando a Bonalumi e Scheggi e molti altri.

Anche per il mercato il filtro del tempo è impagabile, soprattutto in questi tempi di sovrapproduzione di arte.

Infine, poiché non esiste una sede ufficiale di scambi e neanche un ente ufficiale che pubblichi le quotazioni di mercato delle opere di un artista, i punti di riferimento che aiutano a definire le quotazioni e a mantenerle aggiornate sono le gallerie, le case d’asta, le fiere, i cataloghi, gli annuari, gli archivi e fondazioni degli artisti e, da qualche anno, i siti internet che offrono questo servizio, spesso a pagamento.

Naturalmente le quotazioni sono influenzate da moltissimi aspetti d’interesse artistico, storico, culturale, territoriale e di gusto. In primis c’è la qualità dell’opera, le dimensioni (di solito le grandi valgono più di quelle piccole, salvo eccezioni), la datazione (gli artisti hanno periodi migliori e peggiori), lo stile (se esprime al meglio la poetica), le recensioni (successo critico dell’opera, delle mostre), il riscontro del pubblico, la pubblicazione e catalogazione dell’opera, la tempistica di scambio. A complicare le cose, infine, bisogna sapere che l’indicazione di stima non corrisponde quasi mai ad un valore univoco, di solito ve ne è uno minimo e uno massimo con un margine di discrezionalità differente se si deve vendere o comprare.


note

Autore immagine: 123rf com


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